giovedì 11 dicembre 2014

La luce del buio - 13° puntata

Marco Cedolin


Fu quasi una liberazione quando i quattro agenti della Eliminazione Immediata fecero irruzione, mandando in frantumi la vetrata centrale.
Erano completamente vestiti di nero, stivali, tuta, maschera e casco, con alcuni piccoli teschietti bianchi incastonati nel cinturone, che Mario ricordò aver sentito dire testimoniassero le esecuzioni compiute nel corso della carriera.
Le quattro raffiche di mitragliatore pesante laserguidato colpirono Roberto Parisi quasi contemporaneamente, in un crepitio d'inusitata violenza.....
Il corpo del poveretto si sollevò in aria di oltre un metro prima di spezzarsi in due e rotolare in un lago di sangue al fondo del corridoio.

Tutti si erano coricati a terra, rintanati sotto le scrivanie, alcuni giacevano come inebetiti in stato di trance, altri singhiozzavano o mormoravano frasi senza senso. Mario non riusciva a staccare le mani dalle orecchie e quando ci riuscì percepì un senso di vuoto mai provato prima. Lo stupore, la rabbia,
l'incredulità, unite a una pena profonda gli pervadevano l'animo, rendendogli difficile perfino respirare.
Tutta la scena era durata meno di cinque minuti ma il tempo pareva essersi dilatato a dismisura durante gli attimi della tragedia.

Prima che Mario avesse ripreso posto sulla seggiola l'ufficio era presidiato da almeno un centinaio di agenti della pp in assetto da guerra e una moltitudine di giornalisti olofilmavano la scena "dell'attentato" ed i resti dello sventurato Parisi, apostrofato come persona infettata dal virus del terrorista.
Gli impiegati vennero immediatamente fatti uscire dalla stanza e condotti al secondo piano nella sala riunioni in attesa dell'interrogatorio.....

continua.....

Nessun commento: