venerdì 5 ottobre 2012

Libertà di stampa in Italia

Monia Benini
n attesa della prossima classifica sulla libertà di stampa, l’Italia è precipitata nel 2011 al 61° posto, molto dopo i restanti paesi europei. La non imparzialità dei media non è un fenomeno esclusivo dell’Italia, anche se nel nostro paese emerge con maggiore evidenza: anche gli Stati Uniti ad esempio avevano perso parecchie posizioni, passando dal 20° al 47° posto....

Per commentare questi risultati, tornano di estrema attualità alcune stilettate di Mark Twain, scritte oltre cento anni fa, quando ammetteva senza mezzi termini che: “I giornalisti onesti ci sono. Soltanto costano di più.” Twain non risparmiava i propri colleghi: “Conosco personalmente centinaia di giornalisti, e –in privato – l’opinione della maggioranza di questi non varrebbe più di due penny;
ma quando parlano sulla stampa, è il giornale che parla e allora le loro dichiarazioni scuotono come tuoni profetici la comunità.”

Le parole di Twain potrebbero sembrare scritte oggi, sostituendo il “giornale” con la “televisione”, con l’aggravante che nel secondo caso vi sono studi che dimostrano la caduta libera della capacità analitica sei contenuti e delle immagini: “…una cosa deve essere vera se la si è letta sul giornale. (…) il guaio è che gli stupidi, che costituiscono la stragrande maggioranza di questa e di tutte le altre nazioni, ci credono davvero e sono formati e convinti da ciò che leggono sul giornale, ed è lì che sta il danno. Nella nostra società il giornale ha una potenza immensa.” Di questo devono essere convinti i fondatori dell’Aspen Institute negli USA, e i loro ‘fellow’ italiani, che hanno come missione “l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese”, con un metodo a “porte chiuse”, cioè in segreto. Sarà per questo che di Aspen Italia fanno parte personaggi come Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Fedele Confalonieri, Gianni De Michelis, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Enrico e Gianni Letta, Emma Marcegaglia, Paolo Mieli, Romano Prodi, Giulio Tremonti e il presidente del consiglio, Mario Monti. Sarà anche per questo che nel gennaio del 2009 è stata trionfalmente annunciata nell’edizione serale del TG1 la collaborazione della RAI con Aspen. Perché nella nostra società i media hanno una potenza immensa.

Teste Libere

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