martedì 31 gennaio 2012

Che si chiami I.C.I., che si chiami I.M.U., sempre di imposta-truffa si tratta

Maurizio Gasparello
 C’era una volta l’ILOR
L’ILOR (Imposta Locale sui Redditi) era un’imposta che colpiva i redditi “fondati” (ossia che non hanno bisogno, per la loro produzione, di alcuna attività lavorativa)[1] per attuare una discriminazione qualitativa rispetto ai redditi “guadagnati” (quelli che hanno bisogno di un’attività lavorativa per essere prodotti)[2].
 Si trattava di un’imposta aggiuntiva all’imposta personale sui redditi che colpiva solo i redditi derivanti da una fonte di capitale o mista e, come tale, riguardava anche i redditi dei fabbricati.
L’ILOR era pertanto un’imposta con una forte valenza sociale in quanto aumentava la pressione fiscale sui redditi diversi da quelli derivanti dal lavoro e aveva come unico difetto quello di finire nelle casse dello Stato e non, come ci si sarebbe potuto aspettare in base alla sua denominazione, agli Enti locali (Comuni, Provincie e Regioni)....

giovedì 26 gennaio 2012

Governo Monti. Finisce la politica, e ci lascia soli

Debora Billi
Molti applaudono al governo Monti se non altro perché titilla quella che è una loro vecchia passione: la fine della politica. Dopo 15 anni in cui "politica" ha significato solo raccomandati, mafiosi, intrallazzi ed escort, si tratta di un punto di vista comprensibile. La parola stessa è diventata sinonimo di pratiche talmente disgustose da non volerne più sentire parlare.
Però, un governo deve governare. E governare significa occuparsi di un Paese, e non solo dei suoi debiti, della finanza, di accontentare supinamente gli alleati e obbedire alla volontà dei diktat internazionali. Non mi sembra che questo governo stia facendo molto più del precedente, per quanto riguarda il Paese. Dirò di più: mi sembrano una confraternita di asceti dediti solo all'attuazione di un programma già scritto da qualcun altro, che attraversano il momento storico italiano conservando saldi i propri paraocchi.....

Project financing: la privatizzazione delle galere.

Fabio Polese
“Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie”, è questo il nome del provvedimento che permetterà ai privati di costruire le nuove prigioni e, ad esclusione delle guardie carcerarie, di gestire l’intere infrastrutture. Nel primo punto dell’articolo 44 del decreto liberalizzazioni si legge: “Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento delle carceri (…). Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dell’economia e delle finanze, sono disciplinati condizioni, modalità e limiti di attuazione di quanto previsto nel periodo precedente, in coerenza con le specificità, anche ordinamentali, del settore carcerario”. Le prigioni sono sovraffollate? Benissimo (si fa per dire…), facciamone altre. Ma come?......

lunedì 23 gennaio 2012

Decreto Liberalizzazioni, Clamoroso: art. 44, arrivano le carceri private

Debora Billi
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto "liberalizzazioni" i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all'articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.
Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che
al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori.....

sabato 21 gennaio 2012

Nevica merda, che il Signore sia lodato

Massimo Mazzucco
Di una cosa ormai sono certo: il vero scopo del NWO non è di arrivare a comandare il mondo con la forza e con la repressione, ma di portare la popolazione ad un tale livello di rimbecillimento collettivo da desiderare essa stessa di sottomettersi al loro controllo, senza nemmeno accorgersi di quello che stanno facendo.
E a giudicare dagli eventi più recenti, questa strategia sta dando ottimi risultati.
Quando leggi che c’è stato a Torino un “episodio pseudo nevoso", ma che si trattava in realtà di "neve chimica”, e nessuno si preoccupa minimamente di chiedere maggiori chiarimenti su quello che è successo, vuole dire che siamo quasi pronti per la bollitura finale.
Fra un pò ci racconteranno che ci conviene rifugiarci tutti in prigione, perchè è il posto migliore per nascondersi da una invasione imminente degli alieni, e tutti correranno verso il carcere più vicino ringraziando i secondini che li attendono a braccia aperte.
Sia chiaro, un fenomeno meteorologico di questo tipo esiste, e può anche verificarsi in condizioni molto particolari. La cosa curiosa è che nei giorni seguenti si è verificato praticamente su tutta la Val Padana, …

Movimento dei Forconi: la storia di Forza Nuova è una fesseria. Ecco perché

Debora Billi
Non dovrei tornare su questa vicenda, mi sembra tanto di rimestare in un paiolo di fango, un po' come se mi mettessi a disquisire della moldava di Schettino.
Ma le rivolte sono parte inscindibile di ogni crisi. Ce ne sono e ce ne saranno sempre di più, per questo credo che dovremmo imparare in fretta a capire quando veniamo manipolati, e se i vari riots meritino o meno il nostro appoggio.
Dal giorno 1 della rivolta dei Forconi, la Rete è stata inondata di articoli che lanciano l'allarme "Forza Nuova". Secondo i latori di codeste notizie (tutti di una certa area, peraltro), il movimento dei Forconi sarebbe diretto e comandato dai noti fascistoni forzanuovisti, e per questo meritevole di disgusto generale e dissociazione immediata.
Non mi spingo al complottismo, al chiedermi perché certe frange organiche alla nostra pietosa sinistra si affrettino tanto a disprezzare un movimento popolare di agricoltori, pastori, camionisti che sta protestando in piazza. Solo al pensiero inorridisco, e quindi evito.....

venerdì 13 gennaio 2012

I tassisti dicono no agli squali della finanza

Fabio Polese
Il 23 gennaio è stato proclamato dai tassisti italiani un fermo nazionale per protestare contro le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti e per lunedì prossimo, invece, è stata programmata una assemblea nazionale al Circo Massimo a Roma per decidere su eventuali altre manifestazioni e scioperi. Quest’ultima, inizialmente, era stata prevista per sabato 14 gennaio. “Se entro il 16 gennaio il governo non ci darà un segnale concreto – avvertono i tassisti – decideremo nel corso dell’assemblea quali altre iniziative adottare”. Agenzia Stampa Italia, ha incontrato Andrea  Cappella, responsabile umbro del sindacato Uritaxi per approfondire la situazione.
Sono giorni molto caldi sul fronte delle liberalizzazioni: il 20 gennaio il governo di Mr. Monti, presenterà il decreto legge e i tassisti sono sul piede di guerra. Ci dice i pro (se esistono) e i contro, di una possibile liberalizzazione delle vostre licenze?
I pro? Non scherziamo! Una liberalizzazione del settore non servirebbe a nessuno se non, come accade negli stati uniti e in alcuni paesi europei, ad arricchire qualche grande lobby economica che avrebbe la possibilità di acquistare un numero consistente di licenze per mettere a lavorare dipendenti sottopagati a 600 € al mese.....

martedì 10 gennaio 2012

La crisi che verrà

Fabio Falchi
Alla fine degli anni Trenta, anche se la quota dell’industria italiana nel prodotto nazionale era leggermente superiore rispetto a quella dell’agricoltura, circa la metà della forza lavoro italiana era agricola e poco meno di un terzo era industriale. Il potenziale industriale totale del nostro Paese era inferiore a quello russo e ammontava a poco più del 20% di quello tedesco. Il prodotto nazionale lordo pro capite era superiore a quello russo, ma ammontava a meno del 50% di quello tedesco o britannico. E se in Germania l’analfabetismo era quasi del tutto scomparso, in Italia nel 1931 il tasso di analfabetismo era ancora del 20,9% tra i cittadini sopra i sei anni. Dopo la Grande Depressione del 1929, lo Stato però era diventato proprietario di gran parte dell’industria pesante, tanto che si trovavano in mani pubbliche il 75% della produzione di ghisa e il 45% di quella dell’acciaio, l’80% dei cantieri navali e il 90% del trasporto merci. L’Italia era cioè sulla strada per diventare una società industriale, anche se era ancora ben lungi dall’esserlo.¹........

mercoledì 4 gennaio 2012

Jim Carrey contro la delirante politica dei vaccini

Lorenzo Acerra
Jim Carrey spiega quello che sa sui vaccini. E cioe' dice che politica latitante e industria dei farmaci, ovviamente focalizzata al profitto mettono quotidianamente i genitori di fronte a delle mostruosita'.
A difendere la salute dei propri piccoli oggi ci sono solo genitori che da soli si informano.
Per questo il video tratta per sommi capi la questione dei vaccini. Vediamo anche Jim Carrey protestare a Washington e poi al Larry King Live.
 E in questo articolo c'e' da dire pure che il pubblico e' stato davvero latitante, poichè stenta a concettualizzare che cosa sono i vaccini:  www.promiseland.it/2006/10/04/vaccini-vegani/
 Naturalmente la scienza, i cui impiegati salariati traggono i loro stipendi dalla loro stessa ragionevolezza in relazione al sistema farmaceutico, ha taciuto sulla questione degli effetti in termini di allergie e disordini della digestione e problemi psicologici dei vaccinati a 1 anno di vita.
 Ma se la scienza ha taciuto, alcuni giudici no. Alcuni si sono tolti grosse soddisfazioni nella propria microscopica giurisdizione......

Effetti della crisi economica. Cinque suicidi in pochi giorni

Fabio Polese
Un imprenditore quarantanovenne di Trani, Antonio Losciale, schiacciato dall’usura e dalla crisi attuale, si è tolto la vita impiccandosi. In pochi giorni è il quinto imprenditore ad essersi tolto la vita perché sommerso dai debiti.
Solo due giorni fa, ossessionato dalla paura di non poter far fronte alle difficoltà economiche, anche un agricoltore di cinquantaquattro anni, si è impiccato in un magazzino vicino alla sua abitazione a Montefiore dell’Aso, vicino a Fermo, nelle Marche. I suoi parenti hanno raccontato: “temeva di non farcela, di non superare le difficoltà del 2012”. E ancora, un elettricista di sessantaquattro anni di Robecco sul Naviglio, si è sparato un colpo alla tempia davanti all’ingresso della sua ditta individuale “Chiodini”. Roberto De Tullio, pensionato di settantaquattro anni barese, si è gettato dal quarto piano del palazzo dove abitava dopo che l’Inps gli aveva chiesto indietro cinquemila euro. Anche a Catania, Roberto Manganaro, che gestiva insieme al fratello un concessionario di moto, si è tolto la vita prendendo un’intera scatola di antidepressivi. Secondo alcuni conoscenti, l’uomo temeva di dover licenziare dei dipendenti a causa della crisi......