domenica 14 ottobre 2012

Di nuovo Spagna e Portogallo in piazza. E l'Italia?

Marinella Andrizzi Sinibaldi
Da quanto è dato vedere e sapere, ormai anche i fratelli spagnoli e portoghesi hanno mangiato la foglia circa la criminalità dei piani della cosiddetta “troika”.
Come anche circa l’assurdità rappresentata dal debito pubblico inevitabilmente costruito sul concetto di banca centrale privata.  Il tutto basato sul nulla del neoliberismo partorito dalla mente malata di Friedman e sostenuto da molteplici altre menti malate, oltre che inequivocabilmente corrotte....

Menti talmente malate da giungere a pretendere il paradosso di non spendere 100 per ospedali e scuole ma 10.000 per armamenti.
Continuare su questo percorso, gestito ormai a livello militaresco da una manciata di criminali, è chiaro che altro non farà se non farci giungere alla completa rovina nazionale, sociale e privata.
Altrettanto chiara è la corruzione dei partiti che, per interessi del tutto personali dei singoli politici, si sono resi rei di complicità in tale crimine contro l’umanità, tradendo le popolazioni e svendendo le loro sovranità.
In qualsiasi regime, considerare l’ingresso, a livello decisionale e politico, delle banche private nella vita di una qualsiasi nazione, è un suicidio.
Solo il ripristino della sovranità monetaria e delle altre sovranità, assieme al ripristino dei diritti persi, può salvare l’Europa, se solo decidessimo di smettere d’essere ciechi e sordi.
Una banda di imbecilli criminali come quella dei grandi banchieri, non può porre fine a nazioni come la nostra o come la Grecia, la Spagna e il Portogallo.
A quando anche la nostra discesa in piazza? Quando ce lo diranno partiti, politici e sindacati?
Sarebbe come aspettare che un mafioso vi inciti a combattere la mafia.
Certo non ci sarà mai alcun ingresso in campo degli italiani, almeno finché continueranno a correre dietro a sogni illusori, come quello di cercare ostinatamente un “leader” in mezzo al liquame politico maleodorante che compone l’attuale vita pubblica italiana.
Finché non rinunceremo definitivamente alla stupidità, prendendoci seriamente sulle spalle le nostre responsabilità, lasceremo soli i nostri fratelli, comportandoci non solo da stupidi, ma anche da traditori incalliti.
E stupidi e traditori, non meritano alcuna sovranità, poiché sarebbe una sovranità davvero ridicola.
La sovranità dell’imbecillità!
P.S. Mi raccomando, statevene tutti ben rintanati in casa. Anche perché… domani pioverà! E … questo sì    che è un vero problema!

1 commento:

Pier Luigi ha detto...

L'Italia, sin dalla sua nascita, ha conservato un'unica caratteristica: il trasformismo. Saltare sul carro del vincitore è la caratteristica peculiare del nostro popolo. Basta guardare alla storia patria, all'unità d'Italia, per constatare come coloro che facevano parte della classe dirigente delle Due Sicilie passarono armi e bagagli al Piemonte. Ecco perché non vi sarà mai alcuna rivoluzione in Italia.