venerdì 10 giugno 2011

L'importante è NON partecipare

Catherine
l carburante che alimenta i Signori del mondo è costituito dai consumatori, cioè siamo NOI.
Senza di noi loro non sono NULLA. 
Smettiamo di consumare senza consapevolezza, eliminiamo il superfluo, non compriamo oggetti usa e getta, meno vestiti, meno cibi e bevande confezionati e elaborati, utilizziamo il meno possibile la macchina quindi la benzina, non compriamo giornali e riviste, non guardiamo la televisione, non usufruiamo dei "servizi" bancari. 
Anche a costo di essere impopolare aggiungerei: NON votiamo! 
Ai più sembrerà utopico perché siamo talmente impregnati dai dettami di questa società, da questo unico modello di pseudo democrazia che ci dicono essere il migliore in assoluto, che non ci accorgiamo che questo sistema sta facendo acqua da tutte le parti. 
Votare non serve strettamente a nulla nell'attuale contesto mondiale. Le decisioni prese dai nostri governi, a loro volta costretti ad ubbidire ai loro padroni saranno prese indipendentemente dal nostro volere.
Eppure ci sembra inconcepibile non votare perché siamo ancora convinti che abbia un senso. Invece NON votare sarebbe determinante, a patto che tutti lo facessero... 


Smettiamola di nutrire il sistema "produzione/consumo", chi lo gestisce s'ingrassa soltanto grazie a noi. 
Esiste soltanto perché siamo noi a permetterlo. Non sentiamo forse dire in ogni momento e in ogni luogo che siamo Liberi? Non abbiamo noi compassione per i poveri-popoli-sottosvilupp
ati-in-mano-a-poteri-tirannici? Invece NOI possiamo tutto vero? Yes we can! 
Eppure ...? ... Non facciamo nulla! Perché ci fanno credere che meglio di così non si può .. anzi, dobbiamo persino comprendere i problemi dei nostri governi, e i sacrifici che ci vengono richiesti, "per il bene di tutti", e pagare le conseguenze della loro disastrosa politica fatta di sprechi e di decisioni che non hanno nulla a che fare con gli interessi del paese.
Ma poi andiamo lo stesso a votare .. fiduciosi .. 

Riguardo al concetto produzione/consumo non riusciamo proprio a toglierci dalla testa il luogo comune: "se non produciamo non avremo più lavoro". Falso! 
Chi l'ha detto che dobbiamo lavorare come schiavi per 8 ore (come minimo) al giorno per avere uno stipendio al limite della decenza? Chi l'ha deciso? Forse l'hanno deciso quelli che si prendono più della metà degli stipendi dei lavoratori (lavoriamo 6 MESI GRATIS all'anno!) per "gestire" lo stato? Uno Stato che dovrebbe essere al servizio del cittadino, perché funziona con i SUOI soldi, il SUO lavoro! Ma se un impiegato non lavora bene, cosa fa il datore di lavoro? Lo licenzia!
Io voglio licenziare lo stato, chiunque ne sia a capo, perché non sono soddisfatta del suo lavoro. Perché se è vero che viviamo in una democrazia, allora lo stato è dipendente da me. Da voi. 

E non il contrario.

Se togliessimo il carburante a questi signori che decidono per noi, se non pagassimo più le tasse, se stampassimo la nostra moneta ma riducendo al minimo il movimento monetario (baratto), se li ignorassimo, loro e la loro "grandiosa" idea del mondo ... quanto tempo riuscirebbero ad andare avanti....



L'importante è NON partecipare.
La Crepa nel muro

4 commenti:

marco ha detto...

Piu' che il voto , e' un male l'elezione .
Che blinda una autolimitazione della Democrazia basata sulla scelta tra persone tutte colluse ai nostri avversari .
Il voto su valori , come puo' essere quello di oggi , e' invece utile , a patto che sia sincero e che venga recepito non come frazionamento del potere ma come iclusione di valori da tutelare .
Ma l'esprimere occasionalmente un parere , non puo' significare che i politici o i malfattori di qualsiasi categoria , siano legittimati a fare quel che fa comodo a loro su tutte le altre tematiche .

Brumik ha detto...

Caspita che articolo! Pensavo di essere il solo a pensarla cosi` visto che non ho un solo amico che condivide queste idee, e poi scopro che in realta` c'e` tutto un mondo volutamente ignorato dai media mainstream che usa il cervello per pensare e non per intrupparsi nel gregge.
Brava Catherine. Complimenti.
A presto.

-- Michele
.

Catherine ha detto...

Ti ringrazio per il complimento Brumik, e potrei rimandarti il commento: è difficile trovare gente che la pensa come te, è vero! Ma evidentemente uno degli aspetti positivi del web è proprio quello di incontrare, trasversalmente, cervelli (e cuori) che funzionano in sintonia. Per me queste non sono idee nuove, ci convivo da parecchio ormai, ma cerco soprattutto di applicarle. Ciao!

Catherine ha detto...

Marco, hai ragione, il problema fondamentale è l'apparenza della scelta. Il colmo dell'ipocrisia di questi nostri sistemi è di darci l'illusione di decidere. La democrazia cosiddetta "indiretta" non è democrazia, e basta. Tutto il resto sono chiacchiere da bar o da talk show di serie C.
E anche quando si riesce come oggi ad esprimere un parere, importante comunque perché va al di là del semplice segnale politico, stai tranquillo che loro trovano comunque il modo di aggirare l'ostacolo. E poi chi ha votato, si sa, ha la memoria corta. Fa presto a rituffarsi nel suo mangime quotidiano: calcio, telenovelas etc ..