mercoledì 10 dicembre 2014

La luce del buio - 12° puntata

Marco Cedolin


L'ultima cosa che desiderasse in quel momento era trascorrere la serata del sabato in compagnia, ma si ripetè che in fondo non gli avrebbe potuto fare che bene e non tardò a rituffarsi nello schermo olonet sui dettagli delle mail.

Erano da poco passate le 15.30 e Mario aveva appena finito la videoconversazione con Samantha Morello dell'ufficio spedizioni, inerente un pacchetto consegnato incompleto alla boutique “Bella con charme” quando accadde un fatto che aveva dell'incredibile.
La tranquillità dell'ufficio si ruppe improvvisamente nell'istante in cui cinque file di scrivanie più avanti Roberto Parisi si alzò in piedi di scatto, urlando con quanto fiato aveva in gola
-Non ce la faccio più!!!-......

All'età di 53 anni era uno dei colleghi più anziani, aveva due figli e un'esperienza ventennale nell'azienda, senza che mai gli fosse stata rivolta l'ombra di un rimprovero.
Eppure fra lo stupore generale si tolse con gesto teatrale la giacca del completo "distinto economico" da 129 dm. tirò fuori dal taschino della camicia un sigaro Avana, probabilmente da collezione e lo accese aspirando rapide boccate di fumo.

Erika Sibona che sedeva alla scrivania accanto tentò con un gesto eroico di riportarlo alla ragione.
- Roberto siediti e spegni quella cosa, sei impazzito forse?-
Gli sibilò tirandolo con forza per una manica. Ma il Parisi si divincolò dalla presa e urlando
-Mi avete rotto le palle tutti quanti miseri aguzzini deficienti-
sradicò lo schermo olonet dal supporto girevole della scrivania e lo scagliò con forza contro il vetro della finestra che esplose in una pioggia di schegge.

Nell'ufficio era piombato un silenzio assoluto, tutti gli occhi puntati su quell'uomo corpulento. Alcuni rivoli di sudore gli solcavano la fronte, i pochi capelli bianchi, in genere pettinati ordinatamente, fluttuavano scompigliati da una parte all'altra del viso, il pugno batteva con forza sulla scrivania mentre continuava a proferire insulti nei confronti dello stato, dei dirigenti dell'azienda e di tutti coloro che a suo dire gli avevano tolto ogni forma di libertà e dignità.
Il Semioli che aveva seguito tutta la scena con la bocca spalancata pareva addirittura avere smesso di respirare, Erika si era rintanata in un angolo della sua scrivania e singhiozzava sommessamente.....

continua.....

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