mercoledì 23 maggio 2012

Il feudalesimo infinito

Massimo Mazzucco
Continua la penosa abitudine, da parte dei giornalisti italiani, di trattare le elezioni amministrative alla stregua di un torneo calcistico, con "vittorie" e "sconfitte" riportate numericamente sul tabellone elettronico. 
"Finisce 14 a 3 per il centrosinistra sul centrodestra (con 2 città al Terzo polo) la seconda tornata dei ballottaggi per le comunali" scriveva la Stampa nel suo articolo di ieri.
Quando poi si tratta di elencare nel dettaglio i capoluoghi interessati, si parla esplicitamente di città "strappate" e di città "tenute" dall'una e dall'altra fazione: "I candidati di centrosinistra sono riusciti a strappare al centrodestra 9 Comuni, vale a dire Parma, Palermo, Alessandria, Asti, Como, Isernia (dopo 10 anni dominio del centrodestra), Lucca, Monza e Rieti - prosegue l'articolo - Il centrodestra tiene invece a Trapani e Trani, riuscendo anche a strappare Frosinone al centrosinistra."
Sembra di essere ritornati ai tempi del feudalesimo, quando i Visconti di Milano persero alla Serenissima le città di Brescia e Bergamo, oppure quando i Borbone strapparono ai Farnese il granducato di Parma, Piacenza e Guastalla......


L'importante è tenere il popolo schierato, guelfi contro ghibellini, perdenti contro vincenti, juventini contro milanisti.

Nel frattempo nessuno si domanda che cosa possa significare oggi fare il sindaco in una città italiana, ...

... e se davvero il fatto che abbia vinto una fazione piuttosto che l'altra possa fare ormai una qualunque differenza.

Nessuno si domanda, ad esempio, a che cosa andrà incontro un personaggio come Pizzarotti - neo-eletto sindaco di Parma - che presto potrà assaporare sulla propria pelle l'amara differenza fra l'idealismo dei principi e la dura realtà delle cose. E' bello "essere contro" gli inceneritori, ma quando vai a scontrarti con la mafia del riciclaggio dei rifiuti che cosa succede?

In una sistema ormai annegato nella corruzione e assuefatto al furto legalizzato serve davvero a qualcosa eleggere un sindaco "diverso", una giunta "diversa", o persino - teoricamente, un giorno - un governo "diverso"?

Fino a quando gli italiani continueranno ad illudersi che basti mettere la crocetta "nel posto giusto" per risolvere tutti i problemi della nazione? Fino a quando continueranno ad illudersi che basti "demandare" ad altri la "missione" del cambiamento, per vederlo avvenire davvero, invece di rimboccarsi le maniche ed operare ciascuno quel cambiamento, prima di tutto su sè stessi e su tutto ciò che ci circonda?
Luogocomune

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