sabato 29 novembre 2014

La luce del buio - seconda puntata

Marco Cedolin
La stazione del metrò era un fantasmagorico carosello di luci, pannelli lcd ed ologrammi intelligenti. Da quando la volgare pubblicità era confluita nel ben più nobile "orientamento delle masse", gli investimenti nel settore non avevano conosciuto sosta. Un olomanager in versione distinctive (abito grigio con cravatta marrone su camicia blu) mostrava i vantaggi del nuovo olocellulare so210 a doppio innesto, venduto a soli 270dm.....

Una oloragazza con andatura ondeggiante in abiti sognod'estate sfoggiava orgogliosa la sua nuova maschera carezza di velluto con autoidratatore della pelle incorporato al prezzo promozionale di 190 dm.
Più in basso due olocoppie gustavano la propria cena, incuranti della scala mobile che correva loro accanto, promettendo con i loro sguardi languidi, serate idilliache e cibo sinteticamente protetto nei ristoranti della catena "atmosfere di un tempo".

Mario scese dal tappeto e si diresse verso una camera fumo, pagò un dm per l'ingresso, si tolse la maschera e si accese una sigaretta. Da quando nel 29 il fumo era stato dichiarato pubblicamente inaccettabile lo stato aveva installato dei locali con depuratore incorporato, dove previo pedaggio gli sconsiderati che intendevano perpetrare tale efferatezza potessero farlo senza recare danno alla comunità. I locali erano poi stati dati in gestione a varie società private e il tutto si era rivelato un ottimo business.
Spenta la sigaretta nell'apposito contenitore, Mario rimise la maschera e si approssimò alla carrozza. Non riusciva a sentirsi in colpa per un vizio che aveva radici nella sua adolescenza e pensava che tutto sommato quel folto gruppo di vilipesi schiavi del tabacco rendeva, tanto allo stato quanto alle multinazionali, un bel mucchio di denaro e in quanto al danno alla comunità, la necessità di portare la maschera all'aperto testimoniava origini di ben altra natura....
continua...

Nessun commento: