martedì 23 agosto 2011

Nebbia di guerra

Pino Cabras
Siamo in piena nebbia di guerra. Circolano immagini di Gheddafi morto, che sono evidenti falsi, ma molti siti dei giornali le presentano lo stesso con il dubbio, e intanto colpiscono l'immaginario collettivo e lo predispongono al parossismo della battaglia finale. Era accaduto così anche per quell'incredibile farsa dell'uccisione di Bin Laden. Poi che succede? Annunciano la cattura del figlio di Gheddafi, i media la amplificano in mondovisione, ma Seif el Islam in persona si incarica di smentirla pomposamente. La Repubblica scrive nei titoli che il rais ha ordinato di sparare ai bambini, cosa falsa, ma nasconde che ospedali e obitori sono al collasso per i morti causati dai bombardamenti NATO. Molti i bambini.....

domenica 14 agosto 2011

Dove la modernità non è ancora del tutto arrivata...

Fabio Polese
(ASI) Sembra difficile ma ci sono posti in cui la modernità non è ancora arrivata. Mi trovo in un piccolo paesino della Basilicata dove ormai trascorro le mie vacanze estive da qualche anno e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal vivere quotidiano di queste genti e dallo stretto contatto che hanno con la natura.
La scuola da piccoli e poi, dipende dalla situazione familiare, si sceglie tra lavoro o superiori ed università. La vita giornaliera qui è semplice: si lavora e si sta in famiglia. La famiglia si divide tra una mangiata in campagna con i frutti appena raccolti – altro che ogm… – e una genuina passeggiata serale nel centro cittadino. Pur sembrando cose molto modeste, racchiudono significati molto profondi se pensiamo alla continua ricerca dell’inutile che siamo abituati a vedere in gran parte della penisola dove, giovani o meno giovani – quando va bene -, si dividono tra centri commerciali per comprare l’ultimo cellulare uscito o si costruiscono vite virtuali su facebook che – spesso – diventano ancora più importanti delle vite reali.....

venerdì 12 agosto 2011

Il sacco d'Italia

Giacomo Gabellini
I recenti attacchi speculativi che hanno preso di mira l’Italia segnano una perfetta soluzione di continuità rispetto a ciò che accadde nei primi anni ’90, nei mesi a cavallo tra la disintegrazione della Prima Repubblica e l’ascesa dei sedicenti “tecnici”.
Tempi in cui l'allora direttore della CIA William Webster ebbe a sottolineare pubblicamente che dal momento che l'Unione Sovietica era crollata, "Gli alleati politici e militari dell'America sono ora i suoi rivali economici".
Tra le righe di tale affermazione si celava un non troppo velato vaticinio rispetto a ciò che sarebbe accaduto all’Italia, un paese politicamente instabile e privo di solidità strutturale dotato però di un ingente patrimonio industriale.
La profezia si avverò infatti nel 1992, anno in cui i verificarono gli attentati che stroncarono le vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (e rispettive scorte), imperversò l'improvviso vortice giudiziario scatenato dal pool milanese di "Mani Pulite" che risucchiò tra le proprie spire un'intera classe politica nata, cresciuta ed invecchiata all'ombra del Muro di Berlino, la conseguente privatizzazione – che sarebbe più appropriato definire svendita - dell'intero patrimonio industriale e bancario di stato e il violentissimo attacco alla lira.....

lunedì 8 agosto 2011

Chiudete la borsa. (Inizialmente USA S.p.A)

DI URIEL FANELLI
keinpfusch.net
Il titolo e' provocatorio, ma anche no, nel senso che si tratta della misura presa da Putin dopo la "tempesta perfetta" (cosi' l'aveva definita lui) del credit crunch. Perche' vedete, sono pochi coloro che , nel mondo hanno capito cosa stia succedendo. Alcuni dicono che tutto ruoti attorno al debito, altri dicono che tutto ruoti attorno alla speculazione, o al capitalismo. No, sta succedendo qualcosa di molto piu' ampio. Solo che non lo si e' voluto capire prima.
Allora, facciamo un salto indietro. Se siamo in un tempo T0, e vogliamo capire come sara' la politica diciamo fra 100 anni, come facciamo a fare una previsione?
Beh, un modo c'e'. Basta osservare chi forma la classe dirigente, come si forma e in che zone sociali si forma.
Se avessimo osservato l'occidente qualche secolo fa, avremmo notato che a formare la classe dirigente erano due grosse classi sociali: quella dei religiosi e quella dei nobili. Le persone che andavano a scuola, cioe', e mi riferisco alle scuole che esplicitamente preparavano persone dicendo "stai studiando per essere classe dirigente" , erano questi due tipi. 
Non c'e' da stupirsi, quindi, se il potere politico del periodo fosse concentrato in due mani: religiosi e nobili.....

martedì 2 agosto 2011

Ultras pestato a sangue da 8 poliziotti resterà invalido tutta la vita

Un giovane tifoso del Brescia massacrato a manganellate che finisce in coma. I medici lo danno per spacciato: se ce la farà a sopravvivere, dicono ai genitori, "sarà un vegetale". 
Dopo più di un mese di buio, invece, il ragazzo si risveglia. Parla, anche se con molta fatica. E' ancora intubato quando, alla fine del 2005, comincia a raccontare tutto a una poliziotta, che ha il coraggio di aprire un'inchiesta sui colleghi. 
La commissaria indaga in solitudine. Scopre verbali truccati. Testimonianze insabbiate. Filmati spariti. Poi altri poliziotti rompono l'omertà e sbugiardano le relazioni ufficiali di un dirigente della questura. Un giudice ordina di procedere. 
E adesso, a Verona, sta per aprirsi un processo simbolo contro otto celerini del reparto di Bologna. Una squadraccia, secondo l'accusa, capace non solo di usare "violenza immotivata e insensata su persone inermi", ma anche di inquinare le prove fino a rovesciare le colpe sulle vittime. "L'Espresso" ha ricostruito i retroscena di quella misteriosa giornata di guerriglia tra tifosi e polizia, con testimonianze e filmati inediti, scoprendo un filo nero che collega tanti casi in apparenza separati di degenerazione delle divise. Un viaggio nel male oscuro che contamina e divide le nostre forze di polizia.....

lunedì 1 agosto 2011

La "primavera araba" sbarca in Israele

Gianluca Freda
La prima cosa a cui si stenta a credere sono le cifre. Le fonti giornalistiche (quelle che non hanno deciso di stendere sugli eventi il velo del silenzio) riportano che le manifestazioni dei giorni scorsi in Israele avrebbero coinvolto ben 11 delle principali città del paese (non 7 come si era detto all’inizio), tra le quali Gerusalemme (10.000 persone in piazza), Beersheba (3.000 persone), Haifa (10.000 persone) e naturalmente Tel Aviv. Solo quest’ultima avrebbe visto la partecipazione di 150.000 persone, radunatesi nei pressi di Kaplan Street ed ivi accampatesi, mentre sul palco allestito per l’occasione si susseguivano decine di interventi politici e di esibizioni artistiche di protesta. Ora, 150.000 partecipanti ad una manifestazione di protesta autoconvocata sono già una cifra abbastanza ragguardevole per un paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia. Per un paese di 7 milioni e mezzo di abitanti come Israele, sono qualcosa di colossale ed inaudito. Tanto più che Israele non è certo noto per questo genere di “partecipazione attiva” dei cittadini alla vita politica.....