venerdì 24 febbraio 2012

Voglio essere greco

Alessio Mannino
Mentre la Grecia brucia, a Roma impera il fatalismo idiota dei servi. In Italia gli indignati sono spariti, i forconi si sono ammosciati, le destre e le sinistre istituzionali banchettano al centro, Napolitano sermoneggia senza limiti, Monti fa gli inchini alla comunità finanziaria di Wall Street e si fa dire quando pisciare all’imperialista di velluto Obama, e lei, nostra signora Bce, con il grande sacerdote Mario Draghi domina incontrastata.
Teppisti e pecoroni
I pochi, sparuti “teppisti”(1) politici e intellettuali che s’azzardano a far stecca sul coro gregoriano  - laude, laude al dio mercato e alla divina Eurolandia - e cioè i soliti revanscisti rossi e neri, gli antagonisti, i signoraggisti, Grillo, Chiesa, i decrescisti, ribelli e cani sciolti vari sono oscurati o ridicolizzati, come da prassi. La masse tace, imbelle, pronta al taglio della gola, già essiccata e afonizzata dalle mazzate torturatrici note come decreto salva-Italia e decreto cresci-Italia. Per quale motivo non scoppiano non dico rivolte, ma almeno focolai di protesta, come sarebbe naturale aspettarsi contro una tecnocrazia bancaria che aumenta le tasse, fa strame di diritti sociali e per giunta agita il ditino spiegandoci che la merda liberista è oro? Lo ha scritto come meglio non si potrebbe il sempre corrosivo Marco Cedolin (2), e perciò lascio volentieri la parola a lui: «La ragione in fondo è di una semplicità disarmante. Avete mai visto dei cittadini andare a protestare, senza essere stati chiamati a farlo da qualcuno? Che si trattasse di un partito, di un sindacato, di un’organizzazione, di un movimento o di un comitato, alla base di qualsiasi protesta c’è sempre stato un soggetto che chiamava il popolo a raccolta. … Ogni soggetto potenzialmente pericoloso è stato cooptato, affinché si prodigasse per tenere la gente ermeticamente chiusa in casa, magari davanti alla Tv, di fronte a qualsiasi decisione venisse presa».....

martedì 14 febbraio 2012

Gabriele Sandri: giustizia è fatta

Fabio Polese
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a nove anni e quattro mesi di reclusione all’agente scelto della polizia di stato Luigi Spaccarotella per l’omicidio di Gabriele Sandri, ucciso con un colpo di pistola l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio autostradale di Badia al Pino (Arezzo).
La sezione penale di Cassazione “ha confermato che l’uccisione di mio fratello è stato un atto volontario, seppure con la responsabilità del dolo eventuale e questo verdetto rispecchia il diritto e la realtà dei fatti”. Così Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, ha commentato la sentenza e ha aggiunto: “non è il discorso dell’anno in più o in meno di carcere, l’importante è che il principio di diritto sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge sia stato rispettato”.
Il sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello aveva chiesto la conferma della condanna dell’appello, pari a nove anni e quattro mesi di reclusione. Per Iacoviello si trattò di omicidio volontario e non colposo come invece avevano ritenuto i giudici di primo grado. Con la volontarietà dell’atto, finalmente, Gabriele Sandri ha avuto giustizia.....

venerdì 10 febbraio 2012

Siria, la CGIL è con la Nato

Dopo le manifestazioni indette dalla leader del sindacato “più a sinistra” della triplice, la Camusso, in occasione della crisi in Libia, anche quest’anno un sindacato sempre meno rappresentativo del mondo del lavoro non trova niente di meglio che occuparsi di politica mondiale.
Lo fa intervenendo sulla crisi siriana, dichiarandosi de facto sostenitore dei gruppi armati clandestini, che – su ordini ben precisi provenienti dalle intelligence britanniche e statunitensi e dal Qatar – stanno devastando interi quartieri della Siria, con lo scopo di imporre un nuovo governo islamista, satellite di Ankara e di Washington nella regione. Il comunicato ufficiale si richiama ad un atteggiamento etico che vede apparentemente privilegiato un ipotetico primato dei diritti umani, che si dice al di là ed al di sopra degli interessi e dei calcoli strategici delle principali nazioni del mondo.
Eppure, la versione secondo cui il governo di Bashar al-Assad starebbe massacrando il suo popolo è già di per sé una versione di parte in quanto unicamente sostenuta dalle principali potenze Nato (Usa, Gran Bretagna e Francia) in sede Onu......

sabato 4 febbraio 2012

I forconi, metafora o nemesi di una rivolta

Giorgio Ruta
Il blocco della Sicilia dei giorni passati avrebbe meritato più interesse di quanto non glie ne abbiano dato i mezzi di informazione ufficiali. Adesso la “rivolta” si è spostata sul continente e l’atteggiamento dei mass media dalla pura elusione, si è posizionato su un ambito altrettanto pertinente del giornalismo servo, quello dello sdegno, esprimendo il sentimento del proprio padrone di turno. Fatto questo che non sorprende conoscendo il vincolo di complicità con il Potere che a suo piacimento decide cosa deve essere o non deve essere rivelato. Il giornalismo al soldo del Potere ha il compito di non dire, quando ciò gli viene chiesto o al contrario di dire, diffamando o distorcendo per meglio diffondere menzogne ad arte. Da sempre è così e negli ultimi tempi ci sono vicende che sono state manipolate in maniera madornale per mezzo di astute o grossolane edulcorazioni della verità. Questo giornalismo riesce già efficacemente a nascondere e contraffare a proprio piacimento, comprovati massacri e genocidi che si consumano alle nostre porte con noncurante distacco della gente. L’informazione per conto di un padrone (chiunque egli sia) è il presupposto essenziale per automatizzare i comportamenti delle masse, riducendo al minimo le possibilità di devianze non riconosciute, per le quali, in una parola, non sia facile attribuire una direzione e un controllo proveniente dall’alto.
Il potere e tutta la compagnia che regge il sistema, non ultimi i mezzi d’informazione ufficiali, sanno mettere in campo non soltanto falsità ma all’occorrenza anche mezze verità. Ciò che ci viene dato in pasto, indipendentemente dalla sua natura, veridicità e valore, deve essere in grado di scaturire gli effetti voluti e sperati da chi li somministra.....

giovedì 2 febbraio 2012

"Ho visto il nonno Mario"

Massimo Mazzucco
A giudicare dalla pagina ufficiale della Presidenza del Consiglio, le persone che la gestiscono per conto del nostro governo sono ancora all’età della pietra, rispetto all’utilizzo di Internet.
Pensano cioè che basti “selezionare” alcune lettere dei cittadini, fra quelle che ricevono ogni giorno, per riuscire a modificare la percezione che gli italiani avrebbero del nostro attuale governo. Mentre noi abbiamo imparato ormai da anni che è proprio da questo tipo di selezione che si possono intuire le reali intenzioni di chi “sceglie” le lettere da pubblicare. (O pubblichi tutto, oppure quello che pubblichi non vale niente in ogni caso).

Facciamo qualche esempio delle lettere selezionate:

..."Vedo i segni della stanchezza sul suo volto, ma le volevo scrivere a grandi lettere il mio apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo per salvare l’Italia e gli italiani"...