venerdì 6 agosto 2010

La Grecia sotto la tutela di Padoa Schioppa

Filippo Ghira
f.ghira@rinascita.eu
Tempi bui per la Grecia. Alla missione congiunta dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale giunta ad Atene per verificare l’attuazione del piano di risanamento dei conti pubblici, condizione necessaria per usufruire del piano di aiuti triennali per 110 miliardi di euro, si è aggiunta ieri la nomina di Tommaso Padoa Schioppa a consigliere economico “personale” del primo ministro Gheorgos Papandreou. Visto il suo curriculum professionale, la nomina è una garanzia per l’Alta Finanza.
Padoa Schioppa, 70 anni, dopo la laurea in Economia alla Bocconi, ha ottenuto un master al Massachussets Institute of Technology (MIT) di Boston per poi andare a lavorare in Banca d’Italia nel 1968. Dal 1979 al 1983 è stato Direttore Generale per l'Economia dell'Unione Europea e  dal 1984 al 1997 ha ricoperto la carica di Vice Direttore Generale della Banca d'Italia. Dal 1997 al 1998 è stato presidente della Consob, mentre fino al 2006 ha fatto parte del direttivo della Banca Centrale Europea, caratterizzandosi per un acceso sostenitore dell’euro e rammaricandosi che fosse, allora come oggi, una moneta senza uno Stato. Dopo l’iter in Bce, è stato ministro dell’Economia del governo Prodi....

Si tratta insomma di un economista di indubbia esperienza, che ha frequentato le università e i posti di lavoro “giusti”. Quello che si definirebbe un “tecnocrate” che, come tale, condivide in tutto e per tutto la filosofia degli ambienti finanziari internazionali e della Commissione europea sulla necessità di arrivare ad un grande mercato globale nel quale le materie prime, le merci, i prodotti finiti, i capitali e la forza lavoro possano essere spostati e “riallocati” senza alcun problema. E soprattutto senza che i governi nazionali possano mettervi minimamente voce.
Viste queste premesse ci si deve porre quindi l’interrogativo se la nomina di Padoa Schioppa sia stata un’iniziativa autonoma del primo ministro socialista o se invece gli sia stata suggerita, come è più probabile, in modo da affiancargli un “esperto” in grado di consigliarlo sulle cose da fare e da non fare. E’ infatti gioco forza prevedere che il ruolo di Padoa Schioppa sarà quello di stimolare Papandreou a continuare nella politica economica alla “sangue, sudore e lacrime” con la quale dovrà essere drasticamente ridotto il debito pubblico (il 115% rispetto al Pil) e il disavanzo (oltre il 12% del Pil). Già le misure draconiane imposte dal governo (blocco per tre anni all’aumento degli stipendi pubblici e delle pensioni, e privatizzazioni e liberalizzazioni a raffica) hanno scatenato l’ira dei cittadini e dei lavoratori che hanno preso d’assalto le sedi di molti uffici pubblici e di numerose banche.
La presenza di Padoa Schioppa vicino a Papandreou è l’assicurazione per i Paesi dell’Unione europea e per il FMI, che hanno messo a disposizione i soldi, e per la finanza internazionale che ha acquistato i titoli di Stato greci, che il governo di Atene terrà la barra dritta e, se necessario, misure adotterà ancora più drastiche per impedire che lo Stato faccia bancarotta.
Un comunicato di Papandreou ha spiegato che TPS, che vanta una moglie greca, anche lei nota economista, “si occuperà in particolare delle questioni macroeconomiche, fiscali, bancarie e della gestione del debito”. E, appunto, fornirà consigli al primo ministro “sulla questioni di programmazione politica, riguardanti l'applicazione del programma di risanamento finanziario nel quadro del meccanismo di sostegno europeo”.
In Italia, più che per le misure adottate da ministro dell’Economia con Prodi, TPS è famoso soprattutto per la celebre frase pronunciata in televisione: “Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima”. Questo perché rappresentano “un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza e la tutela dell'ambiente”.
Nonostante la sua impostazione transnazionale, in ceri ambienti, come quelli britannici mai molto teneri con l’Italia, nella speciale classifica stilata dal Financial Times, TPS venne collocato nel 2006 al penultimo posto come ministro finanziario dell’Unione europea. Nel 2007 si registrò un miglioramento con la salita al terz’ultimo posto. Giudizi negativi che dovrebbero essere stati l’effetto del ruolo ricoperto da Padoa Schioppa nella nascita della Banca centrale europea, una svolta molto poco apprezzata negli ambienti della City che hanno sempre temuto di essere spinti ai margini da una competizione tra dollaro ed euro. Come è puntualmente avvenuto.
Rinascita

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