venerdì 20 maggio 2011

E anche questa è fatta

Stefano Montanari
Stringo i denti, sapendo che entro un paio di giorni sarà tutto finito. Intanto tengo la radio dell’automobile sintonizzata su una stazione che trasmette le canzoni della compianta Nilla Pizzi con le dediche di Samantha (acca quasi in fondo) a nonna Giuseppina e di Christian (acca quasi all’inizio) a nonno Pippo.

Pur difendendomi dietro una barriera anti-radio-TV, dagli attacchi che ricevo via posta elettronica e telefono mi è impossibile salvaguardarmi. Le elezioni. C’è chi vuole da me un commento sulle elezioni. Da me? Perché da me?
 Che posso dirvi io se non che, come accade da un sessantennio, hanno vinto tutti? Che posso dirvi io se non che non cambierà niente? Il defunto Tomasi di Lampedusa e il suo Gattopardo vivono sempre tra noi.
L’unica considerazione che posso fare è quella sulla travolgente avanzata dei grillini.....
Complimenti a Gianroberto Casaleggio che ha capito perfettamente come si fa a sostenere gl’interessi della clientela vendendo cinquine e usando i denari e gli sforzi altrui. Una persona come Gianroberto servirebbe anche a noi per svegliare l’Italia e farci recuperare il microscopio che il suo megafono ci ha portato via 16 mesi fa e che da allora langue inutilizzato così come gli si chiedeva. Ma noi non possiamo offrire gran che, se non una misera assicurazione sulla salute.

A margine delle cose importanti, mi ha incuriosito il referendum consultivo sul nucleare in Sardegna concomitante con le elezioni. Tra parentesi, si poteva fare il referendum dappertutto, ma questo è un altro paio di maniche. Premetto che, per la Sardegna, non ho capito la sua ragione di esistere, ma, se un test regionale può essere estrapolato senza troppa approssimazione, mi pare che le idee in proposito siano chiare. "Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti”? Questa era la domanda. Le risposte? “Sì, sono contrario” per il 96,66% dei votanti nel Cagliaritano, per il 98,17% nell’Oristanese; per il 97,77%, nel Medio Campidano, per il 95,89% nella provincia di Carbonia-Iglesias e per il 96,39% in quella di Olbia-Tempio Pausania. Insomma, se volete le centrali atomiche, fatele ad Arcore ma non a Villa Certosa. Idem per le scorie, ma per quelle c’è sempre l’alcova ospitale del professor Veronesi.

Trovate con qualche piccola difficoltà le cifre, forse mi manca qualche pezzo, perché non credo di aver capito che cosa significhi l’esternazione di Cappellacci "Sono felice e fiero di questo risultato, di questa grande prova dei sardi. Sono fiero della coesione della Sardegna capace di dare una prova di unità di fronte a una scelta da cui dipende il nostro futuro".

Quello che avevo capito io era che il cavalier Berlusconi e il suo partito sono fautori del ritorno al nucleare e, da quanto mi ricordo, il dottor Ugo Cappellacci figlio di Giuseppe, già commercialista del dottor Silvio Berlusconi, fu eletto al governatorato della Sardegna proprio come rappresentante di quella che fu Forza Italia, ora PDL. Se ciò che ricordo è corretto, che cosa avrà voluto dire Cappellacci? Che voglia il nucleare a tutti i costi come da direttive di partito ma not in his back yard? E la cosiddetta "sinistra"? Oggi sono antinuclearisti convinti? Ma ieri? E, soprattutto, domani?

Vabbè, come mi si disse giustamente un tempo, io non sono adatto alla politica e, dunque, è normale che non riesca a capire come lingue e cervelli di chi la politica la sa fare davvero possano operare nella più perfetta indipendenza reciproca.

Da ultimo, mi chiedo come mai, tra strepiti e chiacchiericci elettorali, non si riesca proprio a ritagliare uno spazio congruo per il test sardo. Del resto,  chi parla più di Fukushima, delle falde acquifere che resteranno radioattive per omnia saecula saeculorum, dei morti, delle economie e delle famiglie rovinate, dei territori sospesi, quando non di fatto cancellati, dalla carta geografica?

Intanto, parliamo di cose serie: Chi sarà il prossimo allenatore della Juve? E della Roma? E poi, come consoleremo quei tifosi della Sampdoria che piangevano lacrime vere perché l’anno prossimo andranno in trasferta a Gubbio? E, passando da argomento cruciale ad argomento cruciale, che ne è di Belén che da 16 ore (al momento in cui scrivo) non compare più in TV? Speriamo non sia successa un disgrazia.

Nell’attesa, per noi che c’interessiamo di politica estera di alto livello non resta che concentrarci su Carlà pregna di due gemelli e su Dominique Strauss-Kahn in versione con e senza mutande. 

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