lunedì 5 luglio 2010

Marea nera. E gli animali? Bruciati vivi

Debora Billi
In tanto disastro, ci siamo dimenticati degli animali. Mentre la fuoriuscita di petrolio nel Golfo perdura, abbiamo pensato all'ecosistema, ai pescatori, alla Corrente del Golfo, alle spiagge, ai cittadini, ai ROV, ai rischi del deepwater, ai costi della pulizia, alle piogge sporche ma ci siamo tutti dimenticati degli abitanti delle acque del Golfo, ovvero gli animali.
E infatti, li bruciano vivi da tre mesi. 
I "fuochi controllati" di cui abbiamo già parlato, quelli che si accendono per contenere le grandi macchie di petrolio ed impedire che raggiungano la costa, sono stati finora circa 300. Si usano i salsicciotti di contenimento, tirandoli tra le barche disposte in circolo, e poi si dà fuoco a tutto ciò che vi finisce dentro. Petrolio, ma anche granchi, pellicani, pesci e soprattutto tartarughe, perché inseguono i sargassi i quali raccolgono grandi quantità di petrolio e sono un ottimo target per i roghi....
Dopo settimane di questo andazzo, le testimonianze dei pescatori hanno risvegliato l'opinione pubblica, e la BP è stata querelata per la violazione della legge sulle specie protette. Così, la compagnia ha autorizzato il salvataggio delle tartarughe dalle "burn box", da dove verrano ripescate prima di appiccare il fuoco. Sembra una soluzione un po' improvvisata, più una promessa che altro...
Intanto, il governo USA ha annunciato un provvedimento alquanto insolito, che ha lasciato perplesso più di un osservatore: secondo l'Associated Press, il governo ha deciso di prendere il controllo del sito Deepwater Horizon Response, quello che fornisce informazioni 24/7 sulle operazioni nel Golfo dal Comando Unificato. Il sito che ha finora fornito le immagini dai ROV, le chiamate ai volontari, gli aggiornamenti sulla pulizia delle spiagge, insomma la voce ufficiale della BP. Qualcuno ha gridato alla censura, Ahhh il governo vuole controllare tutto e far passare solo ciò che reputa opportuno!, dimenticando che il sito DHR è stato finora saldamente nelle mani della censura BP e quindi non si tratta in fondo di un gran cambiamento.Però suona buffo, che un governo occupi un sito Internet.
Per finire: depressioni come se piovesse. Quelle che preludono alle tempeste tropicali e agli uragani, intendo.

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