venerdì 25 giugno 2010

Israele distrugge gli aiuti della Freedom Flotilla


Gaza -Le autorità d'occupazione israeliane continuano a trattenere gli aiuti trasportati dalle navi della Freedom Flotilla, attaccata in acque internazionali il 31 maggio con un'azione di pirateria condotta dalla Marina israeliana.

Israele ha esposto all'Onu la sua intenzione di consegnare gli aiuti alla Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Abu Salim, nel sud della Striscia, senonché quegli aiuti non sono ancora arrivati alla gente che li aspetta.

Distruzione degli aiuti

Ma non basta. Secondo testimoni oculari tra gli abitanti del Negev, gli israeliani stanno distruggendo molti di questi aiuti...

Il cittadino A.M., residente nel Negev, ci ha contattato per riferirci che nei giorni scorsi gli occupanti israeliani hanno distrutto buona parte degli aiuti contenuti nelle navi rubate. Ciò sarebbe avvenuto a Duda'im, a sud di Rahit, nel Negev, dove gli aiuti sono stati sotterrati assieme ai rifiuti ordinari.
Pare infatti che decine di camion siano stati caricati con gli aiuti della Flotilla (carrozzelle elettriche, giocattoli, oltre agli effetti personali dei partecipanti che sono stati rubati dai militari), e tutto sarebbe stato gettato in una fossa scavata appositamente.

Un operaio del porto di Ashdod - dove sono state condotte con la forza le navi, dopo il massacro di vari partecipanti e il ferimento di molti altri - ha detto che sono state asportate le batterie delle sedie a rotelle. Le sedie sono state poi ammucchiate per poi essere distrutte.
Promesse mediatiche e basta

Hatim 'Uwaida, funzionario presso il ministero dell'Economia a Gaza e portavoce dell'Ente per i valichi, smentisce che gli aiuti siano stati portati a Gaza da parte di Israele, che adesso è solamente preoccupato di calmare l'opinione pubblica mondiale dopo l'atto di pirateria contro la Flotilla.

'Uwaida ci conferma che le voci secondo cui Israele ha distrutto la gran parte degli aiuti sono vere: "Anche in tv abbiamo visto svuotare e distruggere il contenuto delle navi della Flotilla, al porto di Ashdod, specialmente le carrozzelle e i giocattoli".

Pertanto il responsabile del ministero dell'Economia di Gaza, ribadendo il dovere di Israele, che era quello di consegnare gli aiuti, si è rivolto all'Onu: "Che fine hanno fatto le migliaia di tonnellate di materiali da costruzione, le medicine, le carrozzelle e le case prefabbricate?".

Avvertimento dell'Onu

Intanto l'Unrwa afferma che la crisi umanitaria a Gaza si sta aggravando sempre più e che anche con gli aiuti che dovessero arrivare essa non si risolverà. Bisogna, invece, che finisca l'embargo.

La situazione - sostiene l'Unrwa - non può andare avanti in questo modo, quindi le autorità d'occupazione devono aprire i valichi in maniera completa e permanente facendo entrare nella Striscia le merci e i materiali di cui la gente ha bisogno, specialmente quelli da costruzione per poter ricostruire ciò che è stato distrutto dall'aggressione israeliana della fine del 2008.

Israele, pochi giorni fa, aveva "acconsentito" all'ingresso nella Striscia di Gaza di materiali prima vietati col pretesto che verrebbero usati per fabbricare armi. Si tratta di merci come la marmellata, lo halawa (un dolce tipico mediorientale, ndr), la maionese ed alcune spezie, e piccole quantità di cemento e ferro per l'Unrwa.
(Foto: carrozzelle a motore per disabili, in attesa di essere caricate nella nave cargo della FF)

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