sabato 3 luglio 2010

Ahmadinejad: patetiche nuove sanzioni Usa

TEHERAN - Le ultime sanzioni contro la Repubblica islamica sono "patetiche": lo ha detto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Nel primo discorso dopo la firma del nuovo pacchetto di sanzioni, il presidente Ahmadinejad ha detto che queste non danneggeranno l'economia e non fermeranno l'assunzione dell'Iran il un ruolo più importante sullo scenario mondiale. Giovedì il presidente americano Barack Obama ha convertito in legge le nuove sanzioni contro l'Iran per limitare l'importazione di carburante nella Repubblica Islamica. Obama ha dichiarato che le nuove sanzioni sono le più pesanti mai passate dal congresso Usa, rendendo più difficile per Teheran l'acquisto di petrolio raffinato, di beni e servizi che possano aiutare la modernizzazione del settore energetico. "Loro sappiano che in Iran c'è un leone addormentato che si sta svegliando e che quando sarà sveglio tutte le relazioni mondiali cambieranno"...
"Le loro patetiche azioni - ha detto a un'assemblea di industriali in cui ha nuovamente criticato il pacchetto di sanzioni approvate dagli Usa sull'export di petrolio iraniano - mostrano che non sanno quale grande potenziale umano sia nascosto in Iran". Ahmadinejad non ha risparmiato dalle sue critiche l'Onu la cui risoluzione, ha detto "è un fazzoletto usato". Mercoledì 9 giugno il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una quarta tornata di sanzioni contro l'Iran per il suo programma nucleare, che secondo le potenze occidentali servirebbe a sviluppare armi atomiche. Tutto ciò mentre Iran, paese firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare (Tpn) nonché membro attivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) ha sempre mantenuto i suoi impegni per quanto riguarda il percorso pacifico del suo programma nucelare. Una realtà confermata dai numerosi rapporti della stessa Agenzia Onu per l'atomica. Inoltre Iran, per dimostrare ulteriormente la sua buona volontà, ha trascritto lo scorso 17 maggio, insiema a Brasile e Turchia, una dichiarazione sullo scambio d’uranio secondo cui la Repubblica islamica ha accettato di spedire gran parte (1200 kg) del suo uranio a basso arricchito (3,5%) alla Turchia in cambio di ricevere 120 kg di combustibile confezionato da uranio arricchito al 20%, necessario per alimentare un reattore con finalità mediche a Teheran. Tale reattore produce isotopi radioattivi impiegati nella cura del cancro in 200 ospedali iraniani. Il combustibile fornito dall'Argentina 17 anni fa si sta ormai esaurendo. Teheran, comunque, ha già fatto sapere che non bloccherà il processo di arricchimento dell'uranio, mentre il parlamento iraniano si prepara a rivedere la cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, dopo l'imposizione delle nuovi sanzioni. 

Nessun commento: