lunedì 15 dicembre 2014

La luce del buio - 17° puntata

Marco Cedolin

Mario stava già cullando la speranza che quella ridda di domande a dir poco indisponenti volgesse ormai al termine, quando il terzo interlocutore, un ometto sui 40 anni con i capelli corvini e un paio di baffetti radi si presentò come il dottor Stanley. Psichiatra, specialista in virus comportamentali e devianze infettive.

-Lei-
disse biascicando le parole con inconfondibile accento americano
- si considera felice della sua vita?-......


-Beh.. fondalmentalmente si, intendo dire non vedo motivo per cui dovrei essere scontento di quello che ho, di ciò che faccio, ma felicità è una parola grossa non crede?-

-No non credo, la felicità dovrebbe essere una prerogativa di tutti noi cittadini che viviamo in una società libera, democratica, attenta ai bisogni dell'individuo, coesa nel preservare l'integrità fisica e morale del singolo.
Pensi a quei poveretti che vivevano nel secolo scorso, immersi nel caos, nazioni intere che non avevano neppure il concetto astratto di civiltà. La promiscuità sessuale imperante, il calo della natalità, le città preda dell'anarchia sociale. Ecco si, prima della grande globalizzazione e dell'avvento del Nuovo Ordine Mondiale poteva avere senso essere infelici, ma oggi no. Oggi che abbiamo la fortuna di vivere in una società che ha fatto tesoro degli errori del passato e mette al primo posto la libertà e la democrazia, il pensiero positivo è l'unico atteggiamento che abbia senso.
In una società come la nostra, è un dovere civico essere felici! Spero sarà d'accordo con me.-

-Certamente!-
Rispose Mario, che temeva in caso non avesse assentito di doversi sorbire un nuovo monologo stucchevole sui progressi della specie umana.....

continua.....

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