venerdì 21 ottobre 2011

Dietro il fumo dei lacrimogeni e delle camionette che vanno a fuoco, c’è una società in cancrena

Fabio Polese (ASI)
Tutti sono stati capaci a dire la loro e a condannare gli incidenti di Roma. Pochi, al contrario, si sono domandati il perché e in quale contesto sono avvenuti.
Da destra, seguendo la solita sceneggiatura dell’ordine e della sicurezza, sono arrivate immediatamente le condanne e si è parlato di punire severamente gli autori della guerriglia. Roberto Maroni, ministro dell’interno, ha difeso e solidarizzato con le forze dell’ordine dichiarando: “Quello che è successo a Roma è un fatto di inaudita gravità che va condannato da tutti senza esitazioni. Ringrazio ancora una volta le forze dell’ordine, il prefetto, il questore perché solo grazie ad un’equilibrata gestione dell’ordine pubblico si è evitato che ci scappasse il morto. Il rischio era concreto perché i violenti si sono volutamente fatti scudo del corteo”. Il senatore Maurizio Gasparri, ha precisato: “Quanto è successo a Roma non è frutto del caso o dell’improvvisazione. Caschi, bastoni, maschere antigas ed altre attrezzature da guerriglia erano in dotazione a migliaia di manifestanti che non sono stranieri o fantomatici black bloc, ma appartenenti a ben note organizzazioni dell’estrema sinistra”.
Dalla sinistra, invece, sempre intenta ad apparire democratica e civile, sono arrivate all’unisono le prese di distanza......

mercoledì 5 ottobre 2011

La "crociata" di Wikipedia: da quale pulpito?

Massimo Mazzucco
Rimbalza in rete la notizia che Wikipedia Italia si è autosospesa – bloccando l’accesso alle proprie pagine - per protestare contro la proposta di legge che porterebbe, secondo loro, alla fine della libertà di informazione in Internet.
Già da ieri Wikipedia Italia presenta una pagina unificata, su cui si legge: “Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato. Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.”
Da “Repubblica” a “La Stampa”, dal Corriere alla stessa RAI, tutta l’informazione mainstream rilancia la notizia in grande stile, supportando compatta il “grido di libertà” lanciato da Wikipedia. 
E già questo dovrebbe dare da pensare. 
Perchè mai – ci si domanda – tutte le grandi testate italiane si preoccupano improvvisamente di difendere la “libera informazione” della rete .....