mercoledì 6 giugno 2012

Ci avvelenano o siamo noi che avveleniamo?

Marinella Andrizzi Sinibaldi
Lasciando, per una volta, da parte le inumerevoli e note colpe del sistema politico, industriale, economico e finanziario corrotto e criminale ... c'è anche da dire che qualsiasi cosa venga prodotta, contiene veleni. Dalla carta ai biberon, dai vestiti agli assorbenti, dalle ceramiche per uso alimentare ai vetri delle bottiglie. Dai giocattoli ai pannolini. Dall'aria che respiriamo e persino alle sigarette elettroniche per smettere di fumare, molto più nocive di quelle di tabacco. Dalle merendine agli omogeneizzati. Dai libri ai quaderni.  Dagli alimenti alle bevande e alle medicine e ai vaccini. E poi, intonaci pronti, impasti cementizi, vernici da interni, infissi in alluminio o plastica, contenitori per farmaci, gioielli, bigiotteria, tinte per capelli, smalti per unghie, prodotti di bellezza, olii per massaggi, creme rassodanti e snellenti o disidratanti, prodotti per demaquillage e per maquillage. E ancora, scarpe, soprattutto da “ginnastica”. Jeans, interni per auto e anche il vasetto per il pupo! Persino cuscini, coperte, mobili e ogni apparato wireless, di telefonia e pc. E non mi riferisco all’azione delle micro onde. Quelle fanno un altro bel lavoro. Mi riferisco proprio agli oggetti in se stessi e componenti per come vengono trattati.
Insomma, ovunque viviamo immersi nei veleni. E mai nessuno che si chieda il perché......
  Come l'idiota che si lustra la macchina, attento ad ogni minimo graffietto alla vernice, come se quell’auto rappresentasse un affetto o qualcosa di veramente importante, ma sempre senza chiedersi mai quanta gente uccide proprio quella vernice e quanta ne crepa grazie ai suoi gas di scarico. Figuriamoci se si chiede che fine faranno tutti i suoi scarti.
Siamo avvelenati e avveleniamo ma, come sempre, non badiamo a quanto concorriamo noi stessi a questo avvelenamento generale. Siamo vittime e carnefici al tempo stesso. Poiché nessuno vuole rinunciare a questa "full immersion" nel mare di cazzate inutili che ci circondano.
E nessuno soprattutto, riesce a staccare l’orecchio da quel cazzo di telefonino o  I-phone che sia, per chiedere, come ogni santo giorno alla stessa ora: “Che mangiamo ‘sta sera?” Convinto anche di non stare a rompere i coglioni al suo interlocutore o interlocutrice che, per pura educazione, non lo manda a fare in culo come invece dovrebbe.
Ma cosa vuoi mangiare ‘sta sera? La solita merda di ogni giorno e il sabato, a farti avvelenare meglio in qualche schifo di ristorante o pizzeria con mozzarella sintetica o a tracannare come un perfetto idiota, birra schifosa e piena di immondizia, cercando di dimenticare quanto sei imbecille.
O i mariti che credono di essere premurosi e, con celata gelosia, per almeno quattro o cinque volte al giorno: “Che fai, dove stai?”
Ma cosa vuoi che faccia e dove vuoi che stia? A letto con uno meno coglione di te! A riempirti di corna come sempre! Gran cornuto che non sei altro!
Eh sì, perché, oltre che un popolo di avvelenati e avvelenatori, questo è un popolo di cornuti. E come si fa, visto il bassissimo, quasi inesistente livello medio di intelligenza, fantasia, saper vivere ed educazione, a non riempirli di corna peggio di un cesto di lumache?
E poi, vorrebbero pure parlare di politica? Di ecologia, di socialità?
Prima di sperare di poter cambiare il sistema, dobbiamo cambiare noi stessi. Altrimenti, qualsiasi sistema adottassimo, sarà sempre tentato di fotterci.
Il nostro modo di vivere, è una continua provocazione. Un’istigazione al furto, alla corruzione e, soprattutto, alla presa per il culo!
Per cui, avvelenatevi e avvelenate pure, tanto ….  diversamente, che cambierebbe?

2 commenti:

mario rossi ha detto...

Condivido in pieno , per quello che la mia integrità può fare ... Ho 18 anni e personalmente faccio tanta fatica a immaginare un mondo diverso , non mi fraintendere non sono uno di quei classici imbecilli che risponderanno sempre "eh ma che ci vuoi fare il mondo è così" seguo i tuoi post da tipo un anno insieme a mia sorella, e tutto quello che di sovversivo mi offre la rete ma sinceramente non saprei proprio che fare,(anche in generale parlando di politica, economia eccetera) hai qualche consiglio costruttivo ? che si tratti per caso di coraggio a rifiutare il sistema e tutti quei rapporti sociali effimeri tanto affezionati ai teenagers?

marco cedolin ha detto...

Gentile Mario, già il fatto che a soli 18 anni tu spenda del tempo per informarti al di fuori del circuito urlato del mainstream rende onore sia a te che a tua sorella, dimostrando che tutto siete meno che imbecilli.

Anche io che purtroppo di anni ne ho molti di più, fatico maledettamente ad immaginare un mondo diverso, partendo dai presupposti che ci ritroviamo.
L'unico consiglio che ritengo comunque costruttivo è quello d'informarsi, ragionare sempre con la propria testa e divulgare l'informazione che si ritiene importante. Magari non si riuscirà a cambiare il mondo, ma anche pochi granelli di sabbia possono fare inceppare il meccanismo più complicato.

Un caro saluto ad entrambi.
Marco