venerdì 16 luglio 2010

Attentato di Zahedan, quando l'ipocrisia diventa offensiva

Irib
Lo stile dei democratici in politica estera, come sapranno gli appassionati di politica americana, non è sfrontato come quello dei repubblicani, ma è invece caratterizzato dall’uso di belle parole, da discorsi inneggianti alla pace ed alla giustizia, da inviti al dialogo ed alla comprensione.
È una tattica per coprire le politiche autentiche, che sono sempre quelle del dominio e della prepotenza, le stesse identiche dei repubblicani; il merito dei democratici, bisogna riconoscerlo, è che le presentano meglio al mondo ingannando probabilmente qualcuno in più e facendogli credere che sono veramente benevole e costruttive.
Certo che quando si esagera con questo stile, come con qualsiasi altra cosa, la questione diventa ridicola, e certe volte anche seccante....


È il caso delle due esplosioni verificatesi giovedi sera alla Gran Moschea di Zahedan in Iran. Si tratta di un attentato terroristico suicida sulla scia di quelli effettuati negli anni scorsi nella stessa zona dell’Iran dagli uomini del Jundullah, una organizzazione terroristica finanziata, fondata e guidata dagli Stati Uniti.

Il feroce gruppo terroristico è un’altra delle creature spaventose degli Stati Uniti nella regione; il suo feroce leader, Abdolmalek Rigi, prima di essere catturato e giustiziato in Iran è stato persino intervistato e ospitato come un eroe dalla sezione Farsi della tv statale americana VOA. Dopo l’arresto di Rigi, il feroce terrorista ha svelato le sue cooperazioni con la Cia ed ha citato nomi e luoghi in cui ha incontrato agenti e militari Usa ed ha esposto i meccanismi con la quale riceveva soldi e armi.

Ora dinanzi a quest’altro attentato di Jundullah la Clinton condanna l’attentato, come se non si sapesse che il Jundullah risponde agli ordini della Casabianca e che l’organizzazione appartiene agli Stati Uniti.

Oltre a seccare e ad accrescere la rabbia negli iraniani, questa condanna che sa più di una presa in giro, non produce altro; rivela solo, per l’ennesima volta, l’ipocrisia inverosimile dell’amministrazione Obama.

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