martedì 28 settembre 2010

Vedi Napoli e poi muori

Stefano Montanari
E ci risiamo.
La tecnica delle vaccinazioni prevede i cosiddetti “richiami”. Dato che l’immunità a mezzo vaccino può essere temporanea, ecco che, dopo un certo tempo dalla prima somministrazione, se ne fa un’altra.
Qualcosa di molto simile accade anche con i cervelli.
Le terapie di rimbecillimento sulla popolazione scientificamente e storicamente provate, attuate dai nostri “politici”, dai nostri “imprenditori” e dai nostri mezzi d’”informazione” potrebbero non essere troppo durature e, allora, è indispensabile, quando è il momento, intervenire di nuovo.
Per chi ne desideri un esempio, proprio in questi giorni è in atto nel Napoletano
 una campagna di rivaccinazione di massa di questo tipo.
Si ricorderà come il terreno per costruire una fungaia d’inceneritori in questa penisola abbia avuto come epicentro proprio la Campania....
Per anni si è accumulato lì il rifiuto più orrido e maleolente tenendo accuratamente all’oscuro il popol bruto, quello che paga le tasse e le manovre finanziarie, sulle tecniche per non produrre immondizia, per produrne solo in  modo che sia compatibile con l’ambiente e per trattarla intelligentemente una volta prodotta. Con pazienza si sono confezionate e collezionate le cosiddette “ecoballe” - da scegliere se scrivere una o due parole - in cui si è infilata ogni sorta di porcheria, si sono inventate deroghe a leggi, a regolamenti, a limiti, si è lasciato, sapendo e, scientemente, non intervenendo, che il territorio fosse intriso dei peggiori veleni, e, insomma, si è portato all’esasperazione quello stesso popol bruto che si era utilizzato. Un’operazione rozza ma efficacissima, dove la vittima è anche il suo stesso carnefice. È allora che viene servito in tavola un piatto fumante, e mai aggettivo fu tanto appropriato: la soluzione di tutto è l’inceneritore. Anzi, no: il "termovalorizzatore", un coso che più ne butti giù, di porcheria, più ne tiri su, di energia. Entusiasmo. E nel resto d’Italia comincia a correre la frase desiderata:  “Non vorrete mica finire come a Napoli?” dove Napoli era diventato il volontario sinonimo di un misto di merda e d’inciviltà.
Di tanto in tanto qua e là sorge la necessità di spremere un po’ i borsellini e i “termovalorizzatori” - ché quello era e resta il nome grottesco inventato apposta per la truffa - sono quanto di meglio possa esistere: la possibilità di farci qualche soldo quando si costruiscono, la certezza che la loro conduzione equivale ad una lauta pensione e, in aggiunta, disporre del popolo non solo consenziente ma, addirittura, strepitante perché quei cosi li vuole a tutti i costi. Palermo è un esempio preclaro, dove ai criminali che incendiavano i cassonetti si aggiungevano gl’imbecilli che davano loro manforte, nella più completa ignoranza di che cosa significhi per la salute, naturalmente la loro in primis, fare una cosa del genere.
Ora per il richiamo vaccinale è il turno di Napoli: immondizia dovunque e popolo vociante con il supporto di qualche ausiliario del sistema locale, quella camorra sostituto dello Stato che, poi, non con lo Stato ma con i “politici” è non troppo di rado un tutt’uno. Così, a beneficio del popolo, ci sarà chi si rimboccherà le maniche e costruirà per noi tanti bei “termovalorizzatori”, quelli che i bambini, opportunamente acculturati, sanno essere gl’impianti che, regalando energia, ci permettono di accendere le lampadine, e loro, con la logica che li connota, sanno già che, più sporcano, più luminosa sarà casa loro.
Ma non basta: nell’onda dell’entusiasmo bisognerà bruciare “biomasse”, e, se queste non esistono, non importa. Si costruiranno comunque gl’impianti, per qualcuno arriverà per questo qualche regalo sotto l’albero di Natale, e se le “biomasse” non ci saranno, come, in effetti, non ci sono, basterà applicare la legge: il CDR-Q è legalmente “biomassa”. Si tratta solo di normale immondizia mista? Che importa?: il progresso non si può arrestare e la Chimica, la Fisica, la Medicina, la Natura stessa dovranno inchinarsi all’Uomo e alle sue necessità.
E non basta ancora: vada l’immondizia nei forni dei cementifici e vada anche in impianti solo apparentemente stravaganti come  i “dissociatori molecolari”, i "gassificatori" o gl’“impianti di termolisi” ! Funzionano? Esattamente come i “termovalorizzatori”: l’immondizia sparisce dagli occhi e il PIL aumenta insieme con qualche conto in banca, meglio se lontano dagli occhi. Che importa se l’immondizia, resa mille volte più tossica, finisce la sua corsa negli organi del popolo pagante? I cancri? I bambini malformati? Business is business.

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