mercoledì 14 marzo 2012

La mosca e il professore

Michele Brunati
In questi giorni tutte le reti d'informazione, nessuna esclusa, ci hanno comunicato il risultato dell'ultima statistica sui consumi delle famiglie italiane, mettendo in evidenza il fatto che si è verificata una riduzione tale da portarci al livello degli anni Ottanta del secolo scorso.
Ad una persona come me, favorevole alla "decrescita felice e ragionata", la notizia non poteva che far piacere, pur tenendo conto del fatto che il calo non è da attribuirsi ad una consapevole presa di coscienza della gente, resasi conto che così non si può più continuare, ma ad una inaudita mazzolata sul nostro potere d'acquisto perpetrata da questo governo di luminari col preciso intento di... rilanciare l'economia!
Questa evidente contraddizione, percepibile anche dal contabile di una bocciofila, mi ha fatto ricordare la vecchia barzelletta dello scienziato e la mosca ammaestrata.
Per i più giovani e per gli smemorati la storiella è questa.
Un esimio professore di stampo bocconiano, entomologo di chiara fama e di oscuri principi, pensò di eseguire un delicato esperimento nel suo laboratorio di ricerca. Prese una mosca ammaestrata dai suoi predecessori a spiccare un piccolo balzo ogni qual volta veniva pronunciata la parola "salta!", e cominciò col rimuoverle una prima zampetta. Le ordinò poi di saltare e, nonostante la menomazione, la mosca saltò. Il perverso studio comportamentale si protrasse con le stesse modalità finché, privata anche dell'ultima zampetta, la poverina non riuscì più a saltare e malconcia se ne stette immobile. A questo punto l'enciclopedico scienziato appuntò imperterrito sul suo taccuino l'annotazione conclusiva: "una mosca, privata delle sue zampe, diventa sorda!".....


Senza tirare in ballo cavillosi arzigogoli costruiti sulle più alte teorie economiche, ogni persona di buon senso riesce a capire che, se togli una dopo l'altra tutte le fonti di sostentamento che il cittadino si è guadagnato col suo onesto lavoro, dopo non puoi pretendere che faccia salti di gioia mentre depone i due pacchetti nel carrello del supermercato.

Ebbene, questi eminenti studiosi dalla mente acuta come il fondo di un paiolo, dopo averci tagliato le gambe con una tassazione capestro (purtroppo non ancora portata alla sua massima intensità benché sia ormai la più alta in Europa), ci vengono a dire che il mercato langue perché siamo sordi alle loro ripetute esortazioni a lavorare di più, e più a lungo.

La barzelletta della mosca ammaestrata finisce così, con una risata, senza rivelarci che fine abbia fatto il nostro sperimentatore dopo aver divulgato alla comunità scientifica la sua arguta conclusione. Però l'ilarità che scaturisce dal controsenso ci porta a pensare che in un paese normale sarebbe stato sicuramente radiato dall'albo non con una promozione a senatore a vita, ma con un "posto fisso" per la pulizia del seminterrato e con adeguamento automatico dello stipendio alla sua nuova mansione.

Questo sarebbe il naturale epilogo della barzelletta..., purtroppo non della nostra realtà!
l'espediente

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