lunedì 28 febbraio 2011

Ribelli e ribellione

Alain De Benoist
Dovendo intervenire in una discussione dedicata all’idea di ribellione, la prima delle cose da fare è senz’altro quella di interrogarsi sulla definizione del ribelle, e il miglior modo di farlo è forse quello di paragonare la figura del ribelle a due altre figure, il cui nome comincia tra l’altro con la stessa lettera: il rivoltoso e il rivoluzionario. Queste tre figure hanno indubbiamente degli aspetti in comune. Il ribelle, il rivoltoso e il rivoluzionario, per esempio, incarnano tutti e tre una legittimità che si oppone alla legalità dell’ordine costituito. Ma tra di loro vi sono anche delle differenze.
Il rivoltoso appartiene senza alcun dubbio a tutte le epoche, e il nostro passato ne è testimone. La storia della Francia e dell’Europa può infatti leggersi come un susseguirsi quasi ininterrotto di rivolte popolari, movimenti di protesta e insurrezioni. Dalle antiche jacqueries contadine alla rivolta della Vandea, dall’epoca di Cartouche e di Mandrin all’insurrezione dei canuts lionesi, dalla Guerra dei Contadini tedeschi alla molto socialista e molto patriottica Comune di Parigi, la tenace disobbedienza di certe province e di certi ambienti sociali insofferenti, refrattari e renitenti, è una costante della nostra storia che la storiografia ufficiale ha peraltro troppo spesso trascurato.....

Sperimentazione animale: uno spoglio etico

Pur non riconoscendoci appieno nel pensiero dell'autore e manifestando in questo blog una posizione radicalmente contraria ad ogni pratica di sperimentazione sugli animali, pubblichiamo l'articolo che segue, ricco di spunti interessanti in materia.

“Il 50% dei soggetti non ha mostrato alcuna reazione dopo l’inoculazione. L’altro topo è scappato”
(P. Medawar).

Non ho sensi di colpa per le dozzine di rattini neonati ai quali estrassi il cervello, dopo averli decapitati, intorno al 1980, quando, studente di medicina, ero interno in un laboratorio di neurochimica. C’è tanto di sbagliato e tanto di giusto nella sperimentazione animale. E’ un tema etico complesso e strumentalizzabile: in esso giocano fattori eterogenei; come quelli, profondi e torbidi come è tipico dei fattori antropologici, messi in luce sul sito TNEPD [1]; e grandi interessi economici e ideologici.
In questi problemi di bioetica, dove all’etica si affiancano ragioni non dichiarate, non basta vedere “il giusto” e “lo sbagliato”. A questa variabile indipendente a due valori occorre affiancarne un’altra, che rappresenti gli altri fattori, e le strumentalizzazioni che portano con sè: la variabile a due valori “per buone ragioni”/ “per cattive ragioni”. Ciò è ottenibile con una tabella 2×2, dove le righe indicano “a favore” e “contro”, e le colonne “per buone ragioni” e “per cattive ragioni”. Si otterranno così 4 caselle, ognuna denominata dal nome della riga più il nome della colonna che incrociandosi formano la casella. Mentre le righe sono oggettive, le colonne derivano da un giudizio. Vediamo come si può effettuare tale spoglio etico: come si possono riempire le quattro caselle nel caso della sperimentazione animale.....

martedì 22 febbraio 2011

Abbattiamo i cani randagi per sostenere le famiglie bisognose?

Maurizio Gasparello
Il Caso:
Animalisti scatenati sui siti internet contro la consigliera di Cantù 
"Abbattiamo i cani non adottati"
Idea choc della sorella di Tremonti
Il canile di Mariano Comense costa troppo al Comune di Cantù (Como) e la consigliera di minoranza Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze, propone l'abbattimento dei cani meno desiderati. «Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare» ha detto la consigliera....

La rivolta si estende. In USA, nel Wisconsin

Debora Billi
Che strano cartello, al Cairo in festa. Recita: L'Egitto sostiene i lavoratori del Wisconsin.
Cosa diamine c'entra l'Egitto col Wisconsin? Un accostamento quantomeno improbabile. Eppure, complice forse l'ampia copertura mediatica delle rivolte egiziane con sperticate lodi ai combattenti per la libertà e la democrazia, in Wisconsin sta succedendo l'impensabile: non solo sono scesi in piazza i lavoratori, ma ogni giorno a loro si aggiungono decine di migliaia di persone che arrivano da tutto lo Stato.
E' cominciato tutto il 15 Febbraio, quando i dipendenti pubblici hanno iniziato una protesta a Madison contro tagli di budget vòlti a togliere loro ogni diritto sindacale.....

lunedì 21 febbraio 2011

Noi ci stiamo allontanando troppo, in tutti i campi, dalla Natura

Massimo Fini
La Corte di Cassazione pur respingendo la domanda di una donna di Genova che chiedeva di adottare una bimba russa che vive con lei da cinque anni, ha invitato il Parlamento a varare una legge che consenta l’adozione anche ai single. Maurizio Gasparri, Pdl, ha parlato di "invasione di campo". Sono pienamente d’accordo. I tribunali devono limitarsi a emanare sentenze, non è loro compito fare proposte di legge, che spettano al Parlamento.
Ma non condivido neanche il merito di quanto affermato dalla Cassazione. Un bambino, almeno sulla linea di partenza, ha diritto ad avere una madre e un padre. Così detta la Natura. È chiaro che il problema dell’adozione si pone (anche se non sempre) quando a un bambino mancano i genitori naturali. Questa situazione può essere in parte sanata affidando il bambino a una coppia formata da un uomo e una donna. Non si tratta di difendere la famiglia, come vuole la concezione cattolica, ma il bambino, il quale ha diritto di avere come punti di riferimento sia la figura materna che quella paterna.....

C’è la parola: compradora

-Erano soldi tuoi ?
-NO.
-E allora li hai rubati ! C’è la parola, perché non la dobbiamo usare.
(Il pazzo al responsabile di un ammanco di cassa in “Ditegli sempre di si” di Eduardo De Filippo)
Marco Cedolin lamenta che il senso delle sue parole non sia stato ben compreso. Cedolin giustamente mostra come al di sopra degli scontri furibondi tra Berlusconi e i suoi oppositori ci sia una comune obbedienza a poteri maggiori. Si lotta per avere il posto di ruspista, che poi eseguirà lo stesso progetto di distruzione del bosco, dice Cedolin. E’ un peccato che un concetto tanto basilare, che con tutti i distinguo possibili è semplice e solido nella sua essenza, non venga compreso dai bloggers, che dovrebbero essere tra i cittadini più svegli.
In parte ciò è dovuto alla subalternità culturale al pensiero unico. Questo sforna slogan, manipola e mistifica il linguaggio a piacimento, e impone capillarmente il suo discorso; chi si oppone è costretto a usare un linguaggio già viziato, che travisa e nasconde. Non si chiamano col loro nome le cose semplici, né tanto meno si dà un nome a quelle più complesse che devono restare in ombra....

Il bosco, la ruspa e l'autista

Marco Cedolin
Ho constatato, in tutta onestà senza troppa sorpresa, come il senso del mio ultimo articolo "la giostra impazzita" sia stato da parte di molti lettori travisato, scarsamente compreso, quando non perfino reinterpretato in chiave di enunciazione in favore del premier. Ho scritto senza troppa sopresa, poichè è pratica comune in questo paese quella di scagliarsi contro chiunque osi mettere in discussione il pensiero dominante. Pensiero dominante che nella fattispecie consisteva in lodi sperticate e incondizionate nei confronti della manifestazione del 13 febbraio “se non ora quando”, identificata come un decisivo risveglio delle coscienze ed io mi sono permesso di criticare, sia pur molto educatamente.
Spero vivamente che quanto segue, aiuti i lettori che non lo hanno fatto a meglio comprendere il senso delle mie parole.
Negli ultimi anni all'interno dei miei articoli ( compreso la giostra impazzita) ho continuato a ripetere che l'occidente è gestito ogni giorno di più dalle lobby dei grandi poteri economici e finanziari che perseguono un disegno ben preciso. Appiattimento di ogni specificità culturale, omologazione dell'individuo, creazione del lavoratore schiavo, creazione di uno stato unico globale, di una moneta unica globale solo elettronica, controllo completo delle masse previo loro rincoglionimento e tantissime altre applicazioni sui generis.....

giovedì 17 febbraio 2011

Iran. La mistificazione continua

Secondo la stampa internazionale il “contagio” delle rivolte arabe sarebbe arrivato fino all’Iran. Lanciandosi in paralleli quanto mai azzardati i media a grande diffusione hanno trovato assonanze tra la condizione egiziana e quella iraniana e parlato di un’onda lunga che avrebbe ridato vita al movimento dell’Onda Verde, sceso in piazza lunedì ufficialmente a sostegno delle proteste egiziane, tunisine e di tutto il Vicino Oriente. Grande rilievo è stato dato agli scontri tra manifestanti e polizia e ai morti, due, che secondo le notizie diffuse da agenzie stampa e giornali sarebbero stati attivisti antigovernativi uccisi dalla “repressione”. Derubricate a “voci vicine al governo” le affermazioni che parlavano di persone ferite e uccise dai manifestanti antigovernativi, la stampa ha preferito puntare sui titoli ad effetto come “In Iran è caos totale” o “Migliaia in marcia a Teheran”. Questo è il quadro della situazione iraniana che in Occidente viene fornito al consumatore medio di notizie. La realtà, ignorata dai “distributori di notizie” occidentali, è che le manifestazioni indette dall’opposizione iraniana per il 14 febbraio sono state all’insegna di slogan antigovernativi e non di appoggio alle rivolte vicinorientali. E, soprattutto, che le vittime sono state registrate non fra i manifestanti ma tra innocenti passanti: uno di questi si chiamava Sanè Jalè, aveva 24 anni, studiava Arti Rappresentative all’Accademia delle Belle Arti dell’università di Teheran. Non un coraggioso militante “verde”, ma un ragazzo impegnato nelle milizie Basiji, ucciso da persone armate scese in strada con l’intenzione di provocare il caos per poi addossarne la colpa al governo.....

mercoledì 16 febbraio 2011

Una legge per il minimo stipendio?

Simone
Spesso ho sentito parlare di "salario minimo", di "difesa dei salari" o di "politiche dei redditi".
Ma come è normale tutte queste espressioni della politica non portano mai a una pratica concreta efficace, semplicemente sintetizzano complicati iter legislativi attraverso cui si vorrebbe raggiungere il traguardo dichiarato ma sempre con il passaggio più lungo, per cui l'obiettivo o non viene raggiunto oppure viene conseguito quando ormai è tardi (per esempio si consegue un aumento degli stipendi quando ormai i costi della vita sono cresciuti in proporzioni maggiori).
Io credo invece che una legge debba mirare a conseguire il risultato per cui è studiata con meno passaggi possibili. Non ha senso fare una "politica dei redditi" cercando di ridurre le tasse così che quanto rimane in tasca alla gente al netto sia superiore. Non ha senso sgravare di imposte le imprese sperando che aumentino i salari dei dipendenti. Non ha senso dichiarare un obiettivo diretto per poi perseguirlo per vie indirette.
Io penso che una seria politica che salvaguardi gli stipendi delle persone non possa non consistere nel mettere nero su bianco quanto qualcuno deve, come minimo, guadagnare. Non riesco a pensare a un "salario minimo" che non sia questo, un salario garantito per legge.....

Asl Rmc, chiudono gli ospedali. Ma fioccano le consulenze.

Si tira la cinghia. Pur di risparmiare si chiude anche un ospedale storico come il Cto della Garbatella ma le consulenze non si toccano. Anzi. Succede alla Asl RmC, un gigante della sanità romana che "cura" i cittadini dei Municipi Roma VI, IX, XI e XII dove il vizio di ricorrere alle professionalità esterne non passa di moda. E questo mentre il Cto esala l'ultimo respiro e la struttura accreditata del Santa Lucia agonizza.
Affaritaliani.it è entrato in possesso delle delibere con le quali il direttore generale, il professor Paolo Palombo ha attivato una serie di consulenze. Spicca tra queste quella del ragioniere Alan Melandri, già consulente dal 2006, per il quale lo scorso 2 novembre 2010, con deliberazione 949, è stato confermato l'incarico di collaborazione coordinata e continuativa dal primo gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2012. Secondo la delibera, non potendo la Asl assumere, sarebbe obbligata a ricorrere alla saggezza del ragioniere nell'Area Giuridico Amministrativa per garantire stipendi e altro, al costo annuale di 165 mila euro l'anno. Stupisce anche che l'allegato 2 alla delibera, quello della tabella retributiva, porti la firma dello stesso Melandri Responsabile del Trattamento economico. Insomma, la carenza di esperti è tale che il collaboratore firma gli atti nei quali si definisce il suo stesso stipendio....

Il Pianeta in castigo/ L’ipocrisia

Stefano Montanari
Ormai il mio senso dell’umorismo si è distorto come le mani di un artritico e ora, dopo anni vissuti forzatamente in reclusione in questa che qualcuno chiama affettuosamente “gabbia di matti”, trovo divertenti un sacco di cose che forse vent’anni fa mi avrebbero suscitato tutt’altro sentimento.
Tra le tante cose che mi divertono ci sono i paradossi di una società nella quale è in corso un evidente processo di putrefazione, un processo in cui non manca nulla, miasmi compresi. E tra i paradossi c’è quello dell’informazione. Mai come ora la notizia può tecnicamente fare il periplo del pianeta in un lampo e mai come ora diffondere notizie è stato così economico e alla portata di chiunque. Aprire un blog costa qualcosa che non è lontano da zero e, comparendo attraverso lo stesso mezzo con cui compaiono testi scientifici e informazioni più che controllate e certe, qualunque buontempone può ambire a pari dignità e a pari credito. Presso certe culture il cui seme fu piantato quando io entravo all’università, nel famoso Sessantotto, questa è democrazia. Chi ha, come me, la ventura di leggere le bozze di tesi di laurea compilati da giovanotti di belle speranze non può non trovare sinistramente divertente veder citate alla pari in bibliografia opere fondamentali del pensiero scientifico e ciarlatanerie che hanno la caratteristica comune di trovarsi fianco a fianco su Internet.....

martedì 15 febbraio 2011

La giostra impazzita

Marco Cedolin
Sta diventando un'impresa sempre più improba quella di riuscire a ghermire qualche coordinata che permetta di orientarsi nel cacofonico e tarantolato mondo dell'informazione urlata, etrodiretta, spettacolarizzata, decorata di spot, dove il cortocircuito logico ed il gossip sono ormai assurti a valori assoluti, attraverso i quali inebriarsi, senza alcuna reminescenza di malcelato pudore.
Una giostra impazzita che gira e gira in maniera vorticosa, senza offrire punti di riferimento, analisi, riflessioni. Solamente brandelli di notizie e scampoli di verità annegati in un mare di fiction, aneliti di realtà che galleggiano per qualche secondo, prima di scomparire senza lasciare traccia, fagocitati dalla forza cenrifuga e sostituiti da altre notizie che troppo spesso notizie non sono.
Conosco ormai perfino i più piccoli dettagli della telenovela fra Berlusconi e Ruby rubacuori, la cronistoria dettagliata delle feste di Arcore, ogni parola pronunciata durante le poco edificanti ed assai sgrammaticate conversazioni telefoniche intercorse fra Nicole Minetti e le sue amiche del cuore. Ma fatico, come un rocciatore sorpeso dalla tormenta, nel trovare appigli che mi consentano di documentarmi in merito al processo concernente la strage di Viareggio, nel corso della quale morirono bruciate 32 persone, ormai dimenticate in qualche recondito andito della coscienza collettiva.......

Bombe atomiche Usa in Italia

Gianni Lannes
Ordigni nucleari nordamericani -a centinaia- occultati in Italia da mezzo secolo e pronti all’uso, così come nel resto dell’Europa.
Lo scorso lunedì 7 febbraio, la Russia -governo e Duma- è tornata a chiedere agli USA di “far rientrare negli Stati Uniti le proprie armi nucleari e smantellare le infrastrutture costruite per loro nelle basi in territorio straniero”. Pochi lanci di agenzia, e nessuna attenzione da parte dei media italiani.
L’Europa, Italia in testa, continuano a non rendersi conto della quantità di bombe atomiche americane che hanno in pancia.
I Rapporti segreti del Pentagono, per quanto riguarda l’Italia, parlano chiaro: «La loro forza esplosiva distruggerebbe all’istante e completamente un’area equivalente alla metà della superficie geografica italiana, con un impatto distruttivo avvertibile in un’area equivalente a 10 volte le dimensioni della Penisola». Altro che nuove centrali per fornire energia e scorie prive a tutt’oggi di sicurezza o affondate nei mari della Penisola. «Si tratta di una presenza ignorata dal 60 per cento degli europei e da quasi il 70 per cento degli italiani». E’ il risultato di un sondaggio commissionato da Greenpeace a StratCom (Eurisko per l’Italia) nel 2006 e molto poco noto anche al tempo. Non è tutto: «Il 71,5 per cento degli italiani dice no alla presenza di testate nucleari in Europa e i due terzi degli europei che ospitano testate Nato la pensano allo stesso modo»......

lunedì 14 febbraio 2011

Di cosa ci dobbiamo vergognare

Solange Manfredi
Oltre un milione di donne ieri sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità.
Che tristezza!
Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa.
Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.
Non per la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che si possono violare i diritti umani di cittadini o gruppi di cittadini e poi coprirli con il segreto di stato; non per la depenalizzazione del colpo di stato; non per aver ceduto la sovranità del popolo ad un organo sovranazionale ed autoreferenziale, ecc..
“Se non ora quando”. A questo grido le donne sono scese in piazza chiedendo le dimissioni di Berlusconi. “Offende l'Italia” si grida nelle piazze. Eh si, offende l'Italia il fatto che il Presidente del Consiglio possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.
L'Italia invece non si è sentita minimamente offesa dalle indagini che ipotizzavano nei suoi confronti i reati di:....

La dignità non si modera

Valerio Lo Monaco
Aspettare cosa? Che la vita passi sperando che dall’alto, qualcuno, finalmente, modifichi le nostre esistenze? Godot non arriva. Dobbiamo reagire noi. Ora. 
In medio stat virtus? Dipende. Dal momento e, soprattutto, dalle circostanze. Storiche, sociali, quotidiane. Proprio adesso, ove giungono appelli alla moderazione da ogni parte, moderarsi potrebbe non essere la cosa migliore da fare. E il fatto stesso che oggi, più che in qualunque altra epoca, vi siano appelli alla moderazione, dovrebbe far sorgere la domanda sul motivo per il quale giungono tali raccomandazioni. Se c'è una tendenza - un pericolo? - a non moderarsi, e la cosa è evidente in tante parti del mondo, ciò significa inequivocabilmente che il momento storico nel quale viviamo e le condizioni sociali spingono esattamente contro la moderazione. E la responsabilità, in tal senso, non è proprio di chi non riesce a moderarsi. Anzi. In altre parole oggi diventa più difficile farlo. E i motivi ci sono, evidentemente. Insomma, non vi sarebbe una tendenza alla reazione (e dunque un tentativo di evitare tale reazione, raccomandando moderazione) se non vi fosse in primo luogo una azione in grado di scatenarla.
Allo stato attuale delle cose, semplicemente guardandosi attorno e interrogandosi, vi sono, al giorno d'oggi, motivi di reazione? O tutto va bene e dunque un semplice, e semplicistico, appello alla moderazione può soffocare quelle che si reputano flebili tendenze di reazione?...

venerdì 11 febbraio 2011

Menzogne per stabilizzare

Monia Benini
E' partita l'offensiva mediatica italiana contro Hamas, "casualmente" proprio quando Fatah organizza (il 12 febbraio) uno sciopero contro la stessa Hamas. A chi giova alimetare lo scontro interno fra i Palestinesi? Chi trae vantaggio da un'instabilità e divisione interna al popolo Palestinese?
Purtroppo duole segnalare che la stura ai recenti attacchi mediatici occidentali contro Hamas è partita proprio da un Italiano a Gaza, che ha diffuso la notizia che il governo della Striscia impedirebbe le manifestazioni a favore del popolo egiziano così come fanno quelli di Fatah, in Cisgiordania (sostenendo addirittura le manifestazioni pro Mubarak).
 Si legge qua e là che non ci sarebbero dichiarazioni positive di Hamas rispetto alla rivolta in Egitto o peggio ancora, come ho avuto occasione di leggere, che Hamas vieterebbe le manifestazioni....

Da Suez al Cairo

Giacomo Gabellini
L'onda d'urto innescata dai moti nordafricani sta evidentemente spingendo le principali potenze egemoni nella regione a interrogarsi sul futuro a venire, e ad escogitare contromisure adeguate a contenere pericolosi stravolgimenti dei rapporti di forza all'interno della complessa scacchiera mediterranea.  
Per la precisione, alcuni degli stravolgimenti temuti da queste ultime si sono già materializzati in Libano, dove Hezbollah è uscita decisamente rafforzata dopo l'avvenuta rottura del sodalizio con l'ambiguo doppiogiochista Saad Hariri (una mossa politica che mette in luce la genialità strategica del movimento capeggiato da Nasrallah) e in Giordania, dove il re Abdallah Secondo ha giocato d'anticipo, esigendo un cambio di governo che potrebbe risultare assai indigesto agli inquilini allocati nei palazzi di Washington e Tel Aviv. Ma se gli USA stanno con ogni evidenza celando dietro un mormorio sibillino fatto di continue fughe in avanti e simmetriche ritirate (dove le esternazioni dirette e spregiudicate di Barack Obama fanno il paio con le timide posizioni standard assunte da Hillary Clinton) il tentativo di rivoltare machiavellicamente a proprio favore le rivolte, Israele sembra invece talmente disorientata e stordita da non riuscire nemmeno ad individuare un atteggiamento decente da tenere dinnanzi a una situazione tanto pericolosa.....

L’astuzia del potere

Fabio Falchi
“Ormai lo sfascio è tale da restare sorpresi che comunque il Paese tiri ancora avanti in qualche modo” (Gianfranco La Grassa). E’ vero. Eppure un’altra storia era possibile e forse lo è ancora.
Crollato il Muro di Berlino, per i Paesi dell’Europa occidentale, o meglio dell’Europa continentale, tenendo conto dei vincoli che uniscono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna (come ben sapeva De Gaulle, che non solo chiuse tutte le basi americani in Francia ma sempre si oppose all’ingresso degli inglesi nella comunità europea) vi era l’occasione di ridefinire i rapporti con gli Usa, creando una forza militare indipendente dalla Nato e attuando una riforma delle istituzioni europee che limitasse il più possibile l’intervento di organizzazioni “atlantiche” negli affari politici ed economici del “Vecchio Continente”. A tal fine, sarebbe stato necessario intraprendere una nuova e coraggiosa Ostpolitik e dar vita ad un’area “integrata” che comprendesse anche i Paesi che sono considerati parte del cosiddetto “Mediterraneo Allargato” (Paesi della regione del Mar Nero, del Vicino e Medio Oriente compresi l’Iraq e l’Iran e naturalmente i Paesi del Nord Africa), impegnandosi il più possibile per sostenere la causa palestinese e per far cessare la “pre-potenza” sionista.....