domenica 31 luglio 2011

Per i repubblicani irlandesi i diritti umani sono inesistenti

Fabio Polese
(ASI) Se parlassimo di occupazioni, ingiustizie e diritti umani inesistenti, nell’immaginario collettivo, verremmo proiettati in un qualche paese sperduto ai confini del mondo. E invece, nel cuore democratizzato d’Europa, succede anche questo. In silenzio ovviamente. Tra media asserviti e politicanti impegnati a fare altro. Brendan Lillis è un patriota repubblicano irlandese detenuto da 623 giorni in condizioni disperate e senza accuse formali che rischia di morire da un giorno all’altro. La sua storia potrebbe essere la storia di molti giovani nordirlandesi costretti ad una scelta tanto drammatica quanto inevitabile in quei tempi: impugnare le armi, come i padri prima di loro, per combattere l’occupante britannico. Brendan Lillis, entrato nella Provisional IRA nel 1971, ha trascorso sedici anni nella prigione di Long Kesh per possesso di esplosivi e armi da fuoco.....

martedì 26 luglio 2011

Anders Breivik: l’uomo che sapeva troppo?

Massimo Mazzucco
Il documento più “bollente” che circola in rete in queste ore è certamente il “manifesto” del bombarolo-killer norvegese Anders Breivik, l’uomo che avrebbe piazzato la bomba di Oslo e poi massacrato i turisti sull’isola di Utoya.
Centinaia di siti lo stanno analizzando e ripubblicando, anche se molto difficilmente qualcuno lo avrà letto da cima a fondo. Si tratta infatti di un vero e proprio libro dalla lunghezza impressionante (ca. 1500 pagine), perfettamente organizzato e indicizzato, che vuole chiaramente apparire come il “testamento politico” di un uomo che si appresta a compiere una missione senza ritorno.
Ad una prima scorsa – ripeto, è impensabile leggerlo tutto – si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un altro “caso Shakespeare”. Non nel senso di genio letterario, ma anzi del suo opposto, ovvero dell’impossibilità di esserlo (molti sanno che il vero Shakespeare era quasi sicuramente un prestanome, poichè non poteva possedere un decimo delle conoscenze che aveva il vero autore delle sue opere).
Per quanto appena trentenne, Breivik tratta con grande dimestichezza argomenti di portata storica assoluta, dal revisionismo storico al femminismo americano, dalla riforma protestante alla filosofia del marxismo, dalla storia delle crociate all’influenza della sharia nel mondo islamico.
Anche Hitler, da giovane, aveva scritto qualcosa di altrettanto voluminoso …..

venerdì 22 luglio 2011

Finale di partita

Fabio Falchi
E’ ormai palese a chiunque che il ciclo storico che si era iniziato con la liquidazione della classe dirigente che aveva retto le sorti del Paese negli anni del bipolarismo si sta per compiere definitivamente. Svenduta gran parte del patrimonio pubblico, consegnato il Paese a banche e ad istituti finanziari italiani e stranieri (se negli anni Novanta il debito pubblico italiano era ancora nelle mani delle famiglie italiane, nel 2010 queste ultime ne possedevano solo il 9,58%, contro il 44,27% allocato all’estero) (1), americanizzato il sistema educativo, penalizzato in ogni modo lo Stato sociale a vantaggio dello Stato assistenziale (cioè a vantaggio di lobbies e gruppi d’interesse vari), integrati del tutto, una volta abolita la leva, i vertici delle Forze armate nella Nato, persa la sovranità monetaria con la creazione di Eurolandia, senza alcuna reale contropartita, se non quella di contribuire al fallimento politico dell’Unione europea, non rimane che privatizzare le ultime imprese strategiche della Nazione: Eni, Enel e Finmeccanica, in particolare.....

martedì 19 luglio 2011

Gli alpini alla conquista della Val di Susistan

Giorgio Ballario
Dai fasti delle Olimpiadi invernali del 2006 ai tempi bui della militarizzazione di un’intera valle. È la triste parabola della Val di Susa, a due passi da Torino, da secoli storico canale di comunicazione e passaggio tra la Francia e il Nord Italia, ora più semplicemente simbolo dei No Tav, oppure “Val di Susistan”, per usare un felice neologismo coniato da Marco Cedolin, economista, blogger e scrittore valligiano, da sempre in prima fila contro il Treno ad Alta Velocità. Perché tale definizione dal sapore vagamente afghano? Perché nei prossimi giorni in valle, a difesa dei cantieri che la Lyon Turin Ferroviaire sta aprendo nei pressi di Chiomonte, verranno dispiegati circa 300 alpini della brigata Taurinense, la stessa che ha già svolto alcune missioni a Kabul e dintorni, versando anche il sangue dei proprio soldati in nome della nebulosa e  ambigua “missione di pace” Enduring Freedom. Centocinquanta militari per ogni turno di 12 ore, con il compito di far da guardia “h24” ai cantieri e di pattugliare strade e boschi circostanti.
Dai talebani ai “black bloc”. Dalle mine e dai kalashnikov alle meno preoccupanti sassaiole degli antagonisti. Nel cambio i ragazzi in divisa ci hanno senz’altro guadagnato in sicurezza, ma chissà fino a che punto saranno fieri di schierarsi contro i propri concittadini, contro migliaia di persone che in montagna ci vivono per davvero, contro gente che il cappello con la penna nera l’ha portato in gioventù e ancora oggi lo indossa con orgoglio, inquadrata nella protezione civile? Perché se è vero che i disordini di un paio di settimane fa sono stati provocati da alcune centinaia di facinorosi, professionisti del tafferuglio e partigiani dello scontro fine a se stesso (fra gli arrestati e i denunciati, non a caso, non c’era un solo valsusino); è altrettanto vero che il 90 per cento della popolazione locale il supertreno non lo vuole e lo sta dimostrando da anni con metodi più pacifici: manifestazioni, cortei, assemblee, pubblicazioni, studi tecnici, pressing sugli amministratori locali.......

giovedì 14 luglio 2011

Irlanda del nord: notte infuocata nelle sei contee

Fabio Polese
     (ASI) Testimonianze locali parlano di squadre speciali delle forze armate britanniche presenti a sostegno della P.S.N.I.
La notte del Bonfire – quella tra l’11 e il 12 luglio -, dove i lealisti accendono centinaia di falò bruciando la bandiera repubblicana e i simboli della comunità cattolica irlandese per ricordare i fuochi che illuminavano la navigazione notturna delle truppe di Guglielmo d’Orange nel 1690, è stata caratterizzata da violenti scontri. In diverse zone di Belfast i nazionalisti repubblicani hanno affrontato la P.S.N.I. – Police Service of Northern Ireland –. Nonostante una pacificazione di facciata, il bollettino della notte di guerriglia nordirlandese parla di circa duecento persone coinvolte, di ventidue poliziotti feriti, di più di quaranta molotov lanciate e di diversi spari di arma da fuoco partiti dai volontari della Real Ira che stavano in pattugliamento sin dal pomeriggio. Solo nella notte inoltrata di ieri era tornata la calma. Una calma apparente.....

lunedì 11 luglio 2011

Alta Velocità in Val di Susa – Una visione spirituale

Fausto Carotenuto
II Parte: tutto sta andando bene, ora possiamo sconfiggere il ragno nero.
Questo articolo è l’aggiornamento di un articolo che ebbe un’ampia diffusione su internet ai tempi del primo assalto TAV alla Val di Susa.Intitolato Alta Velocità in Val di Susa: un attacco brutale e ben programmato, al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica. Una visione Spirituale. (http://www.disinformazione.it/valdisusa.htm) La visione che è alla base di queste conoscenze e considerazioni è di tipo spirituale. Per una migliore comprensione di questo scritto è opportuna la lettura del primo articolo.
Come scrivemmo allora, "Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea.”
Dopo  5 anni la novità bellissima è che il piano oscuro è stato finora respinto dai valligiani: forze spirituali sufficienti, come speravamo allora, si sono impegnate in questa giusta battaglia, con risultati estremamente positivi. Occorre ora andare avanti, proseguire nel bel lavoro compiuto soprattutto dai valsusini e da chi si è sentito unito a loro in questa vicenda.....

domenica 10 luglio 2011

Un piatto di lenticchie

 Alessio Mannino
Si può compensare o ridurre il danno rappresentato dalla più grande base militare Usa in Europa in costruzione al posto di un’ex aeroporto civile, tolto d’imperio alla comunità locale, da uno Stato che si priva di un’area di sua proprietà pur di obbedire ai desiderata di una potenza straniera, alleata di nome e padrona di fatto? Per un cittadino che non voglia rassegnarsi alla condizione di suddito, la risposta non può essere che no. La nuova caserma al Dal Molin di Vicenza era e resta un clamoroso abuso: di sovranità nazionale, perché l’Italia, indifferentemente governata dalla destra o dalla sinistra, ha regalato una porzione di territorio a Washington che vi installa truppe e armamenti usati per guerre americane (Irak, Afghanistan); di sovranità locale, perché Roma non ha riconosciuto alcun diritto di autodeterminazione alla popolazione vicentina negandole finanche una semplice consultazione (avvenuta comunque in modo autogestito, senza valore legale), e questo in base a un’inesistente natura di “difesa nazionale” attribuita a un insediamento interamente extraterritoriale; infine è stato uno stupro di democrazia.....

giovedì 7 luglio 2011

La Valle non S'usa. Il Punto mercoledì 6 luglio 2011

"Il Punto", rubrica a cura di Monia Benini
Il governo vuole il TAV e anche l'opposizione quando era maggioranza sosteneva la necessità di un'opera inutile, costosa e dannosa. Dopo la manifestazione nazionale del 3 luglio, ministri, rappresentanti del PD e dell'IDV si sono subito profusi in encomi alle forze dell'ordine attaccando i criminali, i violenti e i ribelli della Val si Susa che si oppongono alla devastazione della loro valle e delle finanze pubbliche. Sì, perchè contrariamente a quanto spacciano i media, il finanziamento europeo è del tutto marginale rispetto ai miliardi che gli Italiani dovranno pagare per una nuova linea di trasporto merci, quando già oggi la capacità delle infrastrutture esistenti è ampiamente sottoutilizzata......

martedì 5 luglio 2011

“Non è la terra ad appartenerci, siamo noi ad appartenere alla terra”

Anna Lami
Domenica 3 luglio, Chiomonte - Fin dalle prime ore del mattino, si capisce che non sarà una manifestazione come le altre. È un giorno di sole ed i manifestanti non si riescono a contare. “La Repubblica” inizialmente parla di 2 mila persone; tuttavia siamo talmente tanti che quando il corteo, dopo aver percorso diversi chilometri, si divide in due spezzoni, ancora si vedono flussi di gente allegra, palloncini e striscioni in lontananza. Come spesso accade la distanza che intercorre tra la realtà dei fatti e le cronache dei media è abissale. Siamo troppi, tanto che l’autostrada Torino-Bardonecchia verrà chiusa. Siamo davvero 70 mila. I partecipanti sono di ogni estrazione, sono donne e bambini e anziani, sono studenti e lavoratori arrivati da Roma, da Napoli, dalla Puglia e da chissà dove, per questa terra che evidentemente unisce l’Italia più di qualsiasi 150 esimo ufficiale. Il corteo procede festoso, gli striscioni sono tanti ma pochi sono quelli direttamente riconducibili ai partiti: l’indignazione è rivolta verso l’intera politica che in Val di Susa ha rinunciato alla rappresentanza del popolo in nome della tutela di interessi economici particolaristici. Un conto è leggere della bellezza di questa valle, un altro è vederla con i propri occhi: c’è stupore nelle parole dei molti presenti che, come noi, non si capacitano di come si possa pensare di violentare una specie di paradiso terrestre qual è questo posto.....

sabato 2 luglio 2011

La rivolta del cane di paglia

Alessio Mannino
A me pare che l’Italia assomigli al signor Guglielmino, il pensionato dell’hinterland torinese che ieri non ci ha più visto dalla rabbia e, uccisa la moglie con un colpo di pistola, ha bruciato la casa e si è sparato.
Anni di stillicidi fiscali, di adempimenti vessatori, di soldi che non bastano mai, di un continuo tormento di carte, bolli e controlli. L’inferno quotidiano che tutti conosciamo: l’assurdità della burocrazia, il formalismo assillante, la depredazione legale dei frutti della nostra fatica. Una perenne frustrazione sopportata stoicamente, ingigantita dal senso di solitudine che col suo velo nero imprigiona la vecchiaia nell’epoca del benessere di plastica.....