martedì 2 novembre 2010

Chi ci libererà dagli altri bunga bunga?

Debora Billi
E' un fiume in piena quello che, per la terza o quarta volta negli ultimi mesi, ci racconta delle feste del Premier. Si era cominciato con le innocenti debuttanti, continuato con le escort e la villa al mare, e ora si affonda sempre più nel torbido con vicende di prostitute minorenni, cubiste brasiliane e persino la droga.
Tutto ciò si attribuisce a Berlusconi. Il che mi pare assai plausibile, visto il personaggio. Qualcuno sussurra che stavolta sarà il colpo di grazia definitivo, quello che non era riuscito con la candida Noemi e l'elegante D'Addario: strappone da night e cocaina sono un mix esplosivo a cui nessun politico al mondo può tenere botta. Berlusconi stavolta è finito, Berlusconi cadrà, evviva la libertà.
Quello a cui non riesco a non pensare è tutto il resto del baraccone.....
Non ci siamo forse accorti che è caduto un tabu: Spadolini e Andreotti, Forlani e Cossiga, pur con tutto ciò che avevano sulla coscienza non si sarebbero mai sognati di spassarsela tra festini e prostitute. La loro carriera politica sarebbe finita in un lampo. Ci si scandalizzava di De Michelis, che andava ogni tanto a ballare, e di Craxi, con la sua bella amante quarantenne Anja Pieroni. I socialisti sembravano dei viveur senza vergogna.
Mi racconta un amico che ha un bel ristorante in centro che una sera si sono presentati due ministri. Due ministri, in compagnia di tre donne poco vestite e molto truccate. Hanno urlato, gozzovigliato, fatto battute spinte e volgari, toccato le cosce e le tette alle compagne al punto da far fuggire gli altri clienti allibiti. Ribadisco: due ministri. Cosa combinano gli altri parlamentari? Cosa combinano gli assessori regionali, provinciali, comunali, sono migliaia sparsi in tutta Italia?
Perché qui si tratta di un andazzo che è assurto a sistema, un sistema che ha anzitutto radici culturali profonde. Milioni di ragazze che non sognano altro che la celebrità, i soldi e la bella vita e migliaia di politicanti di sottobosco che non vedono l'ora di approfittarne grazie al loro potere. Quanti saranno a non farsi scrupoli, a dedicarsi a tali affari anziché governare il Paese? E quanto vasto sarà l'indotto, quello di faccendieri disposti a farsi mezzani per ottenere favori e appalti, spacciatori che trovano un florido e discreto mercato, amanti con posti di rilievo che gestiscono giri di ragazze pur di conservarseli?
Qui non è più questione di "saranno fatti loro, è la loro vita privata", qui è questione di quanto siamo disposti ad accettare che il vertice del nostro Paese sia in mano a mignotte, spacciatori, papponi e maiali che pensano solo a divertirsi. E soprattutto, caduto Berlusconi, di come faremo a liberarci di tutti gli altri: se il sistema è ormai incancrenito, se il tabu è caduto, significa che dovremo combattere decenni per toglierci di torno tutta questa gentaglia di serie B che vorrà continuare come prima e che è annidata in ogni seppur minuscolo posto chiave.
Ho l'atroce sospetto che chi si sta dando tanto da fare per sputtanare il nano non abbia alcun interesse a una vera pulizia, ma solo a sostituire il capo. Dovremmo essere noi, a decidere di fare politicamente fuori tutti coloro che usano il potere solo per spassarsela, riducendo il Paese a un letamaio e i nostri giovani a vendersi per due lustrini.
Ma se il sistema ha radici culturali, forse anche noi la pensiamo proprio come loro.
Crisis

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