venerdì 24 settembre 2010

Fini abbia almeno il buon gusto di continuare a tacere

Solange Manfredi
Oggi Gianfranco Fini, che si lamenta delle notizie (vere o false non si sa) che vengono diffuse sulla sua vita ed accusa che contro di lui sarebbe in opera un dossieraggio da parte dei servizi segreti cui il mandante sarebbe Silvio Berlusconi, ha ordinato ai suoi "ambasciatori" di chiudere ogni canale di comunicazione e trattativa con il ministro della Giustizia Alfano e l'avvocato del Cavaliere Ghedini per scrivere insieme una legge immunitaria costituzionale. Come a dire: “Tu mi sguinzagli i tuoi “mastini” ed io non ti salvo dai processi, tiè”. 
Dispetto contro dispetto? E’ questa la levatura morale dei nostri Presidente del Consiglio e Presidente della Camera?
Che i servizi segreti siano stati usati spesso dai governi per attività che non avevano nulla a che vedere con la sicurezza della nostra nazione è storia antica quanto la nostra Repubblica e, ormai, documentata processualmente.
Anche il dossieraggio illegale a carico di onesti cittadini colpevoli solo di non essere graditi al potere è assolutamente documentato, come documentato è che, spesso, nei dossier siano inserite notizie assolutamente false.
Ciò che sorprende è che, solo oggi che ne è il bersaglio, Fini si lamenti di questo stato di cose....


Gianfranco Fini, infatti, non ha manifestato alcun dissenso quando il governo di cui faceva parte ha messo il segreto di stato sul dossieraggio illegale operato dal Sismi dal 2001 al 2006. Ricordate? La Procura della Repubblica di Milano aveva scoperto che a Roma, in Via Nazionale, il SISMI disponeva di un ufficio deputato ai depistaggi, alla creazione di documenti falsi e al condizionamento della stampa. Nell’ufficio veniva ritrovato anche un archivio contenente migliaia di note e dossier illegali su politici, magistrati, giornalisti, politici, personaggi del mondo economico- finanziario, ecc....

Responsabile del centro era Pio Pompa, ex dipendente Telecom, in stretto contatto con il direttore del SISMI Nicolò Pollari, a cui invia regolari rapporti in cui si leggeva come «neutralizzare» e «disarticolare», anche con «eventi traumatici», persone e gruppi indicati come «nemici» non delle istituzioni, ma del presidente del Consiglio allora in carica, Silvio Berlusconi.

Il governo, su questa attività illecita del sismi, ha posto il segreto di stato con la motivazione che:
Schedare e spiare giornalisti, magistrati e politici di opposizione è fra le attività “indispensabili alle finalità istituzionali”.

Ora Fini è chiaramente in opposizione al governo, dunque perché si sorprende che su di lui si svolga attività di dossieraggio? Perché si lamenta, oggi, di un’attività che ieri ha ritenuto indispensabile ai fini istituzionali? Perché le notizie sono giunte alla stampa? Non credo, l’ufficio di via Nazionale aveva a libro paga giornalisti cui passava le veline quando vi era l’esigenza di screditare qualcuno.

Sorprendersi, poi, che tutto ciò possa continuare ancora oggi è ipocrita visto che, grazie al segreto di stato, a chi compie quest’attività (illegale e incostituzionale) è stata garantita l’impunità.

Perché, dunque, Fini si lamenta di una realtà su cui sino ad oggi non ha fatto nulla per cambiare?

E, soprattutto, perché deve chiudere un tavolo di trattativa sulla legge che concede l’immunità alle principali cariche dello Stato? O questa è giusta, e quindi, al di là dei rancori personali, deve continuare, o la riteneva ingiusta ed allora la trattativa non doveva neanche essere iniziata. Interromperla solo perché, oggi, è il bersaglio di quelle attività di dossieraggio che il governo ha coperto con il segreto di stato per impedire alla magistratura di indagare, mi pare veramente vergognoso.

Fini sono anni che è in Parlamento, anni di silenzio assordante. In questi anni ha ricoperto posizioni che gli permettevano di alzare la voce, di denunciare, ma ha preferito il silenzio, tollerando ciò che stava accadendo (agli altri) pur di mantenere i suoi privilegi.,...ora abbia almeno il buon gusto di continuare a tacere.
Il blog di Paolo Franceschetti

1 commento:

Simone ha detto...

Concordo.
L'analisi esula naturalmente dalla diatriba politica "di sistema" e guarda un poco più in là. Fini in questo senso e in questo momento può davvero essere gettato in faccia al pubblico e additato come exemplum del politico italiano medio.