giovedì 7 ottobre 2010

Cina: shopping in Europa

Sabato è cominciato il tour del capo di governo cinese, Wen Jibao, in Europa. Erano 24 anni che un primo ministro cinese non metteva piede in Grecia, e non è una casualità che lo abbia fatto l’anno in cui la Grecia- e l’Europa- hanno sofferto una crisi così grave come quella che viviamo. 
di Gorka Larrabeiti
Dopo una visita di tre giorni ad Atene, la Cina si porta in tasca 13 accordi bilaterali che includono aree relazionate con la cooperazione nel trasporto marittimo, prestiti, telecomunicazioni, esportazioni e scambio culturale in cambio di continuare ad acquisire titoli di Stato greco. Inoltre, la Cina ha avanzato cinque proposte molto allettanti:
  • fondo speciale per la cooperazione sino-greca nel trasporto marittimo, con una cifra iniziale di 5 miliardi di dollari; 
  • del più grande porto della Grecia, Pireo, come un centro di distribuzione regionale delle esportazioni cinesi, dirette in Europa; 
  • un volume di commercio bilaterale di 8 miliardi di dollari in cinque anni; 
  • maggiore scambio di turismo, cultura e scienze umane, 
  • e il coordinamento degli interventi nelle organizzazioni internazionali..... 
Dopo un discorso al Parlamento greco, il premier cinese è volato a Bruxelles per partecipare Ottava Riunione Asia- Europa (ASEM, sigle in inglese), al 13° summit Cina-UE a Bruxelles, oltre a realizzare una visita ufficiale in Belgio, dopo l’invito del suo omologo belga, Yves Leterme. Jiabao finirà il suo tour passando per Italia e Turchia.
 
L’Europa credeva si essere fino ad ora in una posizione di forza nei summit UE-Cina. Si permetteva di fare i suoi comodi come in quella riunione nel 2008 dei leader europei con il Dalai Lama al che la Cina rispose rinviando il XI summit bilaterale; o come l'assegnazione del Premio Sajarov del Parlamento Europeo all’attivista cinese pro diritti umani, Hu Jia, nonostante gli avvertimenti e le critiche di Pechino. 

Ma la crisi ha inclinato la bilancia delle negoziazioni a favore della Cina, che cercherà di ottenere vari obiettivi durante questa visita. Tra questi, che l’Europa permetta l’esportazione di prodotti cinesi di alta tecnologia, ma principalmente, che cambi la proporzione del voto del Consiglio dei 24 direttori che governano le decisioni quotidiane del FMI o nel G-20.

Difficilmente l’UE potrà presentarsi di fronte alla Cina come il portavoce dei diritti umani e dovrà usare con arte l’unica carta che le rimane nella negoziazione: che la Cina acceleri l’apprezzamento dello yuan di fronte alle altre divise internazionali dato che si considera il tasso di cambio della moneta cinese “anormalmente sotto”.

Quello che è certo è che quando Wn Jiabao torna a casa sua dopo questa settimana nelle terre europee, le stive dell' aereo sarà più che piena, il suo orgoglio gonfio ed i paesi europei con un rivale più forte di prima. 

(Nei primi 8 mesi del 2010 gli affari tra l' UE e la Cina sono aumentati di un 30% ed hanno superato i 300.000 milioni di dollari; l’anno scorso la Cina ha superato la Germania per diventare il primo paese esportatore mondiale).  
Un'altra cosa sarebbe se ci fosse stato un Servizio d’Azione Estera che avesse negoziato con la Cina in nome di tutti i paesi, ma sembra che nessuno dei paesi maialini (PIIGS) lo voglia, convinti che otterranno più benefici negoziando separatamente con il Dragone, nè quel Servizio Estero Europeo è capace al momento di affrontare una negoziazione bilaterale, occupato com' è dall’Alta Rappresentante nell' assegnazione di poltrone dei vari ambasciatori dell'UE provenienti da 27 paesi.. Tutto un mal di testa. Tutto un vantaggio per la Cina.

Manca, quindi, una prospettiva strategica a medio termine. Il giorno in cui le relazioni comincino a diventare tese e la competizione ad intensificarsi basterà che la Cina mostri la sua valigia di buoni greci perché la Germania o la Francia capiscano perfettamente che il futuro dell’euro non è più nelle loro mani. I cinesi hanno appena comprato più di mezza Grecia. Il Dragone ha appena comprato l’euro dei maialini.

P.S: Una piccola notizia per concludere: la Cina aiuterà anche il sistema finanziario e l’economia della Repubblica di San Marino, dove regna il segreto bancario.
Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

N.D.T:
..."In ogni caso, per ragioni insieme storiche e geopolitiche, la Cina dovrebbe considerare l'America come il suo naturale alleato".
..."...senza un'intesa strategica con la Cina come perno della loro politica estera in Eurasia, gli Stati Uniti non potrebbero elaborare una geostrategia per l'Asia continentale e viceversa......La supremazia regionale della Cina (...) può essere, dunque, per Washington una leva geostrategica essenziale- e altrettanto importante dell'Europa e ancor più del Giappone, per assicurare la stabilità dell'Euroasia".
Z.Brzenziski: "La Grande Scacchiera"

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