mercoledì 25 maggio 2011

Medicine non convenzionali. L’omeopatia.

(ASI) Intervista di Fabio Polese al Dott. Tancredi Ascani, medico chirurgo perugino che pratica la medicina non convenzionale dell’omeopatia.
Dott. Ascani, quali sono le differenze concrete tra la medicina cosiddetta convenzionale e l’omeopatia?
 La prima grande differenza è di natura filosofica. La medicina tradizionale indaga l’uomo secondo una visione materialista detta “riduzionista”: ha la pretesa cioè, di comprendere l’uomo andandolo a studiare nelle sue componenti più piccole (geni, cellule, enzimi ecc). Così facendo però si rischia di perdere di vista la “persona” nella sua totalità che non è una semplice macchina in cui le parti agiscono separatamente le une dalle altre. Nelle medicine non convenzionali l’attenzione invece è posta principalmente sulla “persona” e su tutti i fattori più importanti che influiscono sulla sua vita. Le faccio un esempio: quando compilai le mia prima cartella clinica in ospedale mi imbattei in una paziente sulla sessantina piena di problemi sia fisici che psicologici, ricoverata più volte e sempre dimessa con lunghe prescrizioni di farmaci, uno per ogni disturbo che la affliggeva. La paziente però stava sempre peggio. All’epoca io già frequentavo la Scuola di Omeopatia e sapevo bene che l’aspetto psicologico e il vissuto del paziente sono sempre di vitale importanza per comprendere le cause che hanno portato alla malattia. La signora mi riferì infatti che tutti i suoi mali erano iniziati dopo la morte del marito...... In omeopatia questa è un’informazione importantissima e la scrissi subito nella mia cartella clinica. La diagnosi l’aveva praticamente già fatta il paziente e da qui, secondo la visione omeopatica, si doveva partire per impostare la terapia. Il mio entusiasmo fu però presto frenato quando diedi la cartella clinica al primario del reparto che mi seguiva il quale, con assoluta indifferenza, mi disse subito di cancellare quell’appunto in quanto privo di qualsiasi utilità ai fini diagnostici e terapeutici. Ecco qual’è la differenza tra omeopatia e medicina tradizionale.

Come agisce la medicina omeopatica all’interno del nostro corpo?
 I rimedi omeopatici agiscono stimolando la nostra “Forza Vitale”, quella che in termini moderni può essere definita come “omeodinamica” cioè la capacità che ha l’organismo di conservare costante il suo equilibrio interno, adattandosi di continuo all’ambiente esterno che è sempre mutevole. L’omeopatia, in accordo con le più recenti acquisizioni scientifiche derivateci dalla fisica quantistica e con le tradizioni millenarie delle civiltà orientali, non si limita allo studio della materia (apparati, organi, cellule…) ma diventa studio e manipolazione delle dinamiche dell’energia che pervade e governa ogni essere vivente.   
  
I virus e i batteri sono ovunque, ma solo alcune persone si ammalano, L. Pasteur, padre della microbiologia moderna, verso la fine della sua vita arrivò a dire “...il terreno è tutto, ben più importante del microbo”. Cosa ne pensa?
 Questa è una profonda verità che Pasteur, padre della microbiologia moderna, ammise solo nel suo letto di morte, dopo aver rincorso per tutta la vita l’obiettivo, controproducente e utopico, di poter debellare le malattie infettive costruendo armi (antibiotici e vaccini) sempre più potenti volte a distruggere ogni agente infettivo che può farci ammalare. I microrganismi però sono ovunque e non solo se il “terreno” (il nostro sistema immunitario) è forte non possono arrecarci nessun danno, ma sono anche di vitale importanza per l’uomo (si pensi alla flora batterica intestinale) e l’obiettivo non può essere quello di distruggerli. Basti pensare che siamo così pieni di batteri che il loro numero supera di un fattore di 10 a 1 il numero totale delle nostre cellule. Abbiamo più batteri che cellule! L’abuso indiscriminato di antibiotici e vaccini sta solo portando alla  selezione di germi sempre più patogeni e resistenti, e all’indebolimento delle nostre difese naturali.
Tutti possono curarsi con la medicina omeopatica?
 Assolutamente si. L’estrema diluizione dei rimedi omeopatici li rende privi della tossicità dei farmaci tradizionali. Possiamo usarli quindi con sicurezza in ogni fascia d’età e in qualsiasi condizione sia fisiologica (ad esempio durante la gravidanza) che patologica. E’ bene affidarsi però sempre a medici competenti ed evitare il fai-da-te o i consigli di altre figure professionali. La diagnosi e la terapia omeopatiche costituiscono un “atto medico”.

La componente fisica, mentale e spirituale, è importante per la salute e la prevenzione?
 L’uomo è costituito da queste tre componenti che sono indissolubilmente collegate e interagiscono di continuo tra loro. E’ su questi tre aspetti che bisogna intervenire per raggiungere o mantenere la vera salute.

Cosa pensa delle multinazionali del farmaco e delle pandemie “mediatiche”?
 Le aziende farmaceutiche hanno come primo obiettivo il profitto, questo non va mai dimenticato. Sarebbe assolutamente controproducente per loro produrre farmaci che guariscano veramente le persone. Molto più proficuo è il poter disporre di milioni di malati cronici che dipendano a vita da più farmaci, ognuno per ogni disturbo. E quando i profitti calano un po’ di terrorismo mediatico su fantomatiche pandemie (vedi l’influenza suina o l’aviaria) o malattie inventate (disturbo da fobia sociale, sindrome premestruale ecc.) spesso rimette i conti a posto.
 Ringraziandola per l’intervista, invito i lettori a visitare l’interessante sito del Dott. Tancredi Ascani: www.omeosan.it.

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