mercoledì 9 giugno 2010

Lucignolo

Stefano Montanari
Una delle letture che io consiglio sempre agli stranieri che non conoscono la nostra letteratura è Pinocchio, a mio parere quanto di meglio abbiamo saputo produrre in prosa da che esiste la lingua italiana. E un archetipo  da cui non si scappa è Lucignolo.
Per chi avesse dimenticato
le vicende del personaggio, Romeo, ché questo era il vero nome e Lucignolo il soprannome dettato dal “suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte”, era il più pigro e il più svogliato dei compagni di scuola di Pinocchio e, forte di queste qualità, trascina, in verità senza troppa fatica, il burattino, a sua volta archetipo collodiano dell’Uomo, nel Paese dei Balocchi dove si fa festa tutto l’anno. Dopo mesi di bagordi, i due compagni sono trasformati in asini e Lucignolo viene venduto ad un contadino che lo farà schiantare a morte di fatica.
La tentazione di prestare fede ai vari Lucignolo è in agguato per tutti e non è cosa rara che a quella tentazione molti cedano.
Di paesi dei balocchi c’è chi ce ne propone uno al giorno, e uno è quello in cui il nostro povero pianeta è disponibile a farsi spremere fino all’ultima goccia senza nemmeno un accenno di protesta.
È così che ci stiamo trasformando in massa in asini, ben condotti per questo dai professori delle nostre grottesche università.
Uno di questi, magari solo il più pazzo ma non il più ridicolo, scrive libri che trovano chi li pubblica e perfino chi li legge fino ad arrivare a chi li cita come fonte autorevole nei quali afferma, tra le altre enormità, che noi possiamo continuare imperterriti a succhiare petrolio dalla crosta terrestre perché ne abbiamo a non finire. Il Sole ci dà gratis un’infinità di energia più di quella che saremo mai in grado di consumare? Che importa?: meglio l’oro nero. Costa sempre più caro? Inquina? Gaudeamus igitur!
Oggi mi sono imbattuto in questo video (http://www.youtube.com/watch?v=icZFYghEeUE). Cose molto semplici, forse quasi ingenue, ma un’occhiata appena meno superficiale potrebbe indurre qualche meditazione. In genere sono le cose più semplici, quelle più ovviamente comprensibili, quelle per le quali basta il più ordinario buon senso ad essere attaccate.
Nel frattempo, a chi ha visto il filmato mi limito a ricordare un’ovvietà: ad un sistema chiuso si può attribuire energia prendendola dal suo interno o da fuori. Nel primo caso, sarà questione di un secondo o di secoli, l’energia si esauriràinevitabilmente. Si tratta di un concetto di fisica elementare che i nostri Lucignolo con tocco ed ermellino, quelli seduti nei banchi dei parlamenti di ogni ordine e quelli seduti dietro le scrivanie dove si manovrano quattrini  preferiscono ignorare.

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