lunedì 4 giugno 2012

Una volta c'era "La Milano tutta da bere".

Marinella Andrizzi Sinibaldi
Ma guardiamoci intorno! Sfogliamo qualsiasi carta straccia di giornale. Giornali inutili di per sé poiché corrotti per costituzione.  Ricattati e corrotti per i fondi pubblici. Se levi i fondi pubblici, ricattati e corrotti per pubblicità.
Una corruzione e un ricatto nato con Gutemberg. Cui fa giusta eco la televisione.
Comunque, dicevo:  guardiamoci attorno sui giornali e in televisione! Sempre e solo facce sorridenti, nella più totale finzione o seri, nella più totale ipocrisia.
Personaggi di per sé squallidi, presi solo dai loro tutt’altro che chiari interessi personali.
Personaggi che vivono la loro vita cercando di mantenere disperatamente la poltrona sotto il culo.  Anche perché, se la perdono, che cavolo d’altro potrebbero fare?
Perché un conto è rubare e basta! Un altro è rubare sì, ma con l’immunità.
I corrotti, gli asserviti, sanno fare solo quel che fanno. Che cosa volete che gli cambi un terremoto in più o in meno? Niente! Assolutamente niente!
Se poi qualcuno gli fa notare: “Ma tu che cazzo ci stai a fare con il culo su quella poltrona”? Apriti cielo!.....

Cominciano a sciorinare, senza un filo di fantasia, tutte le migliori puttanate (sempre le stesse) del politichese. Tipo: demagogia, qualunquismo, populismo, disinformazione. Eh sì, ti danno pure del disinformato. Come a dire: “Il bue che da del cornuto all’asino”.
Sono più di 150 anni che vivono sulla disinformazione sistematica della popolazione e poi danno dei disinformati a noi?
E forse, hanno pure ragione! Infatti non riusciamo a sapere esattamente tutte le loro malefatte! Le loro porcherie, i loro crimini.
Ma ormai è certo. Anche il terremoto è una scusa. Una “strumentalizzazione”!  Lo dice anche il nostro amato Presidente.
Per cui, secondo la logica contorta della politica, o di quel che resta della politica, se mai c’è stata una politica, se viene un terremoto e la gente ci crepa, stanno strumentalizzando!
E infatti, vorrei tanto chiederglielo anch’io alle vittime del terremoto, di tutti i terremoti avvenuti fin’ora: “Ma perché cazzo siete morti? Per rompere le palle a chi deve fare sfilate, ricevimenti, festini eleganti? Quel giorno, non avevate niente di meglio da fare che andare a morire?”
Chissà perché ma, le vittime, qualsiasi genere di vittime, non hanno un minimo di stile!  Mai nessuno che si metta una mano sulla coscienza, crepando in punta di piedi senza importunare le alte cariche dello Stato!
Soprattutto in prossimità delle feste.
Di questo passo, senza tema di esagerare, arriveremo alla sfrontataggine di pretendere di crepare persino sotto Natale!
Sì, però … lo Stato ….  Ma … lo Stato, non dovremmo essere noi?
Ah, non più? Ormai le sovranità sono andate ad Arcore? Sì … insomma, a puttane!
Quindi, lo Stato è ormai definitivamente loro!  Ah beh!
Ecco perché non desiderano essere importunati dal nostro “vittimismo” strumentale, demagogico, disinformato e populista! Ecco perché odiano così tanto il nostro morire fastidioso!
Noi possiamo, anzi dobbiamo pretendere, a gran voce,  di far applicare l’unico ed ultimo diritto che ormai ci è ufficialmente riconosciuto e concesso per grazia ed intercessione suprema.  Ovvero: quello di farci licenziare!
Ma … senza crepare! Perché altrimenti diamo fastidio a chi deve esibire l’ultimo vestito nero o blu rituale. Colore adatto alla loro posizione di … becchini. Necrofori di un’Italia mai esistita e degli italiani esistiti da sempre. Ma che tutti fanno finta che non esistano.
Italiani truffati perché disinformati da giornali e televisioni, per cui, da rimproverare poiché disinformati.
Da rimproverare perché escono ignoranti da scuole che non esistono più.
Da rimproverare poiché licenziati. Esodati. Precari e pure vittime di un terremoto disinformato, strumentalizzato e demagogico.
Insomma, da rimproverare perché esistono e parlano! Mentre dovrebbero esistere in silenzio e ben sottomessi. Con o senza lavoro. Altrimenti, poverina, la Fornero che ci starebbe a fare? Mica si diverte a cancellare l’art. 18. Lo fa per noi! Per far si che nessuno possa più dover fare la fatica di parlare. Figuriamoci di CRITICARE!  Per carità di dio! Piangerebbe persino il Papa!
Per cui, caro Presidente degli italiani e anche di tutte le vittime, per strumentalizzate che siano, sempre pronto ad intervenire su questioni molto basilari della politica italiana a difesa degli italiani, o meglio, di alcuni italiani e non solo italiani, particolarmente banchieri, che ti devo dire?  Come dicevano tre comici degli anni ottanta, tuoi conterranei: “A me, ma pare ‘na strunzata!”

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