mercoledì 6 aprile 2011

Giappone: mare radioattivo. Perché viene sottovalutata la contaminazione per catena alimentare?

Massimo De Maio
Hidehiko Nishiyama, vice direttore dell'agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, ha dichiarato ieri al briefing sulla situazione di crisi nucleare, che i livelli di iodio radioattivo nel mare, a 300 metri dalla centrale di Fukushima, sono 3.355 volte superiore al limite di legge. 
Nel mare si trova il placton, e fin dalle scuole elementari ci insegnano che è base della catena alimentare. Cosa succede se cesio e altri radioisotopi vanno sul plancton? 
Perché viene sottovalutata la contaminazione per catena alimentare? 
Forse perchè il problema è più grande, incontrollabile. Perché chi introduce per via alimentare il cesio, se lo  trova all'interno dell'organismo ed è come avere una piccola, apparentemente piccola, sorgente radioattiva che dall'interno va a colpire moltissime cellule…



Intervista a Ernesto Burgio, Comitato Scientifico ISDE

http://www.youtube.com/watch?v=vg8Vm7h6XVM

Il principale problema che ci si pone in questi giorni è : i modelli che normalmente utilizziamo per valutare i danni reali sulle popolazioni direttamente o indirettamente esposte a radiazioni ionizzanti, sono ancora validi o continuiamo a utilizzare dei modelli che sono vecchi, che sono insufficienti?

Quando ci troviamo di fronte a un incidente di grandi dimensioni (ormai siamo quasi a livello dell'incidente di Chernobyl) bisogna affrontare il problema in due direzioni: c'è la popolazione direttamente esposta e quella indirettamente esposta. Quest'ultima, ad esempio, può contaminarsi attraverso le catene alimentari.

Uno dei grandi problemi da affrontare è quanti radioisotopi come il cesio 137 che rimane a lungo nelle catene alimentari, sono realmente usciti dai reattori che sono stati danneggiati. Dobbiamo sperare che non si arrivi alla fusione definitiva, perché altrimenti la fuoriuscita sarà massivaanche di radioisotopi pesanti che rimangono nell'ambiente per migliaia di anni.

Ma anche ragionando ancora sul cesio il vero problema è che al momento in cui il cesio e altri radioisotopi vanno sul plancton, finiscono nel mare, è chiaro che per anni, probabilmente per decenni le catene alimentari sono inquinate…. Perché le catene alimentari sono il problema, probabilmente maggiore e enormemente sottovalutato? Perché chi introduce per via alimentare il cesio, se lo trova all'interno dell'organismo ed è come avere una piccola, apparentemente piccola, sorgente radioattiva che dall'interno va a colpire moltissime cellule…

Il vero problema su cui sappiamo poco è che molte di queste sostanze radioattive, vanno a marcare le cellule staminali e i gameti. Marcando i gameti, il danno che vediamo nel giro di pochi anni sulle popolazioni adulte di tutto il mondo è sempre da interpretare come qualcosa che si può amplificare nella generazione successiva


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