venerdì 10 settembre 2010

Pakistan, i talebani fanno proseliti con gli aiuti per gli alluvionati

Massimo Fini
Sul Corriere della Sera Robert Reich, ex ministro del Lavoro sotto Clinton e docente di Politiche pubbliche a Berkley, scrive che è assolutamente necessario che i Paesi occidentali mandino più aiuti agli alluvionati pachistani. Per alleviare la drammatica situazione di quei disperati? No: “Perché altrimenti lo faranno i talebani”. Per la verità i talebani pachistani lo stanno già facendo: hanno raccolto 20 miliardi di dollari mentre gli Stati Uniti, che ne spendono oltre 100 all’anno per l’immotivata, ignobile e vile guerra all’Afghanistan, finora hanno “promesso” 150 milioni di dollari, la Gran Bretagna 48,5, il Giappone 10, la Francia uno. Inoltre gli aiuti dei Talebani, che sono del posto e sul posto, sono molto più veloci ed efficaci di quelli degli occidentali. Per tamponare questo smacco e mettere comunque in cattiva luce i talebani un alto funzionario americano ha fatto filtrare la voce che i guerriglieri talebani si apprestano a colpire gli operatori umanitari occidentali. Voce assurda in sé, perché i talebani non hanno alcun interesse a inimicarsi la popolazione che in questo momento, nonostante l’odio anti-occidentale, non sta certo a guardare da che mani arrivano gli aiuti, ma quello contrario (è per questo che hanno distratto 20 miliardi di dollari dalle loro attività militari) e comunque smentita dagli operatori umanitari sul posto..... Pier Luigi Testa, capo missione a Islamabad di Medici senza frontiere, afferma: “Nessuno di noi si è scontrato con una minaccia diretta o indiretta dei talebani” e Giacomo Agosti, responsabile del Cesvi, una Ong molto attiva in zona: “Non mi risulta che siamo diventati un loro bersaglio. Almeno non più del solito”.

LA SOLA COSA vera è che i talebani hanno intensificato le proprie attività guerrigliere nelle zone non colpite dai disastri poiché l’esercito pachistano è tutto impegnato nelle altre. Il falso allarme lanciato dagli americani, e ripreso dall’Onu, ha comunque costretto gli operatori umanitari a ridurre le loro attività per ragioni di sicurezza, a rallentarle per lo stesso motivo e a impegnarvi più fondi distraendoli da quelli, già miseri, per gli aiuti. La disinformatia americana che ha ormai superato in ogni scacchiere del mondo dove gli Usa sono impegnati nella loro politica imperiale (Afghanistan, Iran, Somalia), quella, mitica, della vecchia Unione Sovietica, molto più grezza e naif, ha quindi portato solo danni alla popolazione pachistana

In realtà sono gli Stati Uniti, molto più dei talebani, a ritenere di poter trarre vantaggio dalle disastrose alluvioni che hanno colpito il Pakistan, perché indebolisce un alleato sì, ma obtorto collo e infido che parteggia nascostamente per la guerriglia talebana in Afghanistan contro l’occupazione occidentale. Quel che è certo è che se gli americani continuano su questa strada e con questi metodi infami resterà solo Walter Veltroni, che da ragazzo ha ingozzato troppi film “arrivano i nostri”, a credere che siano dei “cowboy buoni”.

Arianna Editrice 

1 commento:

Simone ha detto...

Eh, purtroppo non solo Veltroni, ci sono molti altri ciechi-per-scelta che vogliono vedere cowboy buoni anche dove non esistono...
Noi, comunque, siamo per gli indiani!