lunedì 26 gennaio 2015

La luce del buio - 37° puntata

Marco Cedolin


Fai pure con tranquillità tesoro- rispose Erik con la voce che tradiva un misto d'imbarazzo ed agitazione.-

L'uomo seguì sua moglie con gli occhi e non si alzò in piedi fino al momento nel quale sentì girare la chiave nella toppa, dopodiché si avvicinò al cassettone della cucina e apertolo con mano tremante ne estrasse un coltellaccio da macellaio.....
Restò un attimo ad osservarlo, mostrando una strana fissità nello sguardo, poi si diresse a passi svelti verso il soggiorno. Gettò una rapida occhiata verso la porta del bagno, quasi incespicò nel cyberdalmata che giaceva spento accanto all'uscio, si avvicinò alla scrivania e nascose il coltellaccio sotto il cuscino della poltrona maculata. Tornò velocemente a sedersi al tavolo della cucina, e quando pochi attimi dopo sentì nuovamente girare la chiave nella toppa aveva ancora la fronte imperlata di sudore ed il respiro affannato.

-Eccomi caro- quasi urlò Katia nell'aprire la porta lentamente e con circospezione. Una rapida occhiata le confermò che la pistola troneggiava ancora maestosa sul cuscino rosso, ed allora uscì ostentando un passo deciso e disinvolto.
-Che hai fatto amore mio? Sei tutto sudato e rosso in viso e respiri come se avessi salito delle scale di corsa-

-Niente tesoro, devo aver mangiato troppo, le tartine erano così buone e poi queste telecamere che ci seguono sempre, mi mettono agitazione, ti avevo detto che andare in olotv non sarebbe stata una buona idea, non sono tagliato per queste cose, lo sai.-

-Ma dai non fare il solito guastafeste, non lo vedi quanto è emozionante? Solo il pensiero dei milioni di persone che in questo momento ci stanno fissando mi riempie di eccitazione. Adesso ti faccio un bel massaggio così ti rilassi e la smetti di borbottare.-

Così dicendo Katia sbottonò il colletto della camicia del marito e cominciò a premere dolcemente con i palmi delle mani sulla parte posteriore del collo.
Erik ben lungi dal rilassarsi non riusciva ad evitare di volgere a più riprese il capo e continuava ad irrigidire i muscoli, quasi si trattasse di un riflesso condizionato......

continua.....

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