domenica 27 giugno 2010

Mi faccia il pieno


Si chiama Martin Feldman il giudice federale dello stato USA della Louisiana che ha benevolmente accolto le giuste istanze delle compagnie petrolifere che non ne volevano sapere d’interrompere per sei mesi le trivellazioni al largo, ma mica poi tanto, delle coste statunitensi.
Sei mesi di moratoria aveva chiesto Obama,
nemmeno un secondo ha risposto la giustizia.
Perbacco, quei signori devono pur mangiare! O no?
Che il pozzo della BP vomiti quantità imprecisate, ma comunque enormi, di veleni nel mare, che stia distruggendo la vita non solo subacquea, che abbia rovinato una miriade di piccole economie famigliari non ha nessuna importanza: the show must go on! E lo show è quello di un’economia demenziale, un’economia non certo per la stragrande maggioranza di chi abita il mondo, basata su qualcosa che la scienza più elementare condanna: l’estrazione di energia dall’interno del sistema che s’intende alimentare....
Follia o semplice ignoranza, non saprei dire, ma il fatto è che siamo nelle mani di un drappello d’incompetenti. Incompetenti e basta per non andare oltre.
Ma gli avvelenamenti dovuti a questa strategia globale non sono certo limitati a quanto non si riesce a nascondere. Basti pensare ai 160 chilometri di costa inquinati da una perdita di petrolio testé avvenuta a nord di Hurgada nel Mar Rosso, per inciso un mare che viene considerato tra gli ultimi cosiddetti paradisi subacquei.
Senza insistere sui pozzi incendiati come prassi in azioni di guerra, chi avesse voglia d’interessarsi al petrolio che finisce in acqua ogni volta che una petroliera affonda – e non è cosa rara – o quando – mille volte al giorno – si lavano le cisterne di una petroliera, forse comincerebbe a rendersi conto che non siamo solo in un vicolo cieco, ma stiamo sbattendo la testa contro il muro che chiude quel vicolo.
Ciò che è inderogabile è che occorre rivoltare la visione del mondo come un calzino se vogliamo sopravvivere e, per questo, la generazione che segue la mia – in assoluto la più devastante per il Pianeta – deve prendere coscienza dello stato dei fatti e agire Scienza alla mano.
Ma fino a che la Scienza – e ho usato la maiuscola – sarà tramandata da certi professori, non solo non avremo via d’uscita ma saremo sempre più votati al suicidio.
A questo punto, ad ognuno di noi non resta che superare la terra di nessuno della disinformazione occhiuta dispiegata con la complicità dei media da una classe politica con troppo poche eccezioni corrotta, da imprenditori delinquenti e da “scienziati” venduti al migliore offerente.
Diamoci da fare: ne va della nostra esistenza come specie.

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