venerdì 16 luglio 2010

IL GRANDE CENSORE…CENSURATO

Fernando Rossi
Il Ministro Brunetta ha dato notizia dello sperpero di denaro pubblico che si consuma con l’abuso delle auto blu, oggi tutta la stampa vi da ampio risalto. Io ascoltando i telegiornali ero furente perchè lui parlava di 60.000, mentre Per il Bene Comune ne denunciava già più di 500.000 nel 2007, e nessuno ci ascoltava (vedere qui sul blog o su http://www.perilbenecomune.net/ le nostre 11controproposte alla finanziaria).

Poi mi è venuta l’ansia da errore: non sarà mica successo che per leggerezza qualcuno di PBC ha letto male un dato o lo ha esagerato, poi l’abbiamo ripetuto prendendolo per buono?
No, fatta la verifica sulla ricerca condotta nel 2007 le cose stanno proprio come dicevamo noi, anzi, un po’ peggio.
Ma allora il Ministro dove ha preso i dati?...

Come dato terzo prendiamo questo articolo di Repubblica del 6 agosto 2009.

L’esercito delle auto blu record in Italia: quasi 650 mila

DA REPUBBLICA.IT ROMA – Un aumento costante, che sembra non conoscere sosta. E’ quello che viene fatto registrare dalle auto blu della Pubblica amministrazione italiana, arrivate a toccare la cifra record di 624.330 unità+2,7% negli ultimi sei mesi. Un dato che conferma un trend in crescita, anno dopo anno. Nel dicembre del 2008, le auto blu erano 607.918, contro le 574.215 dell’anno precedente. L’Italia guida anche la poco invidiabile classifica mondiale dell’utilizzo di queste macchine: batte, tra gli altri, gli Stati Uniti e la Francia, rispettivamente al secondo e terzo posto. Le statistiche arrivano da Contribuenti.it, il sito dell’Associazione contribuenti italiani che, con il suo sportello, conduce annualmente un’analisi del parco delle auto blu. Nella ricerca vengono conteggiate sia le auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica. Duro il commento del presidente dell’associazione, Vittorio Carlomagno, secondo il quale “in Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite”, e propone, come soluzione, quella di pubblicare sul sito internet “il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe-benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione”. Anche “una norma che stabilisce il limite di cilindrata” di questi mezzi potrebbe servire a ridurre drasticamente il parco auto. L’associazione, tra l’altro, fa notare che questo trend in crescita contrasta con “la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati”. Il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti per “chiedere di verificare se siano state rispettate le norme vigenti che prevedono l’utilizzo delle auto blu da parte dei dirigenti apicali”. Per il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, “siamo di fronte ad una vergogna nazionale. Bisognerebbe cambiare, nel nostro Paese, il modo di pensare dei politici, e di quanti lavorano nella Pubblica amministrazione. Se prendere i mezzi sarebbe impossibile per loro, che almeno salgano sui taxi: meno costosi di una macchina con autista, che passa ore ed ore ferma ad aspettare”. Anche l’Adoc critica “il trend di crescita costante nell’utilizzo delle auto blu” e sollecita “il governo a ridurre costi che vengono sostenuti inutilmente dai cittadini, in un periodo di crisi finanziaria. Le famiglie devono faticare per arrivare alla fine del mese, mentre gli autisti di queste auto scorrazzano per le città con il dirigente di turno”. Il presidente, Carlo Pileri, si chiede come mai in Italia “non siano presenti statistiche ufficiali, sui siti delle pubbliche amministrazioni, relative a queste macchine. Quello che il ministro Renato Brunetta ha fatto con gli stipendi dei suoi collaboratori, pubblicati sul sito del ministero, andrebbe fatto anche con le auto blu. Invece notiamo che su questo tema c’è pochissima trasparenza. Cosa ci vogliono nascondere?”. A livello mondiale, dunque, l’Italia, con le sue 624.330 unità è il primo Paese per utilizzo di auto blu, mentre in altri luoghi, come gli Stati Uniti, il dato è diminuito. Al secondo posto, proprio gli Usa, con 72mila (contro le 75mila del dicembre 2008), seguiti dalla Francia, con 63mila (rispetto alle 64mila di fine 2008). Al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000 (nessuna variazione rispetto al 2008), il Giappone, con 30.000 (mille in meno rispetto al 2008), la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu (- 1000).

Il grande censore (già censurato per aver chiesto il calo delle pensioni di anzianità degli italiani, mentre lui ha fatto in modo di incassare subito la pensione da professore universitario, oltre 3.000 € mensili, senza aver fatto i 38 anni di insegnamento, e la sta cumulando con le oltre 15.000 mensili dei componenti della casta politica), va nuovamente censurato.

Mettiamola così: avendo in mano i dati veri, ma non avendo il coraggio né la voglia di scontentare i vassalli ed i valvassori, della PDL come dalla PD parte, procedendo con gran lena allo sfrondamento di questo sperpero indecente, il Ministro ha deciso per un taglio virtuale del 90 % ….senza colpo ferire.
Il Nodo

2 commenti:

Alba kan. ha detto...

Chiedo scusa....ma il tizio nella foto che dorme, non è quello della guerra ai fannulloni?
Lui però è bravo...lavora anche mentre dorme...
Sta forse sognando le "sparate" del giorno dopo?
;(

marco cedolin ha detto...

Miracoli della meritocrazia,cara Alba, c'è chi raccoglie meriti anche fra le braccia di Morfeo e chi si merita manganellate quando perde il sonno presidiando una trivella...:-)