giovedì 26 maggio 2011

Grecia. E adesso si scappa in campagna

Debora Billi
Quando ho letto il breve commento su questo blog ho pensato ad una bufala, anche per la foto che è relativa ad uno sciopero di un anno e mezzo fa.
Così ho cercato qualche conferma, e ahimé ho scoperto che è vero: è stato il Guardian, un paio di settimane fa, a raccontare che i greci se ne vanno dalle città per cercare una vita più sostenibile e conveniente nelle campagne.
Non credevo che sarebbe successo così presto. Anzi: malgrado lo vada predicando da anni, non credevo sarebbe stato possibile vedere la migrazione in campagna di una Nazione che subisce la fase terminale di una crisi. Sapete com'è, si crede razionalmente all'impensabile ma non lo si vuole accettare.
Mi stupisce anche una presa di coscienza così rapida dell'invivibilità delle città in caso di gravi problemi economici e di organizzazione strategica.....
Non si aspettano le stragi in strada per scappare, pare proprio di no. Sappiamolo.
Mi auguro che per i greci vada diversamente che per gli argentini, dove in campagna si alzò addirittura la mortalità infantile per fame. Spero che questa migrazione tempestiva serva anche a trovare il tempo per organizzarsi. La Grecia è ancora molto rurale, piena di ulivi, alveari, mandrie, e sono in pochi. Ce la faranno.

Sono piuttosto sconcertata, perdonate. Non era la bozza di un romanzo, quella che abbiamo scritta qui per oltre tre anni.
Crisis

3 commenti:

SilverSurfer58it ha detto...

La Grecia ha ancora una "campagna"... in Italia?!... la vedrei molto dura.
Flavio

marco cedolin ha detto...

Vero Flavio, ma proprio molto dura!

Simone ha detto...

"Mi stupisce anche una presa di coscienza così rapida dell'invivibilità delle città in caso di gravi problemi economici e di organizzazione strategica....."

Questo è sorprendente.
Comunque abbinando vita di campagna, cooperazione e una moneta alternativa si può avviare un processo alternativo di rinascita.