lunedì 19 luglio 2010

No Metro C, la protesta corre sul web

Enrico Massida
Dopo il "NO TAV" nasce il "NO METRO C". La protesta contro la terza metropolitana di Roma corre sul portale www.eur.roma.it sempre sensibile ai problemi della Capitale. E poiché la metro di Roma, ora Linea B, nasce proprio collegando l’allora nuovissimo quartiere Eur con la stazione Termini non poteva non essere allestito il forum "Di la tua sul Metro C".
I lettori di AFFARITALIANI.it sono invitati a parteciparvi fornendo il loro contributo di idee. Evidentemente non manca mai un gruppo di persone, grande o piccolo che sia, variegato in quanto a estrazione sociale, che odia talmente la costruzione di questa linea metropolitana (ma anche qualsiasi altra iniziativa) che ha tempo da dedicare addirittura all’allestimento di quel che è in sostanza una complessa e costosa protesta via web, almeno in quanto ad allestimento e preparazione....
 Cui vanno poi aggiunti opportunisti, mitomani, supposti esperti autodidatti e così via. Siamo davvero curiosi di conoscerne i risultati.

Che siano sempre più numerosi i romani contrari alla costruzione della Linea C delle Metropolitana è cosa nota. Soprattutto dopo l’annuncio dell’aumento da 500 a 1300 milioni di Euro della Tratta T3, che con una lunghezza di meno di tre chilometri dovrebbe collegare la stazione di San Giovanni con quella di Colosseo. Si tratta di una di quelle fatali ultime gocce che stanno per far traboccare il vaso. Con oltretutto il serio rischio dei tempi di costruzione e dei problemi delle successive tratte che già hanno costretto ingegneri e tecnici a rivedere progetti e soluzioni che rendono molto difficile, se non impossibile, il completamento della Metro C sino a Piazzale Clodio in tempo per la mobilità durante le auspicate Olimpiadi 2020.

Al momento il timore è che, pur di far quadrare formalmente i conti e far approvare dal CIPE un progetto mostruosamente costoso, la società del Comune "Roma Metropolitane" stia per cancellare anche la stazione di Chiesa Nuova. Se fosse così, si conseguirebbe una "vittoria di Pirro". Da piazza Venezia (se mai si farà, visto che la stazione Colosseo è stata spostata in avanti) non ci sarebbero più fermate fino ad oltre il Tevere.

In tal caso sarebbe ancora sostenibile una Metro costosissima ed estremamente impattante, che attraverserebbe tutta l'Ansa Barocca senza mai fermarsi? Non si rischierebbe una gogna mondiale per una linea metropolitana che costituirebbe un mero "passante" e che non potrebbe assolvere in alcun modo alle sue funzioni? Nessuno metterebbe mai in discussione la necessità di una metro che attraversi il centro storico, o meglio addirittura un sistema di reti che raggiunga ogni angolo della città, come a Londra e Parigi. Ma i costi costantemente in aumento e soprattutto i tempi biblici di Roma ricca di millenni di storia e quindi di reperti archeologi praticamente ad ogni profondità, rendono più che ardua l’operazione.

Gli oppositori della linea C obbiettano che sarebbe invece più semplice se si passasse a sistemi realizzati con tecnologie più moderne, meno costose e meno invasive, tali da essere concluse in tempi certi e con capacità di trasporto analoghe a quella della metropolitana in corso di realizzazione. Metropolitane leggere di questo tipo, avendo dimensioni inferiori, potrebbero essere comodamente alloggiate nelle strutture della Metro C già realizzate, permettendo di risparmiare sui costi di costruzione delle tratte future. In ogni caso, veramente tanti gli interessi in campo.

Ma la vera corsa vincente contro il tempo per una adeguata mobilità cittadina è un’altra, ovvero quella di procedere in contemporanea con la costruzione di metro tranvie di superficie, tipo Milano, per lo più in sede protetta, dai costi contenuti e da tempi di realizzazione più che veloci. Un ritorno al tram, di fatto, a cominciare da quella linea 8 anch’essa prima contestata e poi molto apprezzata, già progettata per esser prolungata da Largo Argentina alla stazione Termini passando per via Nazionale, da tempo nelle intenzioni di diverse Amministrazioni Comunali, Alemanno compreso. Coraggio Sindaco e Assessore Marchi, è tempo di un segnale forte e deciso: presto il via al ritorno del tram cominciando appunto da via Nazionale. E così avremmo sicuramente anche il "NO TRAM".
Affaritaliani.it

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