lunedì 12 gennaio 2015

La luce del buio - 31° puntata

Marco Cedolin

Incominciarono a parlare quasi freneticamente, senza pause, senza interruzioni, con un entusiasmo che somigliava a quello dei bambini, passando inavvertitamente da un argomento ad un altro e poi ad un altro ancora.
Parlarono delle loro famiglie, dell'adolescenza, dei gatti, del proprio lavoro,.....
di un romanzo del quale molti anni prima avevano condiviso la lettura, del publirap che ormai aveva appiattito ogni gusto musicale, delle loro aspirazioni e dei progetti per il futuro.
Ecco, proprio a questo proposito Mario ebbe modo di stupirsi dell'enfasi con la quale Olga discorreva del proprio futuro matrimonio, dei bambini che le sarebbero corsi incontro all'uscita dalla scuola, di quella casa con le pareti lilla e tanti mazzi di olofiori profumati, dei viaggi virtuali nelle città americane ai quali si sarebbe abbandonata la sera dopo cena. Gli occhi le brillavano per l'emozione e le gote si coloravano, mentre continuava a profondersi nel racconto di un futuro che, si sorprese a pensare, forse non sarebbe esistito mai.

Lui dal canto suo man mano che affrontava l'argomento, si rendeva conto di non possedere nulla che potesse anche solo vagamente essere assimilabile ad un'aspirazione, ad un progetto, ad una speranza per il futuro.
Il domani, lo percepiva con una sensazione di certezza assoluta, non sarebbe stato nè avrebbe potuto essere altro che una fotocopia dell'oggi, una sorta di presente eternamente dilatato nel tempo a dismisura, statico, senza movimento, e proprio su questo pensiero finalmente le spire del sonno lo colsero, lentamente, senza fretta e si addormentò.

Erano da poco passate le 6 del mattino e Mario si stava contorcendo in preda ad un sonno agitato sulla poltroncina di velluto blu, assurta a giaciglio quanto mai innaturale, quando il videolofono iniziò a strillare “chiamata in arrivo Alessio Greco” e continuò a ripetere il proprio annuncio con la risoluta testardaggine che solo alle macchine appartiene......

continua.....

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