giovedì 25 novembre 2010

Quando è la politica a fare notizia

Massimo Mazzucco
Le uniche notizie politiche che riescono a riempire i telegiornali, in Italia, sono le notizie che riguardano i personaggi politici.
Oggi ad esempio c’è stata la richiesta di dimissioni di Berlusconi da parte di Fini, e i telegiornali ci hanno riempito le orecchie con notizie che riguardano i commenti dei politici a questa richiesta. Berlusconi dice che deve essere Fini a fare un passo indietro, Casini ironizza sulle aperture di comodo del Cavaliere, Di Pietro dice che Berlusconi ha paura di andare alle elezioni, la sinistra insiste che bisogna tornare alle urne “per voltare pagina una volta per tutte”, eccetera eccetera eccetera.
Questo tipo di “notizia” non è affatto una eccezione, in Italia, ma da lunghi anni è diventata la regola. Incapaci di procedere ad una qualunque riforma degna di quel nome, i politici italiani passano la maggioranza del loro tempo a cercare di strapparsi a vicenda una fetta di potere in più, riuscendo così a trasformare questa lotta permanente nel vero argomento trattato quotidianamente dai nostri notiziari.
Riuscirà il buon Berlusconi a tenere in piedi la sua maggioranza traballante? Riuscirà l’eroico Di Pietro a far cadere una volta per tutte l’odiato nemico? Riuscirà finalmente Casini ad incunearsi in modo permanente nel famoso “centro” di tutti e di nessuno?
Naturalmente, l’abilità di spostare l’attenzione dai veri problemi a quelli fasulli ....


... dipende esclusivamente dalla disponibiltà del pubblico a lasciarsi trarre in inganno in quel senso. Ricade quindi sempre sugli italiani, e non su chi ci inganna – la responsabilità ultima per le condizioni del paese.

Ma la faccenda è ancora più perversa di quello che può sembrare: questo spostamento dell’attenzione, infatti, non serve solo a farci dimenticare il vero motivo per cui i nostri governanti sono stati eletti – che sarebbe di fare riforme utili al paese - ma serve proprio a rendere “importante” il loro ruolo nel momento in cui dovessimo tornare alle urne: dopo aver sentito parlare per mesi del duello fra Berlusconi e Fini, chi mai potrà resistere alla tentazione di correre alle urne per dare il proprio appoggio all’uno piuttosto che all’altro?

Il resto del discorso già lo conoscete, per cui non starò a dilungarmi. Finchè il cittadino non imparerà ad usare correttamente la democrazia, facendo richieste precise prima di dare a chiunque il proprio voto (e non tornando a votare chi non le ha rispettate), si merita di languire sotto i quintali di letame da cui viene sommerso sistematicamente dalle stesse persone che lui ha votato.

Come disse George Bernard Shaw, “la democrazie è un sistema politico che garantisce che i governanti non siano mai migliori del popolo che li ha votati”.
Luogocomune

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