venerdì 2 gennaio 2015

La luce del buio - 26° puntata

Marco Cedolin

Chi cadeva, chi non riusciva più a garantirsi la sopravvivenza, e prima o poi quasi tutti gli improduttivi facevano questa fine, era indirizzato al programma “Lavoro per Cibo”. Quasi tutte le aziende importanti aderivano a questa iniziativa "umanitaria" che consisteva nel dare un tetto e due pasti caldi agli esuberi, in cambio della loro prestazione lavorativa che, seppur ritenuta superflua, le rifondeva in parte delle spese.....


Mario si sorprese a pensare come il programma non fosse altro che un sistema messo in atto dalle compagnie multinazionali, al fine di licenziare dipendenti che percepivano 800 dm. mensili, per poi riassumerli al costo di una cinquantina (i due pasti caldi ed un posto letto all'interno di un qualche rifugio, dove anche una dozzina di disgraziati dormivano in stanzette di 20mq costavano pressapoco così), aggirando i minimi salariali e con in più un ritorno d'immagine non indifferente.
Ma non riusciva davvero a capacitarsi di come gli fossero venuti alla mente pensieri tanto ingenerosi. Che fine avrebbero mai fatto quei poveretti se il programma non avesse dato loro un'ancora di salvezza?

Quando il tappeto ricominciò a muoversi il vento era aumentato d'intensità e trasportava una polvere fine che irritava gli occhi. Mario scese una volta arrivato alla congiunzione con la linea 21, trovò una camera fumo e si concesse una sigaretta.

Alle 19 giunse dinanzi al portone del professor Salvetti, suonò e l'olosegretaria bionda lo invitò ad accomodarsi nella sala d'aspetto. Oltre al divanetto in pelle nera su quale si mise a sedere vi erano alcune olopiante dalle fogge più svariate e uno schermo olonet accceso, posato su un basso tavolino di cristallo. La luce era soffusa, ma uniforme ed egli sentì nuovamente il bisogno di rilassarsi, quasi la continua tempesta emozionale delle ultime ore lo avesse svuotato di ogni energia.....

continua.....

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