martedì 19 giugno 2012

L’euro come Godot

Marinella Andrizzi Sinibaldi
Samuel Beckett inizia il teatro detto dell' "assurdo" in cui annulla l’esistenza umana come razionalità e libertà di pensiero, rappresentando l’ inutile e puerile agitarsi degli uomini per cose e fatti inesistenti se non nella loro mente, in fondo, malata.
La medesima cosa avviene con l’euro.
Tutti si agitano per ciò che non esiste nella realtà, come la moneta che,  di per sé, non è altro se non un’espressione umana irrazionale e totalmente inesistente.  Pura e semplice convenzione. Soprattutto quando viene falsamente generata da chi agisce in privato e non come Stato.....

Quindi, anche ogni forma di debito pubblico da essa falsamente generato, è pura convenzione. Di conseguenza, inesistente, oltre che di chiara origine illegale.
Illegale per  come viene generato (debito inestinguibile) e illegale per come viene gestito, poiché da qualcosa immateriale ed inesistente si pretende di dare origine a forme di debito reale a discapito dei cittadini.

Come se io vendessi il nulla e, in cambio del nulla, pretendessi di essere pagata e, in più, imponessi anche la vendita dei beni materiali dei cittadini cui ho venduto il nulla.
Chiunque lo facesse andrebbe in galera, ma non le banche private, pur commettendo il medesimo reato.
E i cittadini?

Niente! Stanno lì, aspettando Godot.  Mentre i politici complici, ipocritamente,  per convenienza del tutto personale e a dispetto e discapito del loro mandato e di ogni benché minima deontologia, istigano l’attesa.
Unica differenza: Beckett lascia un piccolo spiraglio di luce. L’euro, no!

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