mercoledì 8 giugno 2011

Un pò di verità sui referendum

Monia Benini
Per molto (troppo) tempo ci siamo affidati alla propaganda ufficiale rispetto ai referendum, convinti come siamo della loro bontà: sull'acqua pubblica, sul rifiuto del nucleare e sull'abuso del legittimo impedimento, non ci sono dubbi.
Tuttavia, grazie alle numerossime email ricevute e alle domande di alcuni amici, si è reso necessario un approfondimento su ognuno dei quesiti referendari, il quale - nemmeno a dirlo - ci ha permesso di smascherare ancora una volta il gioco sporco dei partiti.
Si tratta di quelle cose che non sentirete certo in tv, né le leggerete sui giornali e tantomeno vi saranno dette dalle oligarchie dei partiti che stanno usando i referendum strumentalmente, anziché per fini di interesse comune.
Nei video tratti da Il Punto troverete risposte ad alcune domande fondamentali: ad esempio, lo sapete che il quesito sul nucleare che andremo a votare non è più lo stesso sul quale sono state raccolte le firme degli Italiani? Lo sapete che comunque vada il referendum sull'acqua non potremo dire di averla ri-pubblicizzata? Lo sapete che il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e Ministri scade a ottobre?.......

La coerenza e l'impegno politico di Per il Bene Comune ci inducono a svelare prima del voto i trucchetti della partitocrazia e del sistema, in modo da spiegare qualche verità ben celata da chi - i partiti - non ha interesse a un'informazione completa.
Andare a votare per i referendum è un diritto del quale non possiamo privarci: è una delle poche occasioni nelle quali il popolo italiano ha possibilità di esprimersi. Sarebbe sicuramente importante poter arrivare al più presto a una modifica costituzionale che preveda referendum anche deliberativi senza quorum, ma nel frattempo abbiamo un'opportunità importantissima e non dobbiamo sprecarla. Restare osservatori passivi significherebbe non solo affossare l'istituto referndario, ma anche sostenere quanti - con la loro diserzione dal voto - finirebbero con il decidere al posto nostro (se non si raggiunge il quorum infatti, restano in vigore le attuali leggi).
E' necessario votare sì a tutti i quesiti, ben sapendo però che grazie ai partiti, alle lobby e ai gruppi di potere del sistema...la battaglia reale comincia immediatamente dopo i referendum e sarà tanto possibile quanto più sarà forte il segnale politico che emerge dalle urne. A partire dal 14 giungo, infatti, si renderà urgente un'ancora più massiccia mobilitazione, diffusa e consapevole, pulita da qualunque interesse o ingerenza partitocratica, che metta effettivamente i cittadini al riparo da qualunque astuzia o furberia tecnica possibile grazie al quadro derivante dal risultato elettorale.

I cittadini dovranno lottare capillarmente nei propri territori, ad esempio, proponendo Ordini del Giorno ai rispettivi Consigli Comunali, Provinciali e Regionali affinchè sia inserita la dicitura "L'acqua non è una merce, bensì un bene comune, pertanto la gestione del servizio idrico NON può essere considerata un servizio di rilevanza economica". Altrettanto utile è costituire una sorta di Comitato Nucleare Permenente, per vigilare contro ripensamenti, trucchetti, raggiri di norme che probabilmente ci saranno anche in caso di vittoria del SI.

Fondamentale inoltre sarà richiamare i partiti (vale ovviamente per i loro iscritti) a un minimo senso di responsabilità e a ridiscutere le posizioni da loro assunte in materia di privatizzazione dell'acqua (avviata già alla fine degli anni '90 da giunte di centro sinistra) e il consenso attribuito in sede di Parlamento Europeo (anche da PD e IDV) a sostegno del nucleare.

Quindi: guardiamo questi video in modo da andare a votare ben informati, votiamo sì pur essendo consapevoli di quanto siano imperfetti questi referedum e prepariamoci subito dopo a una forte risposta e mobilitazione per impedire al sistema di minare la nostra stessa esistenza.
 Leggi il testo dei 4 quesiti referendari clicca qui >>

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