mercoledì 2 marzo 2011

Con il decreto del governo in fumo 120mila posti di lavoro

Col decreto Romani gli incentivi al solare fotovoltaico verrebbero ‘tagliati’ a decorrere dal 1° gennaio 2014, o al raggiungimento del ‘limite’ fissato in 8.000 Megawatt di potenza. I produttori infuriati: si vuole paralizzare il settore. E’ proprio il blocco degli incentivi la disposizione contenuta nella proposta di decreto – 43 articoli suddivisi in nove titoli – che dovrebbe essere portato all’esame del prossimo Consiglio dei Ministri. La questione relativa agli incentivi viene trattata all’articolo 23, comma 11, lettera ‘d’ che abroga “la trattabilità degli incentivi” a decorrere dal primo gennaio 2014 (norma contenuta all’articolo 7del decreto legislativo n.387/03).

Nel caso in cui – prosegue il testo del provvedimento – “l’obiettivo per il solare fotovoltaico” fissato a 8.000 megawatt per il 2020 venisse raggiunto prima, è “sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico”. Questo – si legge nel decreto – fino a nuova “determinazione” da parte del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, sentita la Conferenza unificata. E non si è fatta attendere la ‘levata di scudi’ dell’industria del fotovoltaico contro il provvedimento legislativo:....
Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity hanno inviato una ‘lettera aperta’ in tal senso ai ministri dell’Economia, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, chiedendo di soprassedere al varo del decreto legislativo e riservandosi “di agire nelle sedi comunitarie opportune qualora non fossero apposti nell’immediato i più importanti correttivi auspicati alla normativa proposta”. Nella lettera Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity, chiedono di considerare “il mondo delle energie rinnovabili e del fotovoltaico, in particolare, come un volano di crescita imprenditoriale, con particolare riferimento allo sviluppo e al sostegno delle medie e piccole imprese, al fine di offrire una reale opportunità di consolidamento e crescita della filiera nazionale, come accaduto in altri paesi dell’Unione Europea, in primis la Germania. Un’azione in tal senso tutelerebbe un settore che in Italia ha visto in pochi anni un’economia nuova con significativi effetti positivi per l’occupazione, in controtendenza rispetto alla congiuntura generale negativa dell’economia Italiana”. Secondo le associazioni dell’industria fotovoltaica, “il D.Lgs si muove in aperto contrasto con lo spirito sia della Direttiva che della normativa italiana in essere” e “propone che al raggiungimento dell’obiettivo degli 8 GW venga “sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fv fino alla determinazione di nuovi obbiettivi …”, nè “è dato sapere a quale tipo di regime incentivante gli impianti fotovoltaici potrebbero essere sottoposti entro il 1 gennaio 2014 se si raggiungessero prima gli 8GW. Per concludere infine, come si diceva in esordio di commento, dal gennaio 2014 o dal raggiungimento degli 8GW in una data incerta precedente, nè i nuovi impianti fotovoltaici (residenziali, a terra, su serre fotovoltaiche) e, naturalmente neanche gli impianti precedentemente autorizzati avrebbero diritto al percepimento di alcun tipo di tariffa incentivante. “Questa previsione – a giudizio delle associazioni firmatarie del documento – contravviene la logica dei dettami comunitari e ogni logica di certezza giuridica attuale e futura. La verità èche il vero obiettivo della norma non è un sostegno alle fonti rinnovabili, ma meramente di riduzione immediata e radicale dei costi della bolletta del fotovoltaico, a prescindere dagli effetti devastanti che questo comporta sin da ora sull’imprenditoria e sull’occupazione del fotovoltaico. Di fatto – conclude la lettera – un’immediata paralisi del settore”. Per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese “occorre prevedere nuovi e più avanzati target per il 2020 per non rallentare lo sviluppo di un settore che, al di là dei risultati conseguiti in termini energetici, rappresenta ormai una realtà economico-produttiva e occupazionale”. Lo afferma Giovanni Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia, secondo il quale “va riesaminata la questione degli incentivi”. In occasione della conferenza stampa al ministero dello Sviluppo economico organizzata delle associazioni di settore e ambientaliste sulla versione attuale del Decreto sulle rinnovabili, Zorzoli chiede che “il Governo migliori la bozza del decreto in circolazione”.
Stampa Libera

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