sabato 7 maggio 2011

Meno male che Silvio c'è

Stefano Montanari
Uno degl’incidenti che accadono di tanto in tanto in sala operatoria è che il paziente si svegli mentre il chirurgo è al lavoro. Un guaio per riparare il quale occorre subito l’opera dell’anestesista che, con le sue arti, rispedisce il malcapitato nel mondo dei sogni cosicché il chirurgo possa riprendere indisturbato a tagliare e a cucire.
Io ammetto di non essere mai stato un ammiratore del politico-chirurgo Berlusconi ma, del resto, non riesco a provare sentimenti positivi per nessuno dei cosiddetti politici maggiori che infestano la scena attuale, dovunque costoro si collochino. Comunque sia, devo ammettere che ho apprezzato, e non poco, la schiettezza e l’onestà intellettuale del nostro primo ministro quando ieri ha detto, traducendo le sue parole: “Cari Italiani, voi sapete benissimo che io e tutta la combriccola avremmo voluto costruire un po’ di centrali nucleari qua e là lungo la Penisola. Purtroppo, scalogna ha voluto che proprio ora saltasse in aria una centrale giapponese e che noi non ce l’abbiamo fatta a tenervi nascosta o, per lo meno, a taroccare più di tanto l’informazione. Così, se il mese prossimo davvero si facesse il referendum, noi della combriccola non avremmo scampo, visto che, almeno momentaneamente, vi siete svegliati. E allora, niente referendum e noi le centrali le faremo lo stesso, ripartendo non appena i nostri scienziati bunga bunga vi avranno ridotto di nuovo in stato vegetativo.”.....


Mai prima d’ora un politico nostrano si era espresso con tanta onestà e chiarezza.

Fedele al suo ormai annoso sbandamento, la cosiddetta sinistra, una sinistra che non riesce a partorire un’idea che sia una, scopertasi d’improvviso ecologista ha strepitato contro la minacciata eutanasia del referendum. Naturalmente chi ha strepitato più forte è stato Antonio di Pietro.

Chissà se qualcuno ricorda l’ex-magistrato inceneritorista convinto, poi anti-inceneritorista convinto, poi inceneritorista convinto, poi anti- inceneritorista convinto, poi inceneritorista con dubbi, oscillando fino all’anti che è la sua attuale posizione. Sarebbe curioso sapere se si è mai riletto l’ondivago Tonino. E chissà che fine avrà fatto il suo Borghesi che difendeva a spada tratta e con convincente eloquenza la piromania. Aurelio Misiti, il cementificatore Nerone de noantri, ha cambiato per l’ennesima volta gabbana e la sua posizione resta quella di qualunque camaleonte, ma gli altri? Quelli che m’insultavano perché dicevo ciò che sostiene oggi il Fondatore (a proposito dell’incenerimento, sia chiaro) che opinione di giornata avranno?

Già: l’ecologia di plastica della sinistra… Basta guardarsi intorno per vedere come regioni, province e comuni dichiaratamente di sinistra (o, molto meglio, anti-berlusconiani) dell’ecologia si facciano un baffo. Io che abito a Modena ne so più di qualcosa.

Certo, dai cosiddetti politici non c’è da aspettarsi coerenza, e sia sufficiente rivolgere lo sguardo al nostro Casini che giurò su una sua dimissione se il mafioso Cuffaro, da lui accolto a braccia aperte e infilato in Parlamento, fosse stato giudicato colpevole. Che cosa accadde quando il senatore Totò varcò il cancello di Rebibbia? Pierferdinando si sperticò in lodi nei riguardi del sodale che non aveva fatto storie, e le dimissioni gli sfuggirono di mente.
E allora, meno male che Silvio c’è. In fondo, a ben guardare, Berlusconi è sempre stato chiaro: sapete chi sono e da dove vengo, sapete perché sono qui e sapete come scelgo i collaboratori, conoscete i miei interessi, di qualunque genere essi siano, vi ho detto che sto iniziando a decerebrarvi di nuovo per far passare quell’idiozia criminale che è il nucleare e, dunque, se la maggioranza del Paese mi vuole, che posso farci? La democrazia è questa. O no?

Non avendo capacità divinatore, io non so se il referendum si terrà o sarà cancellato. Ma, se si terrà, e nella speranza che gli anestesisti non siano riusciti nell’addormentamento di massa, dovremo andare tutti a votare per dire chiaro e forte che non abbiamo nessuna intenzione di vedere devastata casa nostra e di vederci rapinati più di quanto già non siamo.

Attenti, però, a non illuderci. Dovessimo avere la possibilità di esprimerci contro le centrali nucleari e di vincere, non cadiamo nella trappola di pensare che questo sia un successo della cosiddetta sinistra che, fuor di dubbio, se ne assumerà il merito. Nel caso in cui gli anti-berlusconiani dovessero riuscire, in una prossima tornata elettorale, a disfarsi del loro nemico, nel giro di pochi mesi, in punta di piedi, riproporranno ciò che avevano combattuto. Il piatto è troppo ghiotto per poterci rinunciare e la faccia in certi salotti non costa niente.

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