lunedì 7 giugno 2010

In Spagna il conclave dei potenti


Enrico Piovesana


Centinaia di agenti antisommossa per le strade, posti di blocco, zone rosse, cecchini appostati sui tetti, elicotteri della polizia, cortei di manifestanti no-global, tafferugli e arresti, giornalisti e fotografi ovunque. In questi giorni, la normale quiete vacanziera della località balneare spagnola di Sitges, vicino a Barcellona, è un lontano ricordo (video).
Da giovedì, fino a domenica, il lussuoso resort Dulce Sitges ospita l'annuale riunione del gruppo Bilderberg: il conclave che ogni anno raccoglie l'élite economico-politica occidentale per discutere a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (summit Ue, G20, ecc).
Quest'anno... secondo indiscrezioni, l'incontro verterà principalmente sulle future iniziative da intraprendere a livello europeo e mondiale per garantire una maggiore stabilità dei mercati finanziari globali, una 'global governance' per scongiurare altre crisi come quella greca che rischiano di destabilizzare il sistema monetario europeo.

Un programma che conferma i timori dei no-global, per i quali l'élite mondialista, dopo aver provocato l'attuale instabilità economica, la sta sfruttando per indurre governi e popoli ad accettare, anzi, a invocare la necessità di nuovi organismi economici internazionali volti, più che ad assicurare una maggiore stabilità, a gettare le basi di un nuovo ordine mondiale dominato sempre meno dagli Stati e sempre più da istituzioni sovranazionali, espressione degli interessi della finanza globale e delle grandi multinazionali. Le crisi del debito degli Stati per giustificare un governo mondiale dell'economia e la crisi dell'euro (e del dollaro) per arrivare alla creazione di una moneta unica mondiale e di una banca mondiale.
I contestatori spagnoli che in questi giorni manifestano a Sitges contro il Bilderberg sono preoccupati per la scelta del loro Paese come sede dell'incontro del gruppo: temono che finisca come in Grecia, precipitata verso la crisi poco dopo aver ospitato il Bilderberg 2009.
Scaramanzia a parte, al centro delle critiche dei manifestanti c'è come sempre il carattere di segretezza che circonda questi incontri: niente telecamere, niente fotografi, niente dichiarazioni ai giornalisti, niente comunicati stampa, massima riservatezza su ordine del giorno e nomi dei partecipanti. Perché tutto questo mistero, si chiedono, se non c'è nulla da nascondere?
Nonostante tutto, però, anche quest'anno la lista degli invitati è trapelata grazie alle 'talpe' del movimento anti-Bilderberg infiltrate nell'organizzazione dell'incontro. Secondo questo documento, gli italiani che in questi giorni intervenuti (in momenti diversi) al summit di Sitges sarebbero il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, l'amministratore delegato di Telecom Italia e vicepresidente della Rotschild Europe, Franco Bernabè, il rettore della Bocconi ed ex commissario europeo, Mario Monti, il presidente del centro studi Notre Europe ed ex ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, il vicepresidente della Fiat, Joahn Elkan, il vicepresidente della Morgan Stanley, Domenico Siniscalco e il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli ed ex premier e commissario europeo, Romano Prodi.

Pressante.com

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