venerdì 20 maggio 2011

Paolo Mieli, la "violenza giusta" e la rivolta italica

Debora Billi
Ieri sera, ad Anno Zero, si è sentita la seguente affermazione (vado a memoria):
Quando i cittadini non vengono ascoltati, prima o poi ricorrono alla violenza. E se i pastori sardi o chiunque altro finiscono col ricorrere alla violenza, non si può dar loro la colpa: la colpa è di chi non li ha ascoltati.
Chi ha così discettato sulla "violenza giusta" e sul diritto dei cittadini a rivoltarsi?
Paolo Mieli.
Il personaggio più soporifero e inquadrato e mainstream che abbia mai calcato i patrii studi televisivi. Il giornalista più barboso e predicante e aderente alla vulgata economica che siamo mai stati costretti a sorbirci. Paolo Mieli. Faccio male ad appisolarmi ogni volta che appare, devo ripromettermi di ascoltarlo attentamente d'ora in poi.....

Ciò significa comunque che governo, istituzioni e media si aspettano da un momento all'altro una rivolta popolare nel nostro Paese. Anzi, dirò di più: sono in un certo senso stupiti che ancora non sia accaduta, diciamo che siamo abbondantemente oltre la deadline. Sanno che quel che ci vuole è una piccola miccia, che siano i pastori sardi, le partite IVA, i lattai del Nord o i disoccupati del Sud. Ci andammo vicini con la rivolta dei ricercatori sui tetti e la battaglia di Piazza del Popolo (nella foto), ma forse era troppo in anticipo sulla tabella prevista.
Perché parlo di tabella? Il solito complottismo? Non saprei. Ma che i rivoltosi greci siano descritti, com'è accaduto ieri nell'assenso generale (inclusi Feltri e Belpietro!) come fautori una legittima protesta popolare, quando fino a ierlaltro erano dipinti urbi et orbi come black block eversivi e sfasciavetrine, un po' fa pensare. Stessa cosa per l'annuncio delle rivolte in Spagna, che oggi imperversano in tutta la Rete e fino a ieri erano completamente ignorate.
Figuriamoci se io non sono contenta di un po' di sana ribellione in un Paese che subisce da decenni. Ma non vorrei che finisse con l'essere teleguidata anch'essa, magari da chi spera che il governo Berlusconi venga cacciato a pedate a furor di popolo, e nell'emergenza del casino si debba sostituirlo... con cosa?
Crisis 

1 commento:

marco ha detto...

Nel mestiere di Mieli , le parole non hanno un valore filosofico , solo monetario .Non e' incapace di trovare le parole , solo i valori .
Chi andrebbe al potere oggi in caso di uno scossone ?
Qualche miscela di terzaguerramondialisti .
Ma attenzione a sottovalutare la cara , tradizionale mafia .
Ma gli Italiani , stanno sviluppando un senso critico e un concetto di cose' la Democrazia ? A che velocita' ? A noi conviene che rimanga al potere la miscela attuale , il piu' mafiosa possibile , fino a che non siamo pronti a zittirli tutti .