mercoledì 4 agosto 2010

Iraq: gli americani se ne vanno per restare

Miriam Pace
Una "new dawn" per l'Iraq, una nuova alba. E' questo l'auspicio di Obama, con la speranza che il calendario di ritiro delle truppe americane possa essere, con gli indici di gradimento in picchiata, un successo da sventolare in vista delle elezioni autunnali di medio termine. Per settembre il contingente militare dovrebbe essere ridotto a 50mila unità, e poi gradualmente fino al totale ritiro previsto per l'agosto 2011.
 Servirà questa nuova edizione della "missione compiuta"? L'Iraq rimane estremamente instabile. Dalle elezioni di marzo non si è ancora insediato alcun governo, l'accordo tra Allawi, vincitore dalle urne, e Al Maliki, premier uscente, è ancora da scrivere.
La violenza non accenna a diminuire, tra terrorismo e tensioni inter-etniche contro cui le autorità statali sembrano impotenti....
Corruzione dilagante e interessi tribali sembrano le linee guide dello sviluppo economico per quella che dovrebbe essere una nazione sovrana mentre non ne è nemmeno l'involucro.
Non è la democrazia, ma la "iraqracy", come ribattezzata dal generale David Petraeus, un impasto mal riuscito, mal gestito, spesso scientemente approntato.
Il vice di Obama, Biden, ha in mano il dossier Iraq. L'Amministrazione punta a presentare il ritiro delle truppe come un successo a Washington, un impegno preso in campagna elettorale e portato a termine. Ma potrà fare altrettanto a Baghdad?
Biden sembra essersi inventato una soluzione. Sostituire le muscolari divisioni di marines con un esercito molto più leggero, flessibile, quasi invisibile ma all'occorrenza molto efficace poiché specifico nei propri compiti. L'ambasciata americana potrebbe dotarsi di un suo personale esercito, non più sotto il controllo del Pentagono (Difesa) ma del Dipartimento di Stato (Esteri). Un esercito civile insomma, una milizia. Contractors armati in tutto simili a quelli che difendono le compagnie occidentali, in primis quelle petrolifere. Non un semplice contingente di guardie del corpo, ma un vero stanziamento dotato di strutture e tecnologie, con tanto di elicotteri da combattimento e autoblindo. E che sappia fare anche intelligence.
Un esercito ombra senza stellette che sorvegli la incompiuta iraqracy e protegga gli interessi americani, politici ed economici. Questo il progetto, ammesso che da qui ad un anno nel Golfo Persico la situazione non precipiti, ed allora il ritiro delle truppe potrebbe essere annullato, fino a nuovo ordine.
Clarissa 

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