domenica 21 dicembre 2014

La luce del buio - 20° puntata

Marco Cedolin

Gli accadimenti del giorno precedente lo avevano turbato molto più di quanto avesse potuto prevedere. Percepiva qualcosa di terribilmente sbagliato nella crisi isterica del povero Parisi e in tutto ciò che ne era conseguito, ma era come se questa sensazione di disagio si propagasse con
variegate sfumature ad ogni aspetto del mondo che lo circondava. Troppe cose gli sembravano senza senso,.....
era come guardare fuori da una finestra attraverso un vetro opalescente, si sentiva sperduto in una landa abiotica, senza alcun punto di riferimento.
Si infilò sotto la doccia a ioni quasi automaticamente, poi iniziò lentamente a vestirsi, con la mente sempre persa in una marea di pensieri che si affastellavano disordinatamente.

Gli uffici erano stati ripuliti e riordinati accuratamente, la vetrata sostituita, come le scrivanie e gli olonet danneggiati, le pareti imbiancate e un rassicurante profumo d'incenso fuoriusciva dalle griglie dell'impianto di climatizzazione.
Non era rimasta alcuna testimonianza del dramma che si era consumato fra quelle stesse mura il giorno precedente, nessuno che non fosse stato presente all'accaduto avrebbe mai potuto immaginare che solo poche ore prima quello stesso luogo non fosse altro che un inferno di sangue e schegge di vetro, dove aleggiava fortissimo l'odore della morte e della polvere da sparo.
L'atmosfera era quella di sempre, il silenzio veniva rotto solo dagli annunci pubblicitari che accompagnavano la giornata lavorativa.

 
Sedutosi alla scrivania, Mario si voltò un attimo alla sua sinistra, cercando d'incrociare lo sguardo di Mattia Semioli, ma lo trovò talmente immerso nello schermo da farli sembrare entrambi parte di una scultura materica. Si rassegnò così controvoglia ad accendere l'olonet.
Il messaggio con priorità 1 occhieggiava sul display.....

continua.... 

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