mercoledì 16 giugno 2010

Tutti vegetali grazie alla signora ministra

Stefano Montanari
Fatico a crederci, eppure ancora una volta sono d’accordo con il ministro Stefania Prestigiacomo.
La signora, pur non avendo alcuna competenza culturale nel campo dell’ambiente e, anzi, avendo forse, ma è tutto da vedere, anche qualche peccatuccio di cui rispondere, si è vista scendere sul capo una sorta di berlusconiana fiammellina pentecostale della sapienza e, con quella, il massimo incarico al ministero che dell’ambiente si cura. Nessuno si permetta di fare dello spirito: si cura.
Acculturata o no, miracolata o no, la signora Prestigiacomo ha una visione chiarissima delle cose: l’ambiente è argomento da zitellina figlia degli Anni Sessanta, quando andavano di moda i Figli dei Fiori, e ora, come tutte le mode, è diventato oggetto da album dei ricordi, è svanito. Meglio: è stato incenerito. L’ambiente deve cedere il passo a cose ben più importanti: gl’imprenditori devono pur sopravvivere e, con loro, gli operai così valorosamente difesi dai sindacati. E i politici con tutta la corte dei miracoli e le truppe cammellate che vanno dai funzionari pubblici ai portaborse che lavorano in nero? Anche loro sono figli del Signore....
Insomma, l’ambiente si dovrà fare da parte e la Natura dovrà rassegnarsi a chinare il capo davanti alle nostre giuste istanze di Principi del Creato. Mica pizza e fichi.
Dopo il recente hellzapoppin extralusso di Copenhagen, la megafesta dove la nostra delegazione si è coperta di gloria, a margine del Consiglio Ambiente comunitario di Lussemburgo la nostra onorevole ministra è stata chiara: non ci passa nemmeno per la crozza (Stefania è siciliana) di abbassare le emissioni di anidride carbonica. Non ci sono le condizioni! E poi, perché dovremmo impegnarci proprio noi mentre altri stati fanno i comodi loro? “È fuori dal mondo” ha detto testualmente la nostra rappresentante.
Tutto ineccepibile. Che il tasso di CO2 sia passato da 280 a 285 parti per milione, cioè 5 parti di differenza, nel secolo che va dal 1800 al 1900 e da 380 a 390 (10 parti) nei tre anni che vanno dal 2006 al 2009 è del tutto irrilevante. Se tra poco, con questa tendenza e con le scriteriate leggi biologiche in vigore, il nostro sangue non sarà più in grado di essere ossigenato, forzeremo chi ha capricciosamente inventato le leggi della Natura senza nemmeno consultarci a fare ciò che diciamo noi e respireremo anidride carbonica come fanno felicemente tutte le piante verdi. Nelle nostre vene scorrerà clorofilla e così, finalmente ci sarà uguaglianza tra i regni animale e vegetale e la CO2 sarà una benedizione.
Insomma, daremo una bella lezione alla Natura e l’economia riprenderà vigore. Polveri, diossine, gas oggi irrespirabili, le centinaia e centinaia di quelli che oggi sono veleni e che le nostre ARPA saggiamente ignorano diventeranno le nostre compagne in questa trasformazione.
Quanto alle generazioni che seguiranno, sarà la vera festa della diversità. Se oggi i bambini che escono dal grembo materno senza pelle, senza occhi, con gli arti deformi (quando ci sono) grazie agl’inquinanti che noi rompiscatole troviamo nei loro tessuti sono oggi, tutto sommato, una rarità, domani saranno la norma e sarà bello vederli in un mondo trasformato in un bestiario medievale. Chi, poi, nascerà senza cervello – e con le nanopolveri capita – un posto di governante ce l’avrà assicurato.

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