lunedì 12 luglio 2010

L'acqua non si vende ma il politico si?

E’ l’ultima beffa a danno dei cittadini, quelli che ancora credono nei partiti, nella loro funzione di collegamento tra comunità e istituzioni. Credi di essere rappresentato da chi porta avanti battaglie che condividi come quella dell’acqua pubblica poi, però, senza un meccanismo democratico di decisione e senza discussione con gli iscritti, il partito piazza un consigliere d’amministrazione nell’Arin SpA, una delle più grandi società di gestione di risorse idriche del mezzogiorno. E neppure un comunicato ufficiale che giustifichi la nomina. Sperando che questa, forse, passi inosservata. Ma alla rete non sfugge nulla. E’ così che Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà pur sostenendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica non hanno avuto alcun pudore a spartirsi la torta della stessa acqua che il referendum dorrebbe sottrarre alla lottizzazione della politica....
 Alla faccia della coerenza! Solo una nota su Facebook tardiva e con motivazioni fragili di Domenico De Falco neo consigliere in quota RC. E i leaders di partito, i mandanti, quelli che hanno caldeggiato le nomine nel CdA dell’Arin, perchè non escono allo scoperto a difendere le proprie ragioni e il loro partito? Forse sanno bene di essere indifendibili. Ma non ha importanza, ora l’attenzione è sulla Fiat sempre che quando si spegneranno i riflettori anche su questa non abbandoneranno il campo e come per l’acqua non pugnaleranno alle spalle anche i lavoratori e via così verso un nuovo palcoscenico più illuminato.


Questo è solo l’ultimo atto di una politica ipocrita che predica bene e razzola male. Nessun partito è esente da questa amara realtà.

Primus inter pares il PD che a Pomigliano ha privatizzato la gestione dell’acqua affidandola alla Gori SpA ma che poi in campagna elettorale (solo al ballottaggio) voleva ripubblicizzarla. Oggi però mantiene nel CdA il Vicepresidente Michele Caiazzo omonimo e cugino del consigliere comunale PD.

L’IDV che promuove il suo referendum per l’acqua pubblica che invece salvaguarda le spa.

Infine lo strano caso dei rappresentanti del PDL pomiglianese che hanno firmando per il referendum ma si guarderanno bene dall’opporsi alle decisioni che sempre il partito gli calerà dall’alto.

E i Giovani Democratici e i Giovani Comunisti che faranno? Continueranno a fare i separati in casa salvo poi riconciliarsi sotto elezione quando ci sarebbe solo da mandare i cari leades affanculo?
Pomigliano.org

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