lunedì 2 agosto 2010

Striscia di Gaza sotto le bombe israeliane.

Stampa Libera
Nella calda estate, mentre la gente si rosola sulle spiagge in Palestina si continua ad ammazzare fra l’indifferenza dell’occidente complice e ipocrita.
Gaza – Infopal e agenzie. Gli aerei militari israeliani hanno eseguito nelle primissime ore di oggi una serie d’incursioni aeree, bombardando diversi punti della Striscia di Gaza e causando un morto e diversi feriti tra i palestinesi.
Secondo le fonti locali, gli F-16 israeliani hanno sparato due missili su una delle sedi della sicurezza di Gaza, uccidendo ‘Isa ‘Abd al-Hadi al-Batran (40 anni), uno dei comandanti delle brigate ‘Izz ed-Din al-Qassam, ala militare di Hamas. Il corpo del combattente palestinese è stato rinvenuto da alcune squadre mediche nelle vicinanze dell’edificio, che si trova nel campo profughi di al-Bureij....

La moglie e i cinque figli di al-Batran avevano già perso la vita durante l’aggressione israeliana a Gaza del 2008-2009, quando la loro casa, anch’essa nel campo di al-Bureij, venne colpita da un altro attacco aereo.
Il direttore generale dei servizi di pronto soccorso dell’ospedale ash-Shifa, Mu’awiya Hassanein, ha comunicato al nostro inviato l’arrivo nel suo ospedale di otto feriti, in parte civili e in parte uomini della polizia.


Il boato delle forti esplosioni è stato sentito fin nelle zone di periferia, dove ha svegliato gli abitanti, tra i quali si è diffusa una notevole apprensione. Varie zone della Striscia di Gaza hanno inoltre subito un’interruzione della corrente, dopo che le schegge dei missili sparati dagli aerei israeliani hanno danneggiato le linee elettriche.

Due dei raid sono stati condotti nell’area dei tunnel al confine con l’Egitto, causando la distruzione di alcune gallerie. Gli uomini che si trovavano al loro interno hanno dovuto interrompere i lavori, ma nessuno di loro è stato ferito.
Nella Striscia di Gaza centrale i missili israeliani hanno invece colpito un capannone vuoto lungo la via Salah ad-Din, una delle strade principali, provocando il panico tra i bambini della zona e ferendo cinque persone.
A nord, alcune unità dell’esercito sono penetrate nella Striscia di Gaza per sparare contro alcuni operai intenti a raccogliere della ghiaia tra le macerie degli edifici distrutti dalla guerra. L’attacco ha ferito due ragazzi, rispettivamente di 17 e 19 anni, immediatamente portati al vicino ospedale di Kamal ‘Adwan, nella città di Beit Lahiya.
Nella notte, l’aviazione israeliana ha colpito un altro tunnel a est di Rafah e altre due sedi della sicurezza, causando almeno una decina di feriti, secondo fonti mediche.
La regione è quindi dominata da uno stato di massima allerta, e le sedi governative e quelle della polizia sono state evacuate [si ricorda che una delle prime stragi durante l'operazione "Piombo Fuso" fu quella di diversi agenti di polizia palestinesi, che si trovavano sul piazzale della loro caserma, ndr].
Le incursioni israeliane – sostiene Israele – sarebbero una risposta al lancio di un razzo sulla città di Ashqelon, nel sud d’Israele, avvenuto ieri mattina (30 luglio).
An-Nunu: “Con i bombardamenti, fuga in avanti d’Israele”
Commentando i tre raid di ieri notte, il portavoce del governo di Hamas Taher an-Nunu ha smentito che dalla Striscia sia provenuto un attacco alla città israeliana di Ashqelon.
“Noi condanniamo quest’operazione criminale e terroristica – ha dichiarato an-Nunu, riferendosi alle incursioni d’Israele – che riflette la natura dell’atteggiamento israeliano nei confronti del popolo palestinese. Questi raid rappresentano il tentativo da parte del governo di Netanyahu di operare una ‘fuga in avanti’ attraverso escalation militari, pertanto sono un segno del fallimento delle sue politiche”.
A una domanda sul razzo caduto in territorio israeliano, an-Nunu ha replicato: “Smentiamo che sia stato sparato alcun razzo contro gli occupanti dalla Striscia di Gaza. Oltretutto, questa notizia rientra nel quadro dell’informazione dei media israeliani e nella guerra psicologica che Israele combatte contro il popolo palestinese”.
Fonte: http://www.infopal.it/leggi.php?id=15487

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